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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26557/2025 del 21/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Alessandri era stato condannato in secondo grado, con diminuzione per il rito abbreviato, a un anno di reclusione per il reato di cui all'art. 367 c.p. (querela e denuncia falsa), relativo a una querela del 29 maggio 2017 contro Vladimir Prcic per presunta appropriazione indebita di un veicolo. Con ricorso in Cassazione l'imputato denunciava: 1) l'omessa valutazione, da parte della Corte d'appello, della sua richiesta di applicazione di pene sostitutive (in particolare la libertà controllata poi abolita e, in generale, la pena pecuniaria sostitutiva) alla luce delle modifiche legislative sopravvenute; 2) la violazione di legge per l'omesso esame dell'intervenuta prescrizione del reato; 3) la correzione di un errore materiale sulle generalità e la tempestività del ricorso in relazione al deposito della motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione (dichiarata fissando la data di estinzione al 5 marzo 2025, tenuto conto della sospensione già intervenuta in primo grado). Il Collegio ha inoltre disposto la correzione dell'errore materiale relativo al cognome dell'imputato e ha rilevato la tempestività del ricorso (il termine quinquennale/quinquies non pertinente: qui si è valutato il termine di impugnazione in relazione al deposito della motivazione). La Corte ha altresì censurato l'omesso esame, da parte dei giudici di merito, della richiesta dell'imputato di applicare una pena sostitutiva (anche generica), rilevando che la domanda, pur formulata in termini non completamente specifici, doveva essere valutata, soprattutto alla luce delle sopravvenute disposizioni legislative che rendono applicabili in favore dell'imputato norme più favorevoli nei giudizi pendenti. Per questi motivi la sentenza è stata annullata senza rinvio perché il reato si era estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 367 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di querela o denuncia mendace; dalla sentenza risulta che l'imputato era stato condannato per aver denunciato falsamente un'appropriazione indebita.

  • art. 157 e ss. cod. pen.

    Riferimento alle norme sulla prescrizione: il ricorso deduceva l'intervenuta prescrizione e la Cassazione ha accolto tale censura, dichiarando estinto il reato.

  • art. 611, comma 1-bis, cod. proc. pen. (modificato dal d.l. n. 29/2024, conv. L. n. 120/2024)

    Norma richiamata in ordine alla procedura scritta per la trattazione del ricorso e alla disciplina processuale applicabile, richiamata nel rito di trattazione del ricorso.

  • d.lgs. n. 150 del 22 ottobre 2022, art. 95

    prevede che le disposizioni sopravvenute si applichino, se più favorevoli, alternativamente ai giudizi di primo grado o a quelli di appello pendenti alla data di entrata in vigore

    Questa disposizione è stata ritenuta rilevante perché, dopo la sentenza di primo grado, era entrato in vigore il d.lgs. che abrogava la pena sostitutiva della libertà controllata: la norma favorisce l'applicazione in modo retroattivo delle disposizioni più favorevoli ai procedimenti pendenti.

  • d.lgs. n. 31 del 19 marzo 2024, art. 598-bis comma 1-bis (e commi correlati) e art. 599-bis comma 1-bis

    "fermo restando quanto previsto dall'articolo 597, l'imputato, fino a quindici giorni prima dell'udienza, può, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, nei motivi nuovi e nelle memorie di cui al comma 1, esprimere il consenso alla sostituzione della pena detentiva con taluna delle pene sostitutive di cui all'articolo 53 della legge 24 novembre 1981, n. 689..."

    La modifica ha introdotto la possibilità, entro termini certi, per l'imputato di chiedere e dare consenso alla sostituzione della pena detentiva con pene sostitutive; la Corte ha ritenuto che analoghe disposizioni rendano tempestive e valutabili le richieste sopravvenute.

  • art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Elenca le pene sostitutive (tra cui la pena pecuniaria); la Corte ha osservato che la pena pecuniaria sostitutiva può essere richiesta senza particolari formalità e, di regola, non richiede il consenso formale come altre misure sostitutive più invasive.

  • art. 58 legge n. 689/1981 e art. 133 cod. pen.

    L'art. 58 rinvia in combinato disposto all'art. 133 c.p. (criteri per la determinazione della pena e limiti per l'applicabilità delle circostanze). La Corte ha richiamato che le condizioni ostative previste dalla legge per l'applicazione delle pene sostitutive devono essere valutate in relazione al reato oggetto di giudizio e non possono automaticamente fondarsi su precedenti penali generici.

  • art. 47 ord. pen. (comma 3-ter)

    Rilevante per la valutazione delle conseguenze delle pene sostitutive sulla possibilità di accesso successivo a misure alternative; la Corte ne ha tenuto conto nel motivare perché alcune sostitutive richiedono maggiore attenzione.

  • art. 545-bis comma 2 cod. proc. pen.

    Riferimento procedurale per l'acquisizione di atti e informazioni necessarie quando la Corte fissa apposita udienza per decidere su pena sostitutiva; la Corte ha ricordato l'onere del giudice di acquisire documenti e informazioni prima di decidere.

Massime di principio

  • Se sopravvengono norme più favorevoli durante un processo pendente (anche tra primo grado e appello), il giudice di merito deve valutare la possibilità di applicarle; l'imputato può richiedere l'applicazione delle norme favorevoli anche in appello.
  • La richiesta di applicazione di una pena sostitutiva, anche se formulata in termini generici, deve essere esaminata dal giudice del merito; l'omesso esame può costituire motivo di annullamento.
  • La pena pecuniaria sostitutiva si presta a meno formalità rispetto ad altre pene sostitutive più invasive (semilibertà, detenzione domiciliare, lavoro di pubblica utilità) e non richiede sempre il consenso formale dell'imputato.
  • I giudici non possono negare automaticamente pene sostitutive basandosi esclusivamente su precedenti penali generici se la normativa di riferimento limita le condizioni ostative al tipo di reato in esame.
  • La tempestività dell'impugnazione va valutata con attenzione in relazione al deposito della motivazione e all'eventuale riserva di essa; errori materiali sul verbale possono e devono essere corretti per stabilire la decorrenza dei termini.
  • La prescrizione resta un profilo decisivo: se il reato si è estinto per prescrizione, la sentenza di condanna deve essere annullata anche senza rinvio; occorre calcolare i termini tenendo conto di sospensioni già operate in sede di primo grado.
  • Quando una norma procedurale introduce specifici termini (es. possibilità per l'imputato di chiedere la sostituzione fino a 15 giorni prima dell'udienza), il difensore e il giudice devono attenersi ai termini e alle modalità previste per non perdere diritti sostanziali dell'imputato.

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