Sentenza n. 5283/2026 - Napoli, Sezione 6
Avverso e per la declaratoria di illegittimità del silenzio formatosi sulla richiesta di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio asseritamente formatosi sulla domanda di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato
Esito
La controversia
Il ricorrente ha proposto, ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., un'azione avverso il silenzio dell'amministrazione sulla domanda di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato, presentata il 16 dicembre 2025. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha documentato di avere adottato, il 26 maggio 2026, un provvedimento espresso di rigetto, notificato il 29 maggio 2026 e separatamente impugnato. Il difensore del ricorrente ha quindi dichiarato in camera di consiglio la cessazione della materia del contendere.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che l'adozione di un provvedimento espresso conclusivo del procedimento, indipendentemente dal suo contenuto favorevole o sfavorevole, soddisfi per fatto dell'amministrazione l'interesse pretensivo azionato con il ricorso avverso il silenzio. Le spese sono state compensate per le peculiarità della controversia e le circostanze concrete. Il ricorrente è stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato e il compenso del difensore è stato liquidato in 800 euro, oltre IVA e CPA, con applicazione della riduzione prevista per il patrocinio a spese dello Stato.
Norme richiamate
artt. 31 e 117 c.p.a.
con il presente ricorso, notificato e depositato in data 26 maggio 2026, il ricorrente ha agito ex artt. 31 e 117 c.p.a. avverso il silenzio asseritamente serbato dall’amministrazione intimata sulla domanda di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato presentata in data 16 dicembre 2025
Le disposizioni disciplinano l'azione contro il silenzio e il relativo rito; nel caso concreto, l'adozione di un provvedimento espresso durante il giudizio ha fatto venir meno l'oggetto attuale della controversia.
art. 130 d.P.R. 115/2002
tenuto conto della limitata difficoltà della controversia, della natura seriale del contenzioso in questione e della riduzione ordinaria del 50% del compenso prescritta dall'articolo 130 del D.P.R. 115/2002
Il compenso del difensore ammesso al patrocinio a spese dello Stato è liquidato applicando la riduzione ordinaria del 50%, tenendo conto della difficoltà e della natura seriale della controversia.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio, l'adozione da parte dell'amministrazione di un provvedimento espresso che conclude il procedimento determina la cessazione della materia del contendere, indipendentemente dal fatto che il provvedimento sia di accoglimento o di rigetto, poiché viene comunque soddisfatto l'interesse pretensivo all'esercizio del potere.
- Quando il procedimento amministrativo si conclude con un provvedimento espresso durante il giudizio avverso il silenzio, l'eventuale contestazione della legittimità del provvedimento deve essere proposta mediante autonoma impugnazione; essa non mantiene attuale l'azione originaria contro il silenzio.
Come è indicizzato
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