Sentenza n. 1447/2026 - Venezia, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di non ammissione all'esame di Stato, adottato all'esito dell'esame preliminare
Esito
Favorevole al resistente (istituto scolastico)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente, candidata esterna all'esame di Stato conclusivo del percorso di istruzione secondaria di secondo grado per l'anno scolastico 2023/2024, ha impugnato il provvedimento con cui l'istituto scolastico non l'ha ammessa all'esame di Stato. La non ammissione era conseguenza del mancato conseguimento della piena sufficienza in ciascuna delle discipline affrontate nell'esame preliminare previsto per i candidati esterni. Sono stati dedotti plurimi vizi di violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili. Il TAR, in sede cautelare, aveva disposto lo svolgimento di una prova preliminare suppletiva nelle discipline di storia, tedesco e geografia turistica.
La decisione
Nel corso del giudizio, l'esito della prova preliminare suppletiva ha confermato la mancata ammissione della ricorrente all'esame di Stato 2023/2024. Successivamente, la ricorrente e l'istituto paritario hanno dichiarato congiuntamente il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione, chiedendo la definizione del giudizio con compensazione delle spese in conformità all'accordo raggiunto. Il TAR ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito i motivi di violazione di legge e di eccesso di potere. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 14, comma 2, d.lgs. 62/2017
La disposizione è richiamata quale base normativa dell'esame preliminare cui deve sottoporsi la candidata esterna all'esame di Stato.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Richiamato in relazione alla definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal Collegio nell'ambito della disciplina processuale applicata alla pronuncia.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della ricorrente.
art. 9, paragrafo 1, regolamento (UE) 2016/679
Richiamato a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata, in connessione con l'oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Il ricorso amministrativo deve essere dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla decisione, purché tale carenza sia accertata sulla base delle dichiarazioni o del comportamento processuale della parte interessata.
- Quando la parte ricorrente dichiara la sopravvenuta carenza di interesse e tale dichiarazione è confermata dalla parte resistente, il giudice può definire il giudizio per sopravvenuto difetto di interesse senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione non comporta automaticamente la condanna alle spese: queste possono essere compensate quando le parti abbiano raggiunto un accordo in tal senso e il giudice lo ritenga coerente con le circostanze processuali.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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