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Legge

L.R. Valle d'Aosta 14/2008

Sistema integrato di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità.

Normativa regionaleL.R. Valle d'Aosta 14/2008

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Valle d’Aosta il sistema integrato di interventi, servizi, presa in carico e sostegni economici per le persone con disabilità e le loro famiglie: programmazione, accertamenti, progetto individuale, scuola, lavoro, vita di relazione e rete dei servizi. Prevede abrogazioni e rinvii attuativi; alcune norme risultano oggi superate o abrogate.

Sistema integrato di interventi e servizi per le persone con disabilità in Valle d'Aosta

Sistema integrato di interventi e servizi per le persone con disabilità

La legge regionale della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste istituisce un quadro organico di programmazione, presa in carico e sostegno delle persone con disabilità, ispirato ai principi di integrazione, non discriminazione e centralità della persona. La disciplina riguarda esclusivamente il territorio regionale e coordina interventi sociali, sanitari, educativi, lavorativi e di inclusione sociale.

Finalità generali e principi ispiratori

Il provvedimento promuove un sistema integrato di interventi volto a garantire pari diritti di cittadinanza, autonomia possibile e rimozione delle condizioni di svantaggio. Assume come riferimento la normativa statale in materia di disabilità e il modello ICF, valorizzando:

  • la corresponsabilità tra istituzioni pubbliche, soggetti sociali, famiglie e terzo settore;
  • l’integrazione tra modello sanitario e modello sociale della disabilità;
  • la tutela della famiglia come soggetto da sostenere nell’assistenza quotidiana;
  • la prevenzione di povertà, emarginazione ed esclusione sociale.

Soggetti coinvolti e destinatari

La realizzazione degli obiettivi è affidata al coordinamento tra Regione, enti locali, Azienda USL, organizzazioni sindacali, volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali e privato sociale. Sono destinatari i residenti nel territorio regionale e, nei limiti previsti, cittadini UE, stranieri extracomunitari, apolidi, profughi e minori stranieri non accompagnati temporaneamente presenti, purché certificati come persone con disabilità. La tutela si estende anche a persone con disabilità sopravvenuta in età lavorativa, per le quali sono previsti progetti specifici di riabilitazione e reinserimento.

Programmazione, coordinamento e integrazione socio-sanitaria

Il coordinamento regionale è affidato al Gruppo interistituzionale sulla disabilità, nominato dalla Giunta sulla base della rappresentatività dei soggetti interessati. Il Gruppo elabora linee politiche condivise, coordina e monitora gli interventi, cura la raccolta dei dati e contribuisce alla rete informativa regionale. La funzione di coordinamento è in capo alla struttura regionale competente in materia di disabilità.

La Regione considera l’integrazione socio-sanitaria un presupposto essenziale dell’organizzazione dei servizi, promuovendo percorsi coordinati di cura e assistenza e iniziative di formazione e aggiornamento multidisciplinare degli operatori.

Informazione, sensibilizzazione e accertamento della disabilità

La Regione promuove attività di informazione e sensibilizzazione per migliorare l’approccio culturale alla disabilità e sostiene gli organismi che favoriscono partecipazione e coinvolgimento delle persone con disabilità.

Gli accertamenti sulle minorazioni e sulle capacità residue sono effettuati dalle commissioni mediche collegiali già previste dalla normativa regionale in materia di invalidità civile. La Regione sviluppa inoltre linee guida e protocolli per l’uso di strumenti omogenei di valutazione coerenti con l’ICF.

Progetto individuale, presa in carico e UVMD

Per ogni persona con disabilità è previsto un progetto individuale, coerente con la normativa statale di riferimento, che comprende valutazione diagnostico-funzionale, cure, assistenza, riabilitazione, istruzione, formazione, inserimento lavorativo, servizi alla persona e misure economiche contro povertà ed esclusione sociale. Il progetto indica soggetti coinvolti, potenzialità, modalità attuative, tempi e costi.

Il progetto è approvato dall’Unità di valutazione multidimensionale (UVMD) distrettuale, che valuta la situazione complessiva nel contesto sociale e familiare e può avvalersi di competenze esterne. L’UVMD individua un operatore di riferimento principale per la persona e la famiglia, con funzione di coordinamento, monitoraggio e aggiornamento del progetto. La presa in carico comprende consulenza, orientamento, raccordo con risorse pubbliche e private e informazione per l’accesso alla rete dei servizi.

Percorso educativo, scolastico e formativo

La Regione sostiene il percorso educativo e formativo lungo tutto l’arco della vita fino ai 64 anni, per favorire il progetto di vita, l’inclusione e il contrasto alle discriminazioni. Sono previsti strumenti per la programmazione del percorso, per la diagnosi funzionale, il profilo dinamico-funzionale e il PEI, nonché risorse organizzative e umane dedicate, gruppi di lavoro e formazione del personale.

La legge assicura l’accesso ai servizi socio-educativi per la prima infanzia, il coordinamento con il percorso scolastico, l’inserimento nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria, anche tramite percorsi misti e integrati. Sostiene inoltre la frequenza dell’università e iniziative di educazione permanente tramite il CTP.

Inserimento lavorativo e collocamento mirato

La Regione promuove l’inserimento e la stabilizzazione nel lavoro dipendente e l’avvio di attività autonome, anche autoimprenditoriali, attraverso orientamento, formazione, tirocinio, accompagnamento e riqualificazione. Il sistema deve coinvolgere la persona con disabilità e la famiglia nella definizione del progetto lavorativo e integrare servizi per il lavoro, socio-riabilitativi, formativi ed educativi.

Sono previste forme di supporto ai datori di lavoro per gli adempimenti della legge sul collocamento mirato, incentivi e convenzioni per l’inserimento. La Regione può elevare, d’intesa con gli enti competenti, le quote di riserva nel comparto unico regionale e nell’Azienda USL. Sono valorizzate come luoghi di transizione le cooperative sociali e le imprese sociali, cui possono essere riservate partecipazione ed esecuzione di appalti, anche tramite programmi di lavoro protetto. Per determinate forniture sopra soglia possono essere inserite nei bandi clausole sociali di impiego di persone con disabilità.

Vita di relazione, eliminazione delle barriere e contributi

La legge promuove l’accessibilità, adattabilità e visitabilità di edifici e luoghi aperti al pubblico, nonché l’eliminazione delle barriere architettoniche e sensopercettive e l’acquisto di ausili e mezzi per la mobilità. Le agevolazioni riguardano enti pubblici, imprese, enti privati e persone con disabilità o ultrasessantacinquenni con specifiche menomazioni certificate.

Sono previsti contributi in conto capitale, tra cui:

  • fino al 90% della spesa e comunque entro 150.000 euro per opere in edifici e luoghi pubblici;
  • fino al 75% e comunque entro 50.000 euro per edifici o luoghi privati aperti al pubblico;
  • fino a 10.000 euro per interventi in edifici privati, o fino a 25.000 euro per ascensori;
  • fino al 90% della spesa e comunque entro 25.000 euro per ausili, attrezzature e adattamenti di veicoli a favore di enti e imprese;
  • fino al 75% della spesa per interessi su mutui o prestiti per mezzi di locomozione privati.

I contributi alle imprese sono concessi in regime de minimis. La misura delle percentuali per le persone con disabilità è collegata all’indicatore economico regionale, oggi da intendersi riferito all’ISEE.

Sportello informativo integrato e rete dei servizi

È previsto uno sportello informativo integrato, realizzato direttamente dalla Regione o in convenzione con soggetti del privato sociale con adeguata esperienza. Lo sportello fornisce consulenza e informazioni su diritti, agevolazioni, assistenza, previdenza, scuola, formazione, lavoro, trasporti, sanità, turismo, ausili e progettazione accessibile, e svolge raccordo per l’avvio delle procedure di accesso ai servizi.

La rete dei servizi comprende:

  • sostegni domiciliari, promozione dell’autonomia, servizi diurni, assistenza domiciliare integrata, sostegno economico e interventi di sollievo;
  • residenzialità, per i casi in cui non sia più possibile la permanenza al domicilio.

La rete è rivolta alle persone fino a 64 anni e alle loro famiglie; dal compimento dei 65 anni, salvo i casi espressamente disciplinati, si applicano i servizi per anziani non autosufficienti. Restano disciplinati dalla normativa regionale sanitaria gli standard e l’autorizzazione delle strutture. È inoltre autorizzata la vendita dei prodotti realizzati nei servizi diurni, con reinvestimento integrale dei proventi.

Azioni positive, PEBA e monitoraggio

La Regione promuove azioni positive e progetti nei settori casa, trasporti, turismo, sport, cultura e formazione, per prevenire isolamento ed esclusione sociale, con priorità ai casi di disabilità grave. Sostiene iniziative innovative contro le barriere di comunicazione e progetti con più associazioni o cooperative per migliorare i servizi e l’integrazione.

La Giunta deve individuare azioni positive per sollecitare i Comuni a predisporre i PEBA, entro un anno dall’entrata in vigore della legge. Dal 2009 la Giunta deve riferire annualmente alla Commissione consiliare competente sull’applicazione dell’articolo.

Rete informativa regionale sulla disabilità

L’Assessorato competente valorizza i dati disponibili e ne acquisisce altri presso enti pubblici e privati, secondo le indicazioni del Gruppo interistituzionale, per supportare la programmazione regionale e territoriale e monitorare l’evoluzione del fenomeno. Le informazioni e gli studi devono essere ottenuti in raccordo con le istituzioni e le associazioni che erogano servizi, anche per valutarne consistenza, tipologia e corrispondenza ai bisogni reali.

Attuazione, abrogazioni e disciplina transitoria

Entro sei mesi dall’entrata in vigore, la Giunta regionale deve disciplinare il funzionamento del coordinamento regionale, lo sportello informativo, i criteri per l’accessibilità degli edifici e le modalità di integrazione istituzionale per la presa in carico, inclusi UVMD, continuità assistenziale, sostegno psicologico e raccordo con i servizi riabilitativi e di salute mentale.

È abrogata la precedente legge regionale del 1999 sulla vita di relazione delle persone disabili e il comma 5 dell’articolo 18 della legge finanziaria 2000/2002; fino all’adozione dei nuovi atti attuativi continuano ad applicarsi i provvedimenti attuativi previgenti.

Aspetti finanziari e aggiornamenti successivi

La legge quantifica gli oneri per gli anni 2008-2011 e a regime, con copertura tramite il bilancio regionale e il Fondo regionale per le politiche sociali. La Giunta è autorizzata a disporre le necessarie variazioni di bilancio.

Il testo consolidato evidenzia inoltre alcuni aggiornamenti successivi: il riferimento all’IRSE va inteso come ISEE; un comma dell’articolo 11 è stato abrogato; la disciplina sulla rete dei servizi è stata modificata nel 2023 quanto al passaggio ai servizi per anziani; l’articolo 16, che modificava la legge regionale sul lavoro, è stato abrogato nel 2024.

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