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Legge

L.R. Sicilia 26/2024

Sistema integrato e diffuso di prevenzione, cura, riduzione

Normativa regionaleL.R. Sicilia 26/2024

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge siciliana istituisce un sistema integrato per prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale in materia di dipendenze. Prevede nuovi organi di coordinamento, reti territoriali, servizi a bassa e alta soglia, interventi nelle scuole, reinserimento sociale e lavorativo, relazioni annuali e una giornata regionale il 26 giugno. Molte misure operative sono da attuare entro 2-6 mesi dall’entrata in vigore; la legge si applica in Sicilia.

Sistema integrato regionale di prevenzione, cura e inclusione nelle dipendenze

Sistema integrato regionale di prevenzione, cura e inclusione nelle dipendenze

La legge disciplina per la Regione Siciliana un assetto organico di interventi sociosanitari, educativi e di inclusione sociale in materia di dipendenze da sostanze e comportamentali. L’obiettivo è costruire un sistema integrato, partecipato e territoriale, orientato a prevenzione, cura, riduzione del danno, limitazione dei rischi e reinserimento della persona.

Finalità generali e impianto della disciplina

La legge mira a:

  • promuovere un modello di gestione reticolare e partecipata, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, servizi, terzo settore, società scientifiche, famiglie, gruppi di auto/mutuo aiuto e soggetti della cittadinanza attiva;
  • favorire diagnosi, trattamento, riabilitazione, inclusione sociale, lavorativa e ricreativa;
  • sostenere percorsi di accoglienza, ascolto e benessere anche quando non si raggiunga una completa emancipazione dalla dipendenza;
  • sviluppare interventi di prevenzione e informazione, soprattutto in ambito scolastico;
  • adottare un approccio dialogico e di rete tra i diversi servizi.

La disciplina è costruita in attuazione della normativa nazionale sui livelli essenziali di assistenza e richiama, per il settore dipendenze, la legge n. 162/1990, la legge n. 125/2001, il D.P.C.M. 12 gennaio 2017, nonché i principi della legge n. 328/2000 e il D.M. n. 444/1990.

Destinatari degli interventi

I destinatari sono:

  • persone con dipendenze da sostanze legali o illegali;
  • persone con dipendenze comportamentali o stili di vita compulsivi, secondo il DSM-5;
  • soggetti a rischio per età o esposizione ambientale;
  • soggetti con dipendenza in corso, per prevenirne aggravamento e cronicizzazione;
  • persone con ulteriori patologie o disagi fisici, psichici e sociali, nonché persone in condizioni di particolare vulnerabilità;
  • familiari e persone appartenenti ai contesti affettivi e relazionali di riferimento.

La legge attribuisce a persone con esperienza di dipendenza e ai loro familiari un ruolo coprotagonista nei processi di prevenzione, cura, riduzione del danno e riflessione critica delle comunità di riferimento.

Organismi regionali di indirizzo e coordinamento

La legge istituisce tre snodi principali:

  • CRID: Comitato regionale di indirizzo sulle dipendenze, da istituire entro 2 mesi presso il DASOE con decreto del Presidente della Regione. È presieduto dal Presidente della Regione o suo delegato e composto dagli assessori regionali competenti per famiglia, salute e istruzione/formazione. Ha compiti di promozione degli atti di Giunta, ricerca e individuazione di immobili regionali da destinare ad attività e gruppi di auto/mutuo aiuto.
  • TaRCoPaD: Tavolo regionale di ricerca e coordinamento partecipato in area dipendenze, da istituire entro 3 mesi presso il DASOE. Coinvolge amministrazione regionale, ASP, società scientifiche, terzo settore, gruppi di auto/mutuo aiuto, università e ordini professionali. Cura metodi di indagine, monitoraggio dei servizi, linee guida e raccordo con CRID e rete territoriale.
  • RReDD: rete regionale diffusa sulle dipendenze, da costituire entro 4 mesi presso il DASOE con decreto dell’Assessore alla salute. Riunisce soggetti pubblici e privati che operano in prevenzione, cura, riduzione del danno e reinserimento, con possibilità di articolazione provinciale.

Tutti questi organismi operano a titolo gratuito, senza indennità, gettoni o rimborsi spese.

Rete regionale diffusa sulle dipendenze e facilitazione operativa

La RReDD ha funzione di raccordo tra servizi pubblici, privato accreditato e cittadinanza attiva, per migliorare comunicazione, monitoraggio, scambio di buone pratiche e presa in carico trasversale.

Possono aderire, tra gli altri:

  • Ser.D;
  • medici di medicina generale e pediatri di libera scelta;
  • uffici scolastici territoriali;
  • dipartimenti universitari con sede in Sicilia;
  • comunità terapeutiche;
  • servizi a bassa soglia;
  • organizzazioni accreditate del settore;
  • gruppi di auto/mutuo aiuto;
  • antenne scolastiche e territoriali;
  • associazioni, consorzi, comuni, studenti universitari e ordini professionali sanitari.

La rete persegue in particolare:

  • un sistema unico regionale di accesso a servizi, dati e informazioni;
  • partecipazione della società civile e del terzo settore;
  • diffusione di ricerca e buone pratiche;
  • sollecitazione di CRID e TaRCoPaD;
  • organizzazione di una conferenza annuale.

Ciascun componente nomina un rappresentante per un’équipe di facilitazione incaricata di mappare il territorio, aggiornare un vademecum annuale sul portale regionale “Costruire salute”, segnalare bandi e opportunità progettuali e curare aggiornamenti informativi su servizi, comunità, posti disponibili, liste di attesa, reinserimento formativo/lavorativo e collaborazioni.

Servizi a bassa soglia e riduzione del danno

La legge introduce e promuove servizi di prossimità e riduzione del danno.

In particolare:

  • presso le ASP sono istituite unità mobili di outreach per presenza sul territorio, screening, sostegno e assistenza nei contesti di consumo;
  • tali unità distribuiscono materiali informativi, materiale sterile, forniscono soccorso in caso di malessere e svolgono test tossicologici, drug checking e screening per HIV, HBV, HCV e infezioni sessualmente trasmissibili;
  • entro 6 mesi l’Assessore alla salute deve fissare numero minimo di operatori, modalità degli screening e distribuzione territoriale, con almeno una unità in ogni capoluogo di provincia;
  • la Regione promuove servizi di drop-in o centri a bassa soglia ad accesso diretto, con definizione delle caratteristiche minime entro 6 mesi mediante decreto interassessoriale salute/famiglia, prevedendo almeno un drop-in in ogni capoluogo di provincia.

Presa in carico in contesti detentivi e di accoglienza

Sono previste equipe integrate multidisciplinari (E.I.M.) negli istituti detentivi, negli istituti penali minorili e nei centri di prima e seconda accoglienza per l’immigrazione, ove non già presenti con altra denominazione.

Le E.I.M. devono garantire una presa in carico globale dell’adulto o minore tossicodipendente o consumatore di sostanze, sia all’interno delle strutture sia nelle fasi successive. Entro 6 mesi l’Assessore alla salute deve definire i profili professionali degli operatori per ciascuna tipologia di équipe.

Strutture ad alta soglia e comunità terapeutiche

L’Assessorato regionale della salute è chiamato ad attivare strutture residenziali pubbliche o ad accreditare strutture residenziali per il trattamento delle persone con doppia diagnosi, in coerenza con la normativa nazionale e il Piano sanitario regionale.

È inoltre previsto:

  • un centro pubblico di pronta accoglienza o centro di crisi, oppure il relativo accreditamento, per ciascuna provincia;
  • entro 6 mesi, la definizione con decreto assessorile delle funzioni e caratteristiche delle strutture, inclusi organizzazione, orari, numero minimo di operatori, profili professionali e distribuzione territoriale.

Auto/mutuo aiuto e supporto tra pari

La Regione valorizza i gruppi di auto/mutuo aiuto, agevolandone la costituzione, lo scambio di buone pratiche, la formazione dei facilitatori e la disponibilità di immobili pubblici per le riunioni.

È inoltre riconosciuta la figura del peer specialist, intesa come persona che ha vissuto direttamente o come familiare esperienze di dipendenze e che mette a disposizione competenze derivanti dal vissuto personale nell’ambito di piani di zona o enti del terzo settore accreditato.

Prevenzione scolastica, educazione e antenne territoriali

La prevenzione è affidata anche a interventi educativi e formativi nelle scuole di ogni ordine e grado, rivolti agli studenti e agli adulti di riferimento, con didattica partecipativa e utilizzo della Rete SHE - School for Health in Europe, in raccordo tra Assessorato alla salute e Ufficio scolastico regionale.

Entro i termini previsti, l’Assessore all’istruzione e formazione professionale definisce criteri provinciali per individuare le scuole presso cui realizzare gli interventi.

La legge introduce inoltre le antenne scolastiche e territoriali, formate da gruppi di familiari, scuole, università, associazioni e altre formazioni sociali che promuovono eventi di prevenzione e segnalano alla RReDD e ai servizi competenti situazioni a rischio o conclamate, informando interessati, familiari e autorità.

Reinserimento sociale e lavorativo

La Regione promuove percorsi multilivello di rieducazione e formazione per favorire l’inclusione e il reinserimento sociale e lavorativo delle persone con dipendenze, compresi i detenuti.

L’intervento mira a far acquisire competenze spendibili nel lavoro e un equilibrio psico-fisico favorevole al benessere integrale, con particolare attenzione alle persone più fragili per età, condizioni sociali o mediche.

Monitoraggio, relazioni annuali e aggiornamento del sistema

I soggetti pubblici e le strutture private accreditate che operano nel settore devono trasmettere ogni anno, entro il 30 gennaio, una relazione sulle attività svolte nell’anno precedente al DASOE, ai fini della verifica degli obiettivi e dell’aggiornamento dell’elenco degli accreditati.

L’Assessore alla salute deve presentare entro il 30 ottobre di ogni anno alla VI Commissione dell’ARS una relazione sull’andamento degli interventi, indicando almeno:

  • numero di interventi di prevenzione realizzati;
  • percentuale di persone assistite dai servizi sociosanitari;
  • risultati in cura, riabilitazione e reinserimento.

Giornata regionale per la lotta alla droga

È istituita la giornata regionale per la lotta alla droga, da celebrarsi ogni anno il 26 giugno, in coincidenza con la giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga.

In tale occasione la Regione promuove iniziative di prevenzione, sensibilizzazione contro spaccio e traffico illecito e diffusione della cultura della legalità, anche tramite convegni, studi e dibattiti, diffondendo il bilancio annuale dei dati siciliani su traffico illecito di droga, dipendenze e devianze connesse.

Aspetti finanziari

La legge disciplina la copertura degli oneri distinguendo tra misure senza nuovi oneri e misure finanziate tramite fondi specifici.

In sintesi:

  • per gli articoli relativi a organi di coordinamento, rete, auto/mutuo aiuto, peer specialist e antenne scolastiche non derivano nuovi o maggiori oneri;
  • per le unità mobili e i servizi di bassa soglia sono previsti oneri di 2.084 migliaia di euro per il 2025 e 2.500 migliaia di euro dal 2026, a valere sul Fondo sanitario regionale;
  • per le strutture di alta soglia e pronta accoglienza sono previsti 5.400 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, con copertura mista su fondi PNES e riduzione di capitoli regionali;
  • per gli interventi scolastici sono autorizzati 1.736.629,44 euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026;
  • per il reinserimento sociale e lavorativo sono previsti 1.500 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, a valere sul FSE+ 2021/2027;
  • i distretti socio-sanitari possono destinare fino al 5% delle risorse in entrata nei propri bilanci come compartecipazione alla spesa.

Decorrenza e efficacia temporale

La legge è entrata in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Non risultano limiti temporali di validità dell’impianto generale; sono invece previsti numerosi adempimenti entro 2, 3, 4 o 6 mesi dall’entrata in vigore e varie scadenze annuali per relazioni e attività di monitoraggio.

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