L.R. Toscana 26/2021
Ulteriori misure urgenti per il conseguimento dei valori limite giornalieri per il materiale particolato PM10, previsti dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, di attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente. Modifiche alla l.r. 74/2019.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge rafforza in Toscana le misure contro il superamento dei limiti di PM10 e aggiorna la l.r. 74/2019 alla luce della sentenza CGUE sul caso C-644/2018. Introduce limitazioni ai generatori a biomassa sotto le 3 stelle nei comuni con superamento del PM10, assegna ai comuni obblighi di recepimento nei PAC e proroga al 31 dicembre 2022 il termine di una misura regionale. Nessun nuovo onere finanziario.
Misure urgenti per il contenimento del PM10 e modifiche alla disciplina toscana sulla qualità dell’aria
Misure urgenti per il rispetto dei limiti di PM10 in Toscana
La legge regionale interviene sulla disciplina toscana in materia di qualità dell’aria per rafforzare le misure contro il superamento dei valori limite giornalieri del PM10, in particolare nelle aree interessate da infrazione europea. L’atto aggiorna il quadro motivazionale e operativo della l.r. 74/2019, mantenendo l’applicazione circoscritta al territorio della Regione Toscana.
Quadro di contesto e finalità
Il provvedimento prende atto della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 10 novembre 2020 nella causa C-644/2018, che ha dichiarato l’Italia inadempiente per il superamento sistematico e continuativo dei limiti di PM10 e per l’assenza di misure adeguate a garantire il rispetto dei valori limite nel più breve tempo possibile. La Regione richiede quindi un rafforzamento delle misure già previste dalla l.r. 74/2019, anche per evitare l’aggravamento della procedura di infrazione.
Aggiornamento del preambolo della disciplina regionale
La legge modifica più punti del preambolo della l.r. 74/2019 per allinearne le premesse al quadro europeo e tecnico più recente. Vengono richiamati:
- il deferimento alla Commissione europea nella causa C-644/2018;
- la sentenza di inadempienza dell’Italia del 10 novembre 2020;
- la situazione differenziata delle zone territoriali, con il rispetto dei limiti nella zona IT0907 “Prato-Pistoia” dal 2018 e il permanere di criticità nella zona IT0909 “Valdarno pisano e piana lucchese”, in particolare presso la stazione LU-Capannori;
- l’individuazione della combustione di biomasse come principale causa dei superamenti nella “Piana Lucchese” e nell’area “Prato-Pistoia”, con forte stagionalità;
- la necessità di limitazioni all’uso di generatori di calore a biomasse con classe emissiva inferiore a “3 stelle”, quando non costituiscano l’unico sistema di riscaldamento;
- lo stanziamento di 3 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per interventi previsti nei piani di azione comunale dei comuni coinvolti dalla procedura di infrazione.
Misure di rafforzamento sui veicoli e sui generatori a biomassa
La disciplina regionale individua due principali linee di intervento:
- l’istituzione di zone di limitazione alla circolazione per i veicoli maggiormente inquinanti nei comuni in cui non sono rispettati i limiti di NO2;
- limitazioni all’utilizzo di generatori di calore alimentati a biomasse con classe di prestazione emissiva inferiore alle “3 stelle” nei comuni in cui non è rispettato il valore limite di PM10.
Per i generatori a biomassa, le limitazioni, incluso il divieto di utilizzo quando tali impianti non rappresentano l’unico sistema di riscaldamento, devono essere definite tenendo conto di variabili specifiche relative al sistema di combustione e alla quota altimetrica del territorio, soprattutto nel periodo critico per la qualità dell’aria.
Obblighi dei comuni interessati e integrazione nei PAC
I comuni interessati dalla procedura di infrazione e nei cui territori non risultano rispettati i valori limite del PM10 devono recepire le misure regionali entro 60 giorni dalla pubblicazione sul BURT della deliberazione regionale prevista dalla l.r. 74/2019, o dei suoi aggiornamenti. Le misure devono essere inserite come interventi strutturali nei piani di azione comunale (PAC) e, se necessario, gli atti comunali richiamati dalla legge regionale sulla qualità dell’aria devono essere adeguati.
I comuni devono poi attuare gli interventi secondo modalità e termini fissati dalla deliberazione regionale e vigilare sulla loro osservanza secondo la propria organizzazione interna.
Poteri sostitutivi della Regione in caso di inerzia comunale
Se i comuni non attuano gli interventi strutturali entro i termini stabiliti dalla deliberazione regionale e recepiti nei PAC, il Presidente della Giunta regionale deve diffidarli a provvedere entro i 7 giorni successivi. La diffida deve garantire rapidità e certezza della ricezione.
Scaduto inutilmente il termine della diffida, il Presidente della Giunta regionale adotta con proprio decreto i provvedimenti necessari in luogo dei comuni inadempienti.
Proroga di un termine applicativo
La legge proroga dal 31 ottobre 2021 al 31 dicembre 2022 il termine previsto dalla l.r. 74/2019 per una delle misure regionali oggetto di attuazione. Il testo consolidato non specifica ulteriormente in questa legge la misura prorogata, ma chiarisce che il termine applicativo viene esteso fino alla fine del 2022.
Aspetti finanziari e decorrenza
La legge precisa che dall’attuazione delle disposizioni non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L’entrata in vigore è fissata al giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana.
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