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Ordinanza

Ordinanza n. 1776/2026 - Salerno, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600991

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Progetto individuale di trattamento ABA che ha ridotto a 13 ore settimanali la terapia precedentemente erogata per 25 ore, oltre a ridurre le ore di supervisione

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I genitori hanno impugnato il progetto di trattamento ABA, gli atti presupposti dell’ASL e il PDTA regionale, contestando la riduzione del trattamento del minore da 25 a 13 ore settimanali, con 2 ore mensili di parent training e 1 ora mensile di supervisione per un anno, rispetto alle precedenti 25 ore settimanali, 2 ore mensili di parent training e 3 ore mensili di supervisione. Hanno chiesto l’annullamento degli atti, l’accertamento del diritto a ricevere a carico del SSN almeno 25 ore settimanali di ABA, 3 ore mensili di supervisione e un’ora di parent training ogni 15 giorni, con continuità delle figure professionali, nonché la condanna dell’ASL all’erogazione diretta o al rimborso. Nel corso del giudizio hanno ricusato la CTU già nominata, deducendo, da un lato, che la professionista aveva in passato lavorato presso l’ASL resistente e che in precedenti consulenze avrebbe confermato i progetti dell’ASL; dall’altro, che aveva visitato privatamente il minore nel 2022, circostanza ritenuta idonea a integrare una grave ragione di convenienza ai sensi dell’art. 51 c.p.a.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza di ricusazione limitatamente al profilo della precedente visita privata del minore nel 2022, ritenendo sussistenti, per tale circostanza, gravi ragioni di convenienza ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 51 c.p.a. Ha quindi sostituito la CTU nominata con un altro professionista. Non ha invece accolto la ricusazione sulla base del pregresso rapporto professionale con l’ASL e delle allegazioni relative alle precedenti consulenze. La controversia principale sul diritto e sull’adeguatezza del trattamento non è stata decisa: il nuovo CTU dovrà valutare la patologia e la sua gravità, l’idoneità del piano contestato e, se necessario, intensità, durata e modalità del trattamento, incluse supervisione e parent training. Gli è stato inoltre richiesto di verificare se le parti possano concordare il piano riabilitativo; l’eventuale accordo dovrà essere verbalizzato e recepito dall’ASL con provvedimento espresso e motivato, sottoscritto per accettazione dai ricorrenti. In mancanza di accordo, la consulenza dovrà proseguire. Sono stati impartiti i termini e le modalità per giuramento, operazioni peritali, osservazioni e deposito della relazione; l’udienza di merito è stata differita dal 9 marzo 2027 all’8 giugno 2027. Nessuna decisione definitiva è stata assunta sulla domanda principale.

Norme richiamate

  • art. 51 c.p.a.

    Ritenuto che - sotto il solo secondo profilo evidenziato dai ricorrenti – sussistano le gravi ragioni di convenienza di cui all’ultimo comma dell’art. 51 c.p.a. che inducono a sostituire il predetto C.T.U. nel senso che appare opportuno rivolgere la nomina ad altro professionista del settore;

    La precedente visita privata del minore da parte del CTU costituisce, nel caso concreto, grave ragione di convenienza che giustifica la sostituzione del consulente.

  • art. 55 c.p.a.

    con ordinanza cautelare n. -OMISSIS- la Sezione ha confermato quanto disposto con decreto monocratico presidenziale e disposto C.T.U. ai fini della delibazione della domanda di accertamento e condanna;

    La consulenza tecnica è stata disposta, nell’ambito della fase cautelare, per consentire la valutazione della domanda di accertamento e condanna; in questa ordinanza il collegio ne organizza il nuovo svolgimento, senza decidere il merito.

  • art. 192, comma 2, c.p.c.

    di avvertire il C.T.U. che, laddove intenda non accettare l’incarico oppure debba astenersi, ai sensi dell’art. 192, comma 2 c.p.c. dovrà provvedere entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione del presente provvedimento a depositare nota da lui sottoscritta con firma digitale con la quale espliciti le ragioni per cui lo stesso non ritiene di accettare l’incarico oppure intende astenersi;

    Il CTU che non intenda accettare l’incarico o debba astenersi deve dichiararlo entro dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento, esponendo le relative ragioni.

Massime di principio

  • La pregressa valutazione privata del soggetto che deve essere esaminato in una consulenza tecnica può integrare una grave ragione di convenienza idonea a giustificare la sostituzione del CTU ai sensi dell’art. 51 c.p.a.
  • Quando una controversia sulla misura e sulle modalità di un trattamento sanitario richiede accertamenti tecnici, il giudice può affidare al CTU la valutazione dell’idoneità del piano individuale e, se necessario, dell’intensità, della durata e delle modalità del trattamento, indicando le fonti scientifiche e professionali che devono sorreggere il giudizio tecnico.
  • Nel corso delle operazioni peritali il CTU può essere incaricato di verificare la disponibilità delle parti a concordare i contenuti del piano terapeutico; se l’accordo è raggiunto, deve essere documentato e recepito dall’amministrazione con un provvedimento espresso e motivato.

Come è indicizzato

MaterieAssistenza e prestazioni sanitarieIstruttoria processuale
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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