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Legge

L.R. Valle d'Aosta 12/2008

Disposizioni per la valorizzazione dei siti minerari dismessi.

Normativa regionaleL.R. Valle d'Aosta 12/2008

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina l’individuazione, la messa in sicurezza e la valorizzazione dei siti minerari dismessi o in dismissione in Valle d’Aosta, tramite un parco minerario, un centro di documentazione e una commissione regionale. Prevede divieti e autorizzazioni per gli interventi sui siti tutelati, sanzioni amministrative e norme finanziarie; istituisce anche un contributo annuo dal 2024 per gli allestimenti museali del centro di Cogne.

Valorizzazione dei siti minerari dismessi in Valle d'Aosta

Valorizzazione dei siti minerari dismessi in Valle d’Aosta

La legge disciplina la tutela, la messa in sicurezza e la valorizzazione dei siti minerari dismessi o in fase di dismissione nel territorio della Valle d’Aosta. L’obiettivo è coniugare risanamento ambientale, conservazione storico-culturale e sviluppo di attività scientifiche, formative, turistiche e museali.

Finalità e indirizzi generali

La Regione individua i siti minerari dismessi, ne studia le caratteristiche strutturali e ambientali e promuove il recupero dei cantieri, delle strutture minerarie e dei relativi siti geologici. La disciplina mira anche a:

  • conservare il patrimonio di archeologia industriale e la documentazione storica;
  • proteggere habitat, paesaggio culturale, zone archeologiche e valori antropici;
  • sostenere attività educative, ricreative, sportive, culturali, di formazione e ricerca;
  • coordinare, d’intesa con gli enti locali, gli interventi di bonifica, riabilitazione e recupero;
  • definire strumenti tecnici per la messa in sicurezza e indirizzare gli interventi di competenza locale.

La Giunta regionale stabilisce con propria deliberazione i criteri e le modalità attuative e i criteri per l’esercizio integrato di attività estrattive e di valorizzazione culturale, turistica o scientifica delle sezioni dismesse.

Commissione regionale per la valorizzazione

È istituita una Commissione regionale con funzioni consultive verso la Giunta e le strutture regionali competenti in materia di ambiente e di cave e miniere. La Commissione:

  • esprime pareri su individuazione dei siti, tipologie di intervento, piano programmatico, Centro di documentazione e autorizzazioni previste dalla legge;
  • autorizza lo svolgimento di specifiche attività previste dalla normativa;
  • è nominata con decreto del Presidente della Regione su proposta dell’assessore competente;
  • dura in carica quattro anni.

La Commissione è presieduta dall’assessore competente o da un consigliere delegato ed è composta da rappresentanti delle strutture regionali competenti, di tre tecnici specialisti, del Sindaco territorialmente competente e di un rappresentante del Consiglio permanente degli enti locali.

Individuazione dei siti e accertamenti tecnici

La struttura regionale competente in materia di ambiente, in collaborazione con quella competente in materia di cave e miniere, individua i siti dismessi o in dismissione e le pertinenze immobiliari collegate, anche con il supporto di collaboratori esterni qualificati.

Per ciascun sito devono essere verificati:

  • la presenza del giacimento e la sua eventuale futura coltivabilità economica;
  • il rapporto pertinenziale tra edifici e miniere;
  • la stabilità statica e la pericolosità per persone e cose;
  • la documentazione amministrativa;
  • la proprietà del suolo;
  • la valenza storica e socio-culturale, anche rispetto al contesto ambientale e alle comunità locali.

Tipologie di intervento e disciplina conseguente

Sulla base degli accertamenti, la Giunta regionale inserisce i siti in tre possibili categorie:

  • nel piano programmatico, se presentano particolari valori storici o socio-culturali;
  • tra i siti da mettere in sicurezza secondo le regole ordinarie, se non hanno particolari valori e risultano già riambientati nel contesto naturale;
  • tra i siti residui da sottoporre a ulteriori approfondimenti e a successivi sviluppi del piano programmatico.

I siti collocati nella seconda categoria restano disciplinati dal Piano regionale delle attività estrattive (PRAE).

Parco minerario e destinazioni finali

La Giunta regionale predispone un piano programmatico denominato “parco minerario”, finalizzato alla valorizzazione dei siti dismessi. Il piano definisce le destinazioni finali e indica:

  • i caratteri museali da salvaguardare e le modalità di intervento e riutilizzo;
  • i percorsi culturali e le progettualità da sviluppare in accordo con le comunità locali;
  • il migliore inserimento paesaggistico dei siti;
  • le modalità di gestione e promozione nei circuiti turistico-culturali regionali e nazionali.

Centro di documentazione e di studio

La documentazione relativa allo studio e alla ricerca per la valorizzazione dei siti minerari è raccolta in un Centro di documentazione e di studio regionale. Le modalità di istituzione e funzionamento del Centro sono stabilite dalla Giunta regionale.

Dal 2024 la Regione è autorizzata a concedere annualmente all’ente gestore del centro espositivo del parco minerario regionale di Cogne, che svolge anche funzione di centro di documentazione e di studio regionale, un contributo agli investimenti di 4.000 euro per la manutenzione degli allestimenti museali di proprietà regionale, sulla base di spese concordate, sostenute e rendicontate.

Tutela e vincoli nei siti inseriti nel parco minerario

Nei siti inseriti nella tipologia più tutelata del parco minerario sono vietati:

  • mutamenti dell’utilizzazione dei terreni o altre alterazioni della morfologia e degli equilibri paesaggistici, ambientali, ecologici, idraulici, idrogeotermici e geominerari;
  • danneggiamento o distruzione di manufatti, beni, strutture e infrastrutture collegate;
  • nuove costruzioni e trasformazioni degli edifici, salvo manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo;
  • attività pubblicitarie o promozionali non autorizzate dalla Commissione.

Per i siti inclusi nella diversa tipologia prevista dalla legge, le modificazioni del suolo e degli edifici devono essere previamente autorizzate dalla Giunta regionale.

Interventi di valorizzazione e concessioni

Quando il giacimento non è esaurito, né fisicamente né quanto alla possibile futura coltivabilità economica, gli interventi di valorizzazione e fruizione socio-culturale sono realizzati tramite concessione rilasciata dalla Giunta regionale secondo la disciplina sulle cave e miniere. Il Comune interessato ha diritto di prelazione.

Quando il giacimento è esaurito, gli interventi sono attuati prioritariamente dal Comune competente, anche tramite esproprio delle aree e degli edifici necessari, oppure, in subordine, dal soggetto che abbia la disponibilità del sito. In tali casi il richiedente presenta domanda alla struttura regionale competente, con progetto, documentazione storico-socio-culturale, opere previste e progetto di utilizzo e recupero ambientale finale; la Giunta decide con deliberazione.

Messa in sicurezza dei siti dismessi

La messa in sicurezza dei siti è posta a carico:

  • del proprietario, per i siti della tipologia tutelata e per i giacimenti esauriti, secondo le prescrizioni del Comune;
  • del proprietario, per i siti della tipologia ordinaria con giacimento non esaurito, secondo le prescrizioni della struttura competente;
  • dei proprietari del suolo per gli altri siti dismessi, secondo le prescrizioni della struttura competente;
  • del concessionario, se nel sito esiste un concessionario di miniera.

Vigilanza e controlli

La vigilanza sulle opere e sugli interventi attuati in base alla legge è svolta dai Comuni, dalla struttura regionale competente in materia di cave e miniere e dal Corpo forestale della Valle d’Aosta.

Per le opere di messa in sicurezza, la vigilanza è affidata ai Comuni e al personale della struttura competente ai sensi della normativa sulle cave e miniere.

Sanzioni amministrative

Chiunque esegua opere in violazione dei divieti sui siti tutelati, oppure senza la previa autorizzazione richiesta, è soggetto a sanzione amministrativa da 3.000 a 18.000 euro.

La stessa sanzione si applica al concessionario o al soggetto autorizzato che eseguano opere in difformità dalla concessione o dall’autorizzazione.

Le sanzioni sono irrogate dal Presidente della Regione sulla base degli accertamenti e delle contestazioni dei soggetti vigilanti.

Regime finanziario

Per gli anni 2008, 2009 e 2010 l’onere complessivo è determinato in 170.000 euro annui, coperto con le risorse di bilancio indicate dalla legge. Dal 2011 l’onere annuo è determinato con la legge finanziaria regionale.

La legge prevede inoltre che gli interventi possano essere finanziati anche con risorse dell’Unione europea e dello Stato. La Giunta può apportare le variazioni di bilancio necessarie. I proventi delle sanzioni e l’eventuale avanzo sono acquisiti al bilancio della Regione.

Abrogazioni e soppressione del Museo Minerario regionale

La legge abroga la normativa regionale istitutiva e modificativa del Museo Minerario regionale e altre disposizioni collegate. Il Museo Minerario regionale è soppresso dalla data di entrata in vigore della legge e i suoi organi sono sciolti.

Entro 30 giorni dall’entrata in vigore, la Giunta definisce modalità e termini per il trasferimento delle funzioni, delle dotazioni finanziarie e strumentali alla Regione, che subentra nei rapporti attivi e passivi e nei diritti e obblighi del Museo.

Valutazione di attualità

La disciplina conserva utilità per la gestione dei siti minerari dismessi e dei relativi procedimenti in Valle d’Aosta. Tuttavia, la parte finanziaria originaria riferita agli anni 2008-2010 è oggi superata; resta attuale il quadro sostanziale della tutela, della valorizzazione e delle autorizzazioni, inclusa la previsione del contributo annuo introdotto dal 2024 per il centro di Cogne.

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