Sentenza n. 3101/2026 - Napoli, Sezione 6
per l’esecuzione della sentenza n. 593/2023 del 6 giugno 2023 del Tribunale di Benevento.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Benevento che aveva condannato il Ministero al pagamento di 1.000 euro mediante carta del docente, oltre alle spese di giudizio
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza assumendo il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale ordinario di Benevento, con la quale il Ministero dell'Istruzione e del Merito era stato condannato a riconoscerle 1.000 euro mediante emissione di buono elettronico della carta del docente, oltre alle spese di giudizio. Ha denunciato la mancata esecuzione della pronuncia e chiesto l'ordine di provvedere entro un termine, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e l'applicazione di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. Con memoria successiva ha rinunciato alla domanda relativa alla penalità di mora. Il Ministero si è costituito senza fornire elementi ostativi all'esecuzione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse, la domanda relativa alla penalità di mora, rilevando che la rinuncia non era stata notificata alla controparte ma costituiva elemento sintomatico della sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a. Ha invece accolto la domanda di ottemperanza, ordinando al Ministero di eseguire la sentenza civile entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento. Per il caso di ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione, assegnandogli un ulteriore termine di sessanta giorni per compiere gli atti necessari all'esecuzione del giudicato e della pronuncia sulle spese. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 800 euro per spese di giudizio, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La ricorrente aveva chiesto l'applicazione della penalità di mora in sede di ottemperanza, ma la relativa domanda è stata dichiarata improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 84, comma 4, c.p.a.
La rinuncia non è notificata alla controparte ma da essa può trarsi argomento di prova della sopravvenuta carenza d’interesse alla decisione
La rinuncia non notificata alla controparte può essere valorizzata dal giudice come elemento di prova della sopravvenuta carenza di interesse, determinando l'improcedibilità della relativa domanda.
art. 6 D.M. 17 gennaio 2025, n. 6
Individua la struttura dirigenziale del Ministero cui il TAR ha attribuito l'incarico di commissario ad acta, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza promosso per l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione soccombente di provvedere entro un termine e nominare preventivamente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- La rinuncia non notificata alla controparte a una domanda proposta nel giudizio di ottemperanza non determina necessariamente l'estinzione del giudizio, ma può costituire prova della sopravvenuta carenza di interesse e comportare l'improcedibilità della domanda cui si riferisce.
- La mancata produzione, da parte dell'amministrazione costituita, di elementi ostativi all'esecuzione del giudicato consente l'accoglimento della domanda di ottemperanza e l'adozione delle misure sostitutive necessarie a garantirne l'attuazione.
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