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Sentenza

Sentenza del 23/02/2022 n. 823 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento - Società estinta - Differimento quinquennale degli effetti dell'estinzione - Norma sostanziale - Applicazione retroattiva - Illegittimità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contenzioso verteva sulla portata e sull'applicabilità temporale dell'art. 28, comma 4, del d.lgs. 175/2014, che prevede il differimento quinquennale degli effetti dell'estinzione della società di cui all'art. 2495 c.c. ai soli fini della validità e dell'efficacia degli atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione di tributi e contributi, sanzioni e interessi. La questione era se tale norma, di natura sostanziale, potesse essere applicata retroattivamente a cancellazioni richieste prima dell'entrata in vigore del decreto (13 dicembre 2014).

La decisione

La Corte ha ritenuto che l'art. 28, co. 4, del d.lgs. 175/2014 sia norma di natura sostanziale e, come tale, non abbia efficacia retroattiva. Di conseguenza l'applicazione della disposizione è illegittima quando la richiesta di cancellazione della società dal registro delle imprese sia stata presentata anteriormente al 13 dicembre 2014. Pertanto gli atti di accertamento/riscossione fondati sul differimento quinquennale non potevano essere validamente applicati nei casi in cui la cancellazione era stata richiesta prima della data di entrata in vigore del decreto.

Norme richiamate

  • d.lgs. 175/2014, art. 28, co. 4

    differimento quinquennale degli effetti dell'estinzione della società di cui all'art. 2495 c.c., operante ai soli fini della validità e dell'efficacia degli atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi e contributi, sanzioni e interessi

    La norma è stata interpretata come disposizione di natura sostanziale che stabilisce un regime di efficacia futura e non potendo modificar retroattivamente situazioni giuridiche perfezionate prima della sua entrata in vigore non si applica alle cancellazioni richieste anteriormente al 13/12/2014.

  • Cass. 6743/2015

    Giurisprudenza di riferimento che conferma il principio secondo cui la disposizione non può essere applicata retroattivamente; utile come precedente richiamato nella decisione.

Massime di principio

  • Verificare la data di richiesta di cancellazione dal Registro delle Imprese: se antecedente al 13/12/2014, l'art. 28, co. 4, d.lgs. 175/2014 non è applicabile per motivi di non retroattività.
  • Distinguere norma sostanziale da norma processuale/organica: una norma sostanziale che altera posizioni giuridiche consolidate non può essere applicata retroattivamente salvo diversa disposizione espressa.
  • L'effetto di differimento quinquennale copre solo gli ambiti espressamente indicati (validità/efficacia di atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione di tributi e contributi, sanzioni e interessi); atti non ricompresi vanno valutati separatamente.
  • Se l'amministrazione applica la norma a casi anteriori all'entrata in vigore, è possibile proporre impugnazione per illegittimità per violazione del principio di irretroattività delle norme sostanziali.
  • Quando la cancellazione è successiva al 13/12/2014, l'interpretazione corrente è che il differimento quinquennale opera nei limiti e nei modi indicati dal decreto; occorre tuttavia valutare fattispecie concrete e possibili eccezioni.

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