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Sentenza

Sentenza n. 12173/2026 - Roma, Sezione 3B

per l’ESECUZIONE Della Sentenza n. 6809/25 pubbl. il 19/06/2025 RG n. 9656/2025 del Tribunale di Roma sez. lavoro notificata al Ministero dell'Istruzione e del Merito in data 09/08/2025 passata in giudicato

Giustizia amministrativa202601661

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, sezione lavoro, che aveva accertato l'illegittima reiterazione di contratti annuali a termine e condannato il Ministero al risarcimento del danno e al pagamento delle spese di lite

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docente precaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Roma, passata in giudicato, che aveva accertato l'illegittima reiterazione dei contratti a termine annuali, condannato il Ministero al pagamento di un risarcimento pari a dieci mensilità dell'ultima retribuzione utile per il calcolo del TFR, oltre interessi legali, e disposto il rimborso delle spese di lite. Ha dedotto l'inerzia dell'Amministrazione nell'esecuzione del titolo e chiesto, oltre all'ordine di adempiere, la nomina di un commissario ad acta e la fissazione di penalità di mora. Il Ministero si è costituito senza dimostrare l'avvenuto adempimento né allegare sopravvenienze ostative.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso, rilevando che l'Amministrazione non aveva provato di avere adempiuto al comando giudiziale e non aveva evidenziato circostanze sopravvenute impeditive. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esatta esecuzione al giudicato entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha nominato fin d'ora, per l'eventuale inutile decorso del termine, il direttore generale competente dell'Amministrazione resistente quale commissario ad acta, con facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli ulteriori sessanta giorni decorrenti dalla scadenza del termine concesso all'Amministrazione. Ha invece respinto la domanda di penalità di mora, ritenendo che il ritardo non fosse significativo di una volontà di non adempiere. Le spese del giudizio sono state poste a carico del Ministero, ma liquidate in misura ridotta, tenendo conto della parziale soccombenza reciproca sulla domanda di astreinte.

Norme richiamate

  • art. 64 c.p.a.

    Il TAR lo richiama quale fondamento dell'accertamento processuale dell'inadempimento, valorizzando il mancato assolvimento da parte dell'Amministrazione dell'onere di dimostrare l'adempimento al giudicato.

  • art. 114 c.p.a.

    La norma non è espressamente citata nel testo, ma il giudizio è qualificato come giudizio di ottemperanza e il dispositivo contiene l'ordine di esecuzione e la nomina del commissario ad acta; non viene pertanto inserita tra le norme espressamente richiamate.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il ricorrente deduce la mancata esecuzione di un titolo giudiziale definitivo, spetta all'Amministrazione dimostrare l'avvenuto adempimento o l'esistenza di sopravvenienze ostative; in mancanza, il giudice può ordinare l'esecuzione del giudicato entro un termine determinato.
  • L'ordine di esecuzione del giudicato può essere accompagnato dalla nomina preventiva di un commissario ad acta, destinato a operare senza compenso in caso di inutile scadenza del termine assegnato all'Amministrazione e con facoltà di delega se prevista dal provvedimento.
  • La penalità di mora non deve essere applicata quando il ritardo dell'Amministrazione, valutato in concreto, non sia significativo di una volontà di sottrarsi all'adempimento del comando giudiziale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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