Sentenza del 21/01/2022 n. 293 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Finanza locale - Tari - Configurazione come tariffa per un servizio e non tributo - Conseguenze sul - Regime pattizio di esenzione tra Stato e Santa Sede - Esclusione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente sosteneva che la TARI dovesse rientrare nel regime di esenzione pattizia tra Stato e Santa Sede (art. 16 Trattato Lateranense) e quindi chiedeva di non essere soggetto al pagamento. La contestazione verteva sulla qualificazione della TARI come tributo soggetto all'esenzione pattizia oppure come corrispettivo per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.
La decisione
Il giudice ha ritenuto che la TARI si configuri come tariffa corrispettiva per un servizio (raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani) e non come imposta/tributo. Di conseguenza la stessa si pone al di fuori del perimetro applicativo dell'esenzione pattizia prevista dall'art. 16 del Trattato Lateranense: l'esenzione non è riconosciuta. La decisione evidenzia inoltre che, con l'evoluzione normativa richiamata, la natura non tributaria della TARI è stata ulteriormente confermata dalla giurisprudenza di legittimità, spostando i futuri contenziosi sulla materia alla competenza del giudice ordinario.
Norme richiamate
art. 16 Trattato Lateranense
Invocato come fonte dell'ipotetica esenzione pattizia; il giudice ha escluso la sua applicabilità alla TARI in quanto quest'ultima è qualificata come tariffa corrispettiva e non come tributo soggetto a esenzione pattizia.
d.l. 201/2011 (Decreto Salva Italia, norme sulla gestione rifiuti)
Richiamato come parte della normativa che ha contribuito a riconfigurare la disciplina della tariffazione dei servizi rifiuti, orientandola verso un modello corrispettivo.
l. 147/2013 (Legge di stabilità 2014, disposizioni in materia di tributi locali e tariffazione rifiuti)
Rilevante nel processo normativo che ha affermato la natura corrispettiva della TARI, rafforzando la distinzione tra tariffa per servizio e tributo.
l. 137/2016 (Disposizioni in materia di servizi pubblici locali e tariffe rifiuti)
Ulteriore tappa normativa che ha contribuito a chiarire il regime della tariffazione dei rifiuti quale corrispettivo per il servizio reso.
Massime di principio
- Se un onere è imposto in relazione a un servizio concreto e corrisponde alla copertura dei costi di quel servizio, va qualificato come tariffa/corrispettivo e non come tributo: pertanto non rientra automaticamente in esenzioni pattizie riservate ai tributi.
- L'esistenza del servizio effettivamente reso e la necessità di coprirne i costi impediscono di considerare preesistente una 'rinuncia' generalizzata alla riscossione: l'ente pubblico può legittimamente richiedere il pagamento se presta il servizio.
- La qualificazione normativa e giurisprudenziale della TARI come corrispettivo sposta eventuali controversie sulla sua applicazione e sul calcolo delle tariffe alla competenza del giudice ordinario, non al giudice tributario in tema di esenzioni pattizie.
- In contestazioni analoghe va verificata la natura dell'entrata (tributo vs corrispettivo) alla luce della normativa vigente e dell'effettiva correlazione tra prestazione e pagamento: elementi fattuali e regolamentari sul servizio sono decisivi.
- Prima di invocare esenzioni pattizie o internazionali, occorre accertare se la norma internazionale si riferisca espressamente a tributi o se la materia prospettata rientri nella sfera dei servizi e delle tariffe.
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