Cassazione Civile, Sentenza n. 14838/2026 del 18/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Le ricorrenti impugnano la sentenza della CGT Lazio che aveva confermato avvisi di accertamento IMU e TASI per l'anno 2015 relativi a terreni ubicati in Isola Sacra (Fg. 726 p.lle 1, 269, 292, 339, 340). I motivi di ricorso in Cassazione riguardavano: (i) la presunta prescrizione/decorso dei termini per l'emissione/notifica degli atti alla luce delle sospensioni normative COVID (art. 67 d.l. 18/2020 e successive disposizioni); (ii) l'efficacia di giudicato esterno (sentenze pregresse sulle stesse aree che avrebbero attestato inedificabilità); (iii) la rilevanza e efficacia dei vincoli idrogeologici / P.A.I. e delibere dell'Autorità di bacino (che le ricorrenti sostengono traducano i terreni in inedificabili assoluti e dunque esenti da IMU/TASI o comunque soggetti a forte riduzione della base imponibile); (iv) altre questioni connesse al valore venale e alla costituzionalità della normativa. In sostanza le ricorrenti chiedevano l'annullamento dell'imposizione per carenza del presupposto (inedificabilità) e/o la riduzione della base imponibile per effetto dei vincoli.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto i primi due motivi (relativi alla prescrizione per effetto delle sospensioni COVID e all'eccezione di giudicato esterno), ritenendo corretta l'applicazione della sospensione e proroga dei termini (compreso l'addizionale periodo di 85 giorni) e rigettando l'efficacia estensiva del giudicato rispetto ad elementi variabili come l'edificabilità. Tuttavia la Corte ha accolto il terzo motivo: ha ritenuto che la Corte territoriale di merito abbia omesso di valutare adeguatamente l'impatto concreto dei vincoli idrogeologici e delle delibere dell'Autorità di bacino sulla reale potenzialità edificatoria e sul valore venale dei terreni. Per questo motivo ha cassato la sentenza impugnata nella parte accolta e ha rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, in diversa composizione, per un nuovo esame sulla incidenza dei vincoli (anche ai fini della base imponibile IMU/TASI) e per decidere sulle spese del giudizio. Gli altri motivi (quarto, quinto e sesto) sono stati dichiarati assorbiti.
Norme richiamate
Legge 27 dicembre 2006, n. 296
fissa il quinquennio decadenziale per l'emissione degli avvisi di accertamento; la Corte ha ritenuto che tale termine, per l'anno 2015, sarebbe scaduto il 31/12/2020 e va ritardato in ragione delle sospensioni introdotte dal d.l. 18/2020
Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18
la sospensione dall'8 marzo al 31 maggio 2020 delle attività di liquidazione, accertamento e contenzioso produce lo slittamento dei termini per la stessa durata e, combinata con l'art. 12 d.lgs. 159/2015, comporta la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza a favore degli enti impositivi (effetto aggiuntivo di 85 giorni applicabile) come interpretato dalla Corte
Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (convertito)
art. 157, commi 1 e 7-bis
disciplinando la proroga dei termini per la notifica degli atti la norma speciale ha fissato termini distinti per l'emissione e la notifica; il comma 7-bis esclude le entrate degli enti territoriali dall'ambito applicativo in senso restrittivo, permettendo comunque agli enti locali di beneficiare dello slittamento dei termini e di non essere obbligati ad emettere gli atti entro il 31/12/2020
Decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159
richiamato dall'art. 67 d.l. 18/2020 come disciplina generale che dispone che le disposizioni in materia di sospensione dei termini a favore dei soggetti interessati comportano per gli enti impositori la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per un periodo corrispondente
Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504
art. 2, comma 1, lett. b) e art. 5, comma 5
definiscono la nozione di terreno edificabile rilevante ai fini IMU/TASI: la Corte precisa che la qualificazione urbanistica (PRG) individua la potenzialità edificatoria ma i vincoli (es. idrogeologici) incidono sulla base imponibile riducendone il valore venale, salvo che le limitazioni raggiungano il grado di inedificabilità assoluta che escluderebbe il presupposto impositivo
Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
artt. 63-67, in particolare art. 65 e art. 67
i Piani di bacino e i P.A.I. hanno valore vincolante per le amministrazioni e i privati per le aree a rischio idrogeologico; la Corte ribadisce il carattere vincolante delle prescrizioni e la loro possibile incidenza sulla effettiva edificabilità, che però va valutata caso per caso
Codice civile
regola l'efficacia oggettiva del giudicato; la Corte distingue l'effetto del giudicato esterno affermando che vincola i fatti certo e stabili ma non le conseguenze giuridiche variabili o le interpretazioni normative che altri giudici possono rivedere
Codice di procedura civile
art. 360, comma 1, n. 3; art. 112; art. 384
norme invocate come basi di cassazione per violazione di legge e omessa pronuncia: la Corte usa tali norme per valutare la fondatezza dei motivi di impugnazione e per decidere se cassare e rinviare o decidere nel merito ove possibile
Massime di principio
- La sospensione dei termini introdotta dal d.l. 18/2020 (periodo 8/3-31/5/2020) e il richiamo all'art. 12 d.lgs. 159/2015 determinano, in generale, lo slittamento dei termini processuali e decadenziali per la durata della sospensione (effetto operativo di 85 giorni) anche sugli avvisi tributari "a cascata"; la disciplina speciale dell'art. 157 d.l. 34/2020 va letta congiuntamente e non nega automaticamente il beneficio agli enti locali
- I Piani di bacino e i P.A.I. hanno valore vincolante e possono imporre prescrizioni che incidono sulla possibilità di utilizzazione edificatoria, ma la mera esistenza di un vincolo idrogeologico non annulla automaticamente la natura edificabile di un terreno ai fini IMU/TASI: occorre una valutazione concreta e specifica dell'effetto del vincolo sul valore venale e sulla reale impossibilità di edificare
- Per escludere l'imponibilità IMU/TASI è necessario dimostrare che i vincoli impongano una inedificabilità assoluta e permanente tale da azzerare la vocazione edificatoria; in assenza di ciò i vincoli riducono la base imponibile (valore venale) e non il presupposto
- Il giudicato esterno vincola in materia tributaria solo con riguardo a fatti stabili e durevoli che caratterizzano il presupposto impositivo per più annualità; non vincola invece elementi mutevoli nel tempo (come la concreta edificabilità soggetta a provvedimenti o cambiamenti tecnici/ambientali) e non impedisce ad altri giudici di riinterpretare la normativa applicabile
- Nel processo tributario il giudice dell'appello deve decidere anche le eccezioni (es. giudicato esterno); tuttavia la Corte di legittimità può omettere rinvio se la questione omessa risulta manifestamente infondata e non richiede ulteriori accertamenti di fatto
- Quando siano sollevate questioni sulla incidenza di vincoli amministrativi sulla base imponibile, il nuovo esame dovrà essere di merito e basato su accertamenti di fatto circa la natura, portata e concrete conseguenze dei vincoli (opere necessarie, divieti effettivi, possibilità autorizzative), non su astratte qualificazioni normative
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