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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14674/2026 del 22/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione fondato sull'erronea applicazione dell'art. 157 cod. pen. relativo alla prescrizione. Il Procuratore Generale contestava la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione resa dalla Corte d'Appello di Roma (sentenza del 16/06/2025) in relazione al reato di rapina aggravata (art. 628, comma 3, n.1), commesso il 28/01/2016), sostenendo che il termine ordinario di prescrizione fosse pari a venti anni (pena detentiva massima applicabile all'epoca) e quello prorogato pari a venticinque anni, pertanto non ancora maturato alla data della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio secondo cui il decorso della prescrizione per i reati consumati inizia il giorno successivo a quello della consumazione (ore 0:00) e termina alle ore 24:00 del giorno finale calcolato secondo il calendario comune. Applicando il termine ordinario di venti anni e quello prorogato di venticinque anni al fatto consumato il 28/01/2016, la Corte ha concluso che la prescrizione sarebbe compiuta non prima del 28/01/2041; quindi, alla data della sentenza di appello (16/06/2025) la prescrizione non era ancora maturata. Per tali motivi la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Roma.

Norme richiamate

  • art. 157 cod. pen.

    La norma disciplina i termini di prescrizione: la Corte interpreta che il termine ordinario corrisponde al periodo indicato in relazione alla pena massima applicabile all'epoca del fatto e che va calcolato dalla giornata successiva alla consumazione fino alle ore 24:00 del giorno finale; nel caso concreto, pena massima 20 anni => termine ordinario 20 anni, termine prorogato 25 anni

  • art. 628, comma 3, n. 1, cod. pen.

    Definisce il reato concreto (rapina aggravata) per cui, all'epoca del fatto (28/01/2016), era prevista pena detentiva massima di 20 anni; tale valore è stato preso come riferimento per il calcolo della prescrizione

  • Giurisprudenza (richiamata dalla Corte)

    Sez. 6, n. 4698 del 16/03/1998, Carpinteri, Rv. 211066; Sez. 3, n. 23259 del 29/04/2015, Richichi, Rv. 263650

    Principi consolidati citati: il decorso della prescrizione per reati consumati inizia il giorno successivo alla consumazione e termina alle ore 24:00 del giorno finale; tali precedenti sono stati utilizzati per confermare il corretto computo temporale nel caso concreto

Massime di principio

  • Per i reati consumati il termine di prescrizione decorre dal giorno successivo a quello della consumazione (ore 0:00) e si estingue alle ore 24:00 del giorno finale calcolato.
  • Il termine ordinario di prescrizione va determinato in relazione alla pena detentiva massima prevista per il reato al momento della commissione; eventuale termine "prorogato" va calcolato secondo le regole previste dalla legge (come nel caso, ordinar. 20 anni e prorogato 25 anni).
  • In caso di contestazione sulla prescrizione, il giudice deve verificare puntualmente la data di consumazione, la pena massima applicabile all'epoca e ogni fatto che possa interrompere o sospendere il decorso della prescrizione; un errore in tali calcoli può determinare l'annullamento della decisione e il rinvio.
  • Se alla data della decisione impugnata il termine di prescrizione non è ancora decorso, non è possibile dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione; il rimedio del Giudice delle leggi è l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio quando la valutazione della prescrizione è errata.
  • Verificare sempre la normativa vigente al momento del fatto per individuare correttamente la pena di riferimento: modifiche legislative successive non si applicano retroattivamente in modo da ridurre la prescrizione senza regole specifiche.

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