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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM I838 n. 28571 del 23/02/2021

RESTRIZIONI NELL'ACQUISTO DEGLI ACCUMULATORI AL PIOMBO ESAUSTI

AGCMI838

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM aveva avviato e successivamente esteso un’istruttoria nei confronti di COBAT, COBAT RIPA, Fiamm, SIAPRA, Clarios, Eco-bat, Piomboleghe, Piombifera, E.S.I. e altri soggetti, in relazione a possibili condotte coordinate nell’acquisto e nell’allocazione di accumulatori al piombo esausti in Italia. Le ipotesi comprendevano la fissazione al ribasso dei prezzi, la spartizione dei lotti, lo scambio di informazioni sensibili, restrizioni agli acquisti presso sistemi concorrenti e possibili effetti escludenti. Le parti hanno presentato impegni strutturali e comportamentali, tra cui l’uscita degli smelter dagli organi consortili, aste telematiche aperte a operatori italiani ed esteri, separazione delle informazioni sensibili e cancellazione dei dati sui detentori dei rifiuti. Il testo è una proposta di impegni e non contiene l’esito finale dell’AGCM.

Procedimento I838 relativo a COBAT, COBAT RIPA e imprese produttrici e riciclatrici di accumulatori esausti: ipotesi di coordinamento degli acquisti e condotte escludenti; proposta di impegni ex art. 14-ter L. 287/1990, senza accertamento dell’infrazione nel testo fornito.

I838 – Restrizioni nell’acquisto degli accumulatori al piombo esausti

Il procedimento riguarda possibili restrizioni della concorrenza nella filiera italiana della raccolta, acquisto e riciclo degli accumulatori al piombo esausti. Il testo fornito contiene la proposta definitiva di impegni presentata da COBAT, COBAT RIPA e dalle imprese produttrici e riciclatrici coinvolte, nonché il regolamento e la documentazione contrattuale delle aste telematiche. Non contiene il provvedimento finale dell’AGCM di accettazione degli impegni o di accertamento dell’infrazione.

Parti e origine del procedimento

L’istruttoria è stata avviata con il provvedimento AGCM n. 28015 del 13 dicembre 2019, a seguito di una segnalazione del 22 luglio 2019. I soggetti indicati nel procedimento sono COBAT, COBAT RIPA, Fiamm Energy Technology S.p.A., SIAPRA S.p.A., Clarios Italia S.r.l., Eco-bat S.r.l., Piomboleghe S.r.l., Piombifera Italiana S.p.A. ed E.S.I. Ecological Scrap Industry S.p.A., oltre a un soggetto omesso nel testo.

Con il provvedimento n. 28245 del 20 maggio 2020 l’AGCM ha esteso il procedimento sia sotto il profilo oggettivo sia sotto quello soggettivo, includendo SIAPRA tra i destinatari e ulteriori ipotesi di condotta riferite alla gestione consortile e alle politiche commerciali di COBAT, COBAT RIPA e del precedente consorzio Cobat – Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo.

Mercato rilevante e quadro normativo

Il mercato interessato è individuato nell’acquisto, in Italia, degli accumulatori al piombo per veicoli e industriali esausti. La fattispecie contestata è ricondotta dall’AGCM all’art. 101 TFUE. Nel formulario le parti richiamano l’art. 14-ter della Legge n. 287/1990 quale base per la proposta di impegni. Il testo non riferisce contestazioni fondate sull’art. 3 della Legge n. 287/1990 o sull’art. 102 TFUE.

Ipotesi di coordinamento degli acquisti e delle aste

Nel provvedimento di avvio l’AGCM ha ritenuto preliminarmente che riciclatori aderenti a COBAT e produttori integrati, in particolare Fiamm e Clarios, potessero avere definito congiuntamente e progressivamente al ribasso i prezzi di acquisto delle batterie esauste raccolte da COBAT e da altri sistemi nazionali. L’ipotesi comprendeva anche un coordinamento sulle quantità acquistate.

L’Autorità ha inoltre prospettato che i riciclatori avessero influenzato, all’interno degli organi consortili di COBAT e COBAT RIPA, la definizione del prezzo base delle aste periodiche, riducendolo progressivamente per calmierare il mercato. Secondo l’ipotesi istruttoria, alcuni riciclatori avrebbero anche suddiviso tra loro i lotti di gara. L’accesso riservato ai soli riciclatori COBAT avrebbe potuto agevolare tale coordinamento, escludendo riciclatori nazionali non consorziati e riciclatori esteri.

L’AGCM ha ritenuto che le condizioni di acquisto definite all’interno del sistema COBAT potessero costituire un benchmark per l’intero mercato, compresi gli acquisti effettuati presso sistemi di raccolta concorrenti.

Ulteriori ipotesi oggetto dell’estensione

Il provvedimento di estensione ha prospettato ulteriori condotte potenzialmente anticoncorrenziali. In particolare, le parti avrebbero potuto acquisire e utilizzare a fini escludenti informazioni riservate sui punti di approvvigionamento dei raccoglitori e applicare prezzi differenziati in base all’origine del rifiuto, con l’obiettivo di ridurre la base di raccolta dei sistemi concorrenti.

L’AGCM ha inoltre ipotizzato:

  • la condivisione di informazioni commercialmente sensibili negli organi consortili;
  • un accordo a non acquistare accumulatori esausti da sistemi di raccolta concorrenti, salvo diverse pattuizioni interne al sistema consortile;
  • l’obbligo per i produttori e importatori di categoria A1 di far trattare gli accumulatori assegnati esclusivamente dai riciclatori A1 dei medesimi consorzi;
  • la fissazione di contributi ambientali differenziati tra categorie di produttori e importatori, potenzialmente favorevole agli operatori A1;
  • un possibile effetto di alterazione della concorrenza tra diversi sistemi di raccolta.

Riassetto consortile e impegno strutturale

Le parti sostengono che il sistema consortile fosse già interessato da un processo di riorganizzazione, iniziato nel maggio 2018 con la scissione del precedente consorzio in tre consorzi. Il nuovo Statuto di COBAT RIPA avrebbe ridotto il peso degli smelter nella governance e attribuito la maggioranza delle quote ai produttori e importatori. Il contributo di finanziamento di COBAT RIPA sarebbe stato posto a carico dei soli produttori e importatori, in proporzione alle quantità immesse al consumo.

L’impegno n. 1 prevede la definitiva dismissione delle partecipazioni degli smelter in COBAT e il recesso degli stessi da COBAT RIPA. A tal fine, le parti si impegnano a:

  • trasformare COBAT in una società per azioni;
  • adottare uno statuto che garantisca la libera e incondizionata trasferibilità delle azioni;
  • consentire agli smelter di vendere le proprie azioni entro il primo termine previsto;
  • trasferire, in caso di mancata vendita, le azioni a una società fiduciaria approvata dall’AGCM, incaricata di venderle alle migliori condizioni;
  • prevedere l’acquisto delle azioni eventualmente invendute da parte di Fiamm e Clarios, in proporzione alle rispettive partecipazioni, a un prezzo determinato da un esperto;
  • assicurare il recesso degli smelter da COBAT RIPA previa liquidazione del valore nominale delle rispettive quote.

Fino al completamento della dismissione, i consorziati si impegnano a non adottare operazioni o decisioni straordinarie che possano pregiudicare il processo di vendita o diminuire il valore delle partecipazioni. È inoltre previsto il divieto di cedere azioni o quote a soggetti appartenenti alla categoria dei riciclatori o a soggetti collegati, salvo che si tratti di produttori o importatori.

Le scadenze relative alla trasformazione, alla vendita delle azioni e al termine ultimo sono in parte oscurate nella versione non confidenziale.

Aste telematiche aperte

L’impegno n. 2 stabilisce che tutte le batterie provenienti dalla cosiddetta raccolta libera, cioè quelle di cui COBAT acquisisce la titolarità e può disporre autonomamente, siano allocate esclusivamente mediante aste telematiche periodiche.

Le aste saranno aperte a tutti gli operatori italiani o esteri che possiedano i requisiti previsti dalla normativa applicabile per la gestione, il trattamento e il riciclo di rifiuti pericolosi costituiti da batterie al piombo esauste. La raccolta intermediata, nella quale COBAT opera per conto di un altro operatore e non decide lo smelter destinatario, è esclusa dal perimetro dell’impegno n. 2.

L’accreditamento richiede, tra l’altro:

  • sede legale in Italia o in un altro Stato membro dell’Unione europea;
  • certificazione antimafia o, nei casi previsti, autocertificazione;
  • certificazioni ISO 9001:2015 e ISO 14001:2015;
  • autorizzazioni e certificazioni per acquisto, trattamento, commercio, vendita ed eventuale esportazione delle batterie, anche ai sensi del Regolamento CE n. 1013/2006;
  • capacità impiantistica, propria o acquisita tramite contratti con riciclatori italiani o esteri, sufficiente ad avviare al riciclo le batterie aggiudicate;
  • assenza di procedure concorsuali fondate sull’insolvenza;
  • assenza di debiti scaduti verso COBAT o COBAT RIPA, salvo le modalità di regolarizzazione previste dal regolamento.

La piattaforma d’asta sarà gestita da un soggetto terzo per gli aspetti tecnico-operativi. Ogni partecipante potrà presentare una sola offerta per ciascun lotto, in un’unica sessione. L’aggiudicazione avverrà sulla base della migliore offerta economica al rialzo rispetto al prezzo base. In caso di offerte coincidenti, prevarrà quella presentata per prima.

Dimensione dei lotti e condizioni di partecipazione

I lotti saranno organizzati tenendo conto della distribuzione territoriale dei punti di raccolta, dei costi di trasporto, della capacità produttiva degli operatori e del mercato potenziale. Le parti dichiarano l’obiettivo di massimizzare il numero di partecipanti e il confronto competitivo, anche prevedendo, ove possibile, lotti asimmetrici e un numero di lotti inferiore al numero dei concorrenti potenziali.

L’aggiudicatario dovrà prestare una fideiussione a garanzia del pagamento. La garanzia non potrà eccedere il valore complessivo dei lotti e dei costi di trasporto. Se la fideiussione non viene consegnata entro cinque giorni dall’aggiudicazione, questa può essere revocata e il lotto assegnato al partecipante con l’offerta immediatamente inferiore.

I lotti non aggiudicati potranno essere oggetto di trattative private con operatori italiani o stranieri in possesso delle autorizzazioni richieste.

Prezzi e base d’asta

Con l’impegno n. 3 COBAT si impegna a riservare alla Direzione Generale e alla Direzione Operativa la determinazione della base d’asta e dei prezzi applicati ai raccoglitori. La base d’asta dovrà essere determinata considerando:

  • le quotazioni del piombo secondario registrate sul mercato LME;
  • i costi sostenuti da COBAT per la raccolta libera;
  • gli esiti delle aste precedenti;
  • la sostenibilità e l’efficienza del sistema di raccolta.

La base d’asta non potrà essere inferiore al costo medio della raccolta osservato nell’ultimo mese. Il regolamento d’asta specifica che il prezzo base è espresso come percentuale della quotazione media mensile del piombo al LME, denominata in euro per tonnellata, secondo gli scaglioni indicati nella documentazione di gara. Le offerte consistono in un aumento percentuale del prezzo base e riguardano esclusivamente il prezzo, senza possibilità di modificare le condizioni generali di vendita.

Governance e protezione delle informazioni sensibili

L’impegno n. 4 mira a impedire che COBAT costituisca un luogo di scambio di informazioni commercialmente sensibili tra concorrenti. Le richieste di informazioni dei consiglieri dovranno essere motivate, indirizzate al presidente e gestite secondo modalità compatibili con la riservatezza societaria, la normativa sulla concorrenza e la protezione dei dati personali.

È escluso in ogni caso l’accesso dei soci e dei loro rappresentanti nel consiglio di amministrazione a informazioni riguardanti:

  • offerte e prezzi praticati da altri operatori;
  • quantità di batterie assegnate ad altri operatori;
  • capacità di trattamento dei riciclatori;
  • quantità di batterie raccolte dai Punti COBAT.

Le relative disposizioni dovranno essere inserite nello statuto o in un regolamento della società di capitali risultante dalla trasformazione di COBAT.

Superamento dell’obbligo di operare tramite il consorzio

L’impegno n. 5 riguarda l’art. 9 dello Statuto COBAT, che prevedeva l’obbligo per le imprese consorziate di non operare altrimenti che per il tramite del consorzio, salvo accordi scritti.

Le parti sostengono che la disposizione fosse riferita esclusivamente ai produttori e importatori e non avesse mai impedito agli smelter di acquistare presso sistemi concorrenti. Tuttavia, al fine di eliminare il profilo di criticità individuato dall’AGCM, si impegnano a non applicare tale obbligo a smelter e produttori nelle more della trasformazione e a non inserire nella nuova disciplina societaria una disposizione analoga. L’obiettivo dichiarato è consentire a tutti i soci di operare liberamente anche al di fuori di COBAT.

Limitazione e cancellazione dei dati sui detentori dei rifiuti

L’impegno n. 6 riguarda le informazioni sui detentori dei rifiuti raccolti tramite i raccoglitori. Nell’ambito della raccolta libera, COBAT si impegna a:

  • non richiedere ai raccoglitori informazioni sui detentori presso i quali si approvvigionano;
  • modificare i contratti con i raccoglitori;
  • cancellare i dati sui detentori già presenti nei propri archivi.

Per la raccolta intermediata, COBAT si impegna a non conservare tali dati per più di dodici mesi e a cancellare quelli raccolti prima del 1° gennaio 2020.

Impegni di COBAT RIPA

COBAT RIPA presenta impegni autonomi destinati ad assicurare l’effettività delle misure proposte dalle altre parti. In particolare, si impegna ad adottare tutte le misure necessarie per agevolare il recesso degli smelter e a stipulare contratti di outsourcing soltanto con società o consorzi che si siano impegnati ad allocare i rifiuti mediante un sistema di aste conforme al modello descritto nell’impegno n. 2.

Regolamento delle aste

Il regolamento prevede una procedura chiusa con asta elettronica, comunicata agli utenti almeno tre giorni prima e pubblicata sul sito di COBAT. L’asta dura da un minimo di 24 ore a un massimo di dieci giorni e si svolge in un’unica sessione.

Il prezzo base è collegato alla quotazione media del piombo LME del mese precedente a quello della consegna. Il lotto è assegnato esclusivamente in base alla maggiore offerta economica. Le aste possono essere sospese o annullate in caso di accessi irregolari o problemi tecnici rilevanti.

Il regolamento disciplina inoltre la fideiussione, il pagamento entro la fine del mese successivo alla consegna, l’esclusione dalle aste in caso di mancato pagamento o mancato ritiro, il divieto di cessione dei diritti e obblighi derivanti dall’aggiudicazione e l’obbligo dell’aggiudicatario di destinare il prodotto esclusivamente al riciclo.

Tempistiche e natura della definizione

Gli impegni sono proposti ai sensi dell’art. 14-ter della Legge n. 287/1990 e hanno durata indeterminata. Le parti dichiarano che la loro presentazione non costituisce riconoscimento della fondatezza delle contestazioni e ribadiscono di ritenere di avere agito nel rispetto della normativa antitrust.

Il documento indica, tra gli altri, i seguenti termini di attuazione:

  • entro 30 giorni dalla comunicazione dell’eventuale accettazione, pubblicazione del regolamento d’asta e apertura del registro degli operatori accreditati;
  • entro 90 giorni, pubblicazione degli avvisi relativi alla prima asta telematica;
  • entro 60 giorni, adozione delle delibere necessarie per limitare le informazioni sui detentori dei rifiuti;
  • entro i termini oscurati, trasformazione di COBAT, dismissione delle partecipazioni degli smelter e attuazione delle regole di governance e accesso alle informazioni.

Il testo non riporta l’eventuale provvedimento AGCM di accettazione degli impegni, né un accertamento definitivo dell’infrazione, una sanzione o misure cautelari.

Punti principali

Avvio ed estensione dell’istruttoria

Con il provvedimento n. 28015 del 13 dicembre 2019 l’AGCM ha ipotizzato una violazione dell’art. 101 TFUE, consistente nel coordinamento tra riciclatori aderenti a COBAT e produttori integrati Fiamm e Clarios sui prezzi e sulle quantità di accumulatori esausti acquistati. Il provvedimento n. 28245 del 20 maggio 2020 ha esteso l’oggetto e i soggetti del procedimento, includendo ulteriori ipotesi relative a informazioni riservate, restrizioni agli acquisti presso sistemi concorrenti, vincoli di trattamento e contributi ambientali differenziati.

Mercato interessato

Le condotte riguardano il mercato italiano dell’acquisto degli accumulatori al piombo per veicoli e industriali esausti.

Ipotesi di coordinamento dei prezzi e dei lotti

Secondo l’AGCM, i riciclatori avrebbero influenzato gli organi consortili nella determinazione delle basi d’asta, riducendole progressivamente, e si sarebbero coordinati nella suddivisione dei lotti. Le condizioni definite nel sistema COBAT avrebbero costituito un benchmark per gli acquisti anche presso sistemi di raccolta concorrenti.

Impegni strutturali

Gli smelter si impegnano a dismettere le proprie partecipazioni in COBAT, previa trasformazione del consorzio in società per azioni con azioni liberamente trasferibili, e a recedere da COBAT RIPA. Sono previste procedure sostitutive di vendita tramite società fiduciaria e, per le azioni eventualmente invendute, l’acquisto da parte di Fiamm e Clarios secondo criteri affidati a un esperto.

Aste aperte e criteri di aggiudicazione

Le batterie provenienti dalla raccolta libera saranno allocate esclusivamente mediante aste telematiche aperte a tutti gli operatori autorizzati, italiani o esteri, accreditati sulla base di requisiti oggettivi. L’aggiudicazione avverrà in base alla migliore offerta economica al rialzo rispetto alla base d’asta.

Prezzi e governance

La base d’asta e i prezzi applicati ai raccoglitori saranno determinati esclusivamente dalla Direzione Generale e dalla Direzione Operativa di COBAT, sulla base di quotazioni LME del piombo, costi di raccolta ed esiti delle aste precedenti. La base non potrà essere inferiore al costo medio dell’ultimo mese.

Protezione delle informazioni

Sono previste limitazioni all’accesso dei consiglieri e dei soci a informazioni commercialmente sensibili, tra cui offerte e prezzi di altri operatori, quantità assegnate, capacità di trattamento dei riciclatori e quantità raccolte dai Punti COBAT.

Informazioni sui detentori dei rifiuti

COBAT si impegna a non richiedere, nell’ambito della raccolta libera, informazioni sui detentori dei rifiuti e a cancellare i dati già acquisiti. Per la raccolta intermediata, i dati non saranno conservati oltre dodici mesi e saranno cancellati quelli raccolti prima del 1° gennaio 2020.

Durata e termini di attuazione

Gli impegni sono previsti a durata indeterminata. Sono indicati termini di 30 giorni per la pubblicazione del regolamento d’asta e l’apertura del registro degli accreditati, 90 giorni per il primo avviso d’asta e 60 giorni per le delibere necessarie all’attuazione dell’impegno sulle informazioni; alcune scadenze relative alla trasformazione e alla dismissione sono oscurate.

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