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Legge

L.R. Valle d'Aosta 46/2009

Nuova disciplina dell'assetto contabile, gestionale e di controllo dell'Azienda regionale sanitaria USL della Valle d'Aosta (Azienda USL). Abrogazione della legge regionale 16 luglio 1996, n. 19.

Normativa regionaleL.R. Valle d'Aosta 46/2009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge definisce per l’Azienda USL della Valle d’Aosta finanziamento, budget, contabilità, patrimonio, controllo di gestione e collegio sindacale. Prevede anche regole su bilanci, investimenti, alienazioni e tesoreria. Il capo sui bilanci di previsione, il capo sui contratti e il capo sul bilancio di esercizio risultano poi abrogati dal 2017; resta abrogata la previgente l.r. 19/1996.

Disciplina contabile, gestionale e di controllo dell’Azienda USL Valle d’Aosta

Disciplina contabile, gestionale e di controllo dell’Azienda USL della Valle d’Aosta

La legge ridisegna l’assetto economico-finanziario e i controlli dell’Azienda regionale sanitaria USL della Valle d’Aosta, con disciplina applicabile nel solo ambito regionale. Il testo coordina finanziamento, programmazione, contabilità economico-patrimoniale, patrimonio, controllo di gestione e funzioni del collegio sindacale, prevedendo inoltre l’abrogazione della previgente l.r. 19/1996.

Finanziamento dell’Azienda USL

Le risorse dell’Azienda sono determinate annualmente dalla Regione con legge finanziaria e assegnate dalla Giunta regionale, tenendo conto dei livelli essenziali e uniformi di assistenza e della normativa regionale di razionalizzazione del servizio socio-sanitario.

Le entrate correnti comprendono, oltre al finanziamento regionale:

  • contributi e trasferimenti di amministrazioni statali, locali e altri enti pubblici;
  • ricavi da servizi resi a pubbliche amministrazioni e privati, inclusa l’attività libero-professionale, i servizi integrativi a pagamento e le risorse da contratti e convenzioni;
  • concorsi, recuperi e rimborsi spese, incluse eventuali quote di partecipazione alla spesa;
  • ricavi e rendite del patrimonio;
  • risultati economici positivi;
  • donazioni e liberalità.

Per progetti e interventi particolari previsti dalla programmazione sanitaria statale o regionale, o da programmi specifici della Regione o dell’Azienda, il finanziamento avviene con deliberazione della Giunta regionale secondo i principi della programmazione sanitaria regionale. Le prestazioni rese a residenti in altre regioni sono regolate da compensazioni interregionali secondo certificazioni e modalità definite dalla Giunta.

Le spese in conto capitale sono finanziate dalla Regione tramite quote stabilite con legge finanziaria e assegnate con deliberazione della Giunta regionale.

Per investimenti, l’Azienda può contrarre mutui o altre forme di credito, previa autorizzazione della Giunta regionale:

  • durata massima: 10 anni;
  • limite complessivo delle rate annue di capitale e interessi: non superiore al 15% del valore delle poste del bilancio di previsione annuale riferite alle fonti di finanziamento correnti indicate dalla legge, esclusi gli importi relativi ad investimenti.

È inoltre consentita l’attivazione di anticipazioni bancarie presso il tesoriere fino a un dodicesimo delle entrate annue previste nel bilancio di competenza, al netto delle partite di giro.

Servizio di tesoreria

Il servizio di tesoreria è affidato mediante convenzione, a seguito di procedura di evidenza pubblica, a un istituto di credito autorizzato ai sensi della normativa bancaria.

Il Direttore generale disciplina con propria deliberazione le modalità e procedure dei pagamenti e individua i soggetti autorizzati a disporli.

Programmazione e budget

La legge adotta una metodica di budget per arrivare, su base annuale e in coerenza con la pianificazione, a previsioni puntuali su attività, risultati, risorse e investimenti.

La metodica si articola in:

  • piano strategico aziendale, con valenza pluriennale;
  • documento di programmazione annuale;
  • budget dei centri di responsabilità.

Il piano strategico aziendale definisce il quadro delle iniziative con cui l’Azienda impiega le risorse per soddisfare i fabbisogni di salute della popolazione regionale, anche in attuazione degli indirizzi della programmazione socio-sanitaria regionale. Ha durata triennale ed è aggiornato annualmente per la parte relativa alle iniziative annuali; le risorse di riferimento sono quelle del bilancio pluriennale.

Il documento di programmazione contiene obiettivi e azioni dell’anno derivanti dal piano strategico ed è elaborato dal Direttore generale in coerenza con piani, programmi e progetti adottati. Esso indica obiettivi, linee guida, criteri, vincoli e parametri per la formazione dei budget.

I budget di centro di responsabilità riguardano le strutture aziendali previste nell’atto costitutivo dell’Azienda USL e devono consentire la rappresentazione economica della gestione, l’attribuzione delle responsabilità e l’individuazione di obiettivi, attività e risorse. Sono adottati dal Direttore generale entro il 28 febbraio dell’esercizio cui si riferiscono.

Il controllo periodico è trimestrale e deve essere svolto entro 45 giorni dalla fine del trimestre. La verifica evidenzia gli scostamenti rispetto al budget e si conclude con un rapporto. Se opportuno, e comunque in presenza di previsto squilibrio economico, il Direttore generale procede alla revisione dei budget. Nei casi di possibile squilibrio, il Collegio sindacale trasmette una relazione con osservazioni alla struttura regionale competente entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento.

Patrimonio: classificazione, inventario e utilizzo

I beni dell’Azienda sono distinti in patrimoniali indisponibili e disponibili. Sono indisponibili quelli direttamente strumentali alle funzioni istituzionali; sono disponibili quelli destinati a produrre reddito e quelli non compresi tra i precedenti. Il regime si applica anche ai diritti reali costituiti a favore dell’Azienda su beni di terzi.

La classificazione dei beni è effettuata dal Direttore generale in relazione alla loro effettiva destinazione. L’ammortamento del costo dei beni patrimoniali è determinato secondo criteri stabiliti dal Direttore generale, nei modi e termini di legge.

Il patrimonio deve essere descritto in un inventario annuale che si chiude con il bilancio dell’esercizio. L’inventario deve contenere i dati necessari all’identificazione dei beni, inclusi:

  • per gli immobili, titolo di provenienza, dati catastali e rendita imponibile;
  • valore iniziale e successive variazioni, compresa la quota di ammortamento;
  • eventuale redditività.

I beni culturali sono annotati in una sezione specifica con descrizione, stato di conservazione, collocazione e riferimento alla scheda inventariale dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione.

I beni mobili non più idonei all’uso, per vetustà o altri motivi, sono dichiarati fuori uso e scaricati dall’inventario dopo accertamento tecnico-economico. La dichiarazione di fuori uso è fatta dal Direttore generale, che dispone anche la destinazione dei beni e ne informa il Collegio sindacale.

In mancanza di particolari esigenze diverse, i beni fuori uso possono essere ceduti ad altre strutture pubbliche o, in subordine, a soggetti ed enti impegnati in iniziative umanitarie o di cooperazione allo sviluppo, tra cui UNICEF, Caritas, Croce rossa internazionale, organizzazioni non governative riconosciute e associazioni di volontariato iscritte nel registro regionale. La cessione avviene sulla base di una dichiarazione del richiedente circa utilizzazione e destinazione dei beni.

I beni disponibili sono assegnati dal Direttore generale:

  • a titolo oneroso, mediante locazione, affitto o uso a soggetti pubblici o privati contro canone;
  • a titolo gratuito, mediante comodato a soggetti pubblici o privati senza scopo di lucro che perseguono finalità di interesse generale in materia sanitaria e socio-sanitaria.

La cancellazione di beni dal patrimonio indisponibile e la loro iscrizione nel patrimonio disponibile è disposta dal Direttore generale; se il valore residuo supera 50.000 euro occorre l’autorizzazione della Giunta regionale. La richiesta deve indicare motivi e finalità della cancellazione e, se è prevista anche l’alienazione, il valore del bene determinato secondo i criteri di valutazione previsti dalla legge.

L’alienazione dei beni patrimoniali disponibili è effettuata dal Direttore generale, con comunicazione preventiva alla struttura competente per gli immobili, se il valore è inferiore a 100.000 euro; oltre tale soglia serve l’autorizzazione della Giunta regionale. Di regola si usa procedura aperta o ristretta; la procedura negoziata è ammessa se le procedure ordinarie sono andate deserte, in casi di estrema urgenza adeguatamente motivata o quando vi siano ragioni oggettive di interesse pubblico che individuano un soggetto pubblico o privato come possibile utilizzatore.

Contabilità economico-patrimoniale e contabilità analitica

L’Azienda adotta la contabilità economico-patrimoniale per determinare il risultato economico d’esercizio e il patrimonio di funzionamento. Tale contabilità rileva costi, ricavi, proventi e variazioni delle attività e passività patrimoniali di competenza dell’esercizio.

I valori sono classificati in un piano dei conti, articolato in conti unici, sezionali e riepilogativi, costruito secondo la normativa vigente e le esigenze conoscitive dell’Azienda.

Le scritture obbligatorie sono:

  • libro giornale;
  • libro degli inventari;
  • libro delle deliberazioni del Direttore generale;
  • libro delle adunanze e dei verbali del Collegio sindacale.

Per tenuta e conservazione si applicano le regole del codice civile richiamate dalla legge.

L’Azienda applica anche la contabilità analitica, finalizzata alla classificazione, localizzazione e imputazione dei valori economici secondo i processi produttivi ed erogativi. Essa considera costi di produzione e di erogazione, ricavi, proventi e prezzi interni con riferimento a oggetti di rilevazione costituiti da centri di responsabilità, eventuali centri di costo e beni, servizi e prestazioni destinati all’utenza esterna o all’uso interno. I dati provengono dal sistema informativo aziendale, in particolare dalla contabilità economico-patrimoniale.

È inoltre istituita una contabilità di magazzino con rilevazioni delle quantità iniziali, carichi, scarichi e giacenze mensili per categorie omogenee di beni.

Controllo di gestione

Il controllo di gestione è finalizzato a valutare efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa.

Gli elementi del sistema sono:

  • struttura organizzativa;
  • struttura tecnico-contabile;
  • sistema di pianificazione, programmazione e controllo.

La struttura organizzativa è costituita dalla struttura aziendale di supporto al processo di pianificazione e controllo e dalle strutture delle principali aree organizzative dell’Azienda. I centri di responsabilità sono le strutture cui, tramite budget, sono assegnate risorse per specifiche attività e risultati; devono presentare omogeneità delle attività, rilevanza delle risorse impiegate e presenza di un responsabile di gestione e risultato.

La struttura tecnico-contabile è l’insieme degli strumenti informativi e delle risorse umane che consentono raccolta, analisi e diffusione delle informazioni. Essa utilizza i documenti di pianificazione aziendale, regionale e statale e i dati delle diverse contabilità per misurare gli scostamenti periodici tra budget e consuntivo, in relazione a risorse impiegate, fattori operativi e risultati ottenuti.

Il Direttore generale attiva il sistema con deliberazioni che:

  • emanano il piano strategico aziendale, da cui derivano i piani operativi annuali che concorrono alla formazione del PAL e del documento di programmazione;
  • individuano il piano dei centri di responsabilità e il responsabile di ciascun centro;
  • definiscono la struttura degli strumenti per la raccolta e l’elaborazione delle informazioni;
  • disciplinano le fasi del controllo e i soggetti partecipanti.

La struttura organizzativa del controllo di gestione supporta la direzione nella redazione del piano strategico e dei piani annuali, raccoglie e analizza i dati di gestione e redige rapporti periodici sullo stato di avanzamento del budget e un rapporto annuale finale da trasmettere alla Giunta regionale insieme al bilancio di esercizio.

Collegio sindacale: vigilanza e relazioni

Al Collegio sindacale spettano vigilanza amministrativa e contabile, vigilanza sulla gestione economica, finanziaria e patrimoniale, ed esame del bilancio di esercizio.

La vigilanza sulla regolarità amministrativa e contabile si esercita mediante verifiche infrannuali su:

  • applicazione delle disposizioni tecnico-contabili della legge;
  • regolare tenuta dei libri;
  • affidabilità, completezza e correttezza delle procedure e delle scritture contabili;
  • adempimenti fiscali;
  • regolarità formale degli atti di alta amministrazione.

Almeno ogni trimestre il Collegio deve accertare la consistenza di cassa e verificare la regolarità delle operazioni dei servizi di cassa interna. Se usa controlli a campione, deve adottare criteri idonei a garantire significatività e rotazione delle poste analizzate; tali criteri vanno riportati nel libro delle adunanze e dei verbali.

Nella vigilanza sulla gestione economica, finanziaria e patrimoniale il Collegio:

  • esprime al Direttore generale un parere preventivo sui progetti di bilancio pluriennale, bilancio economico preventivo, bilancio d’esercizio e sulle revisioni del bilancio di previsione;
  • può chiedere informazioni utili a verificare la fondatezza delle previsioni;
  • redige relazioni sui bilanci e le trasmette alla Giunta regionale nei medesimi termini dei documenti cui si riferiscono;
  • svolge i compiti previsti per il controllo periodico e la revisione del budget.

Sul bilancio di esercizio il Collegio redige una relazione che valuta andamento della gestione, affidabilità e correttezza contabile, corrispondenza tra bilancio e scritture e coerenza con la legge e il codice civile.

I sindaci possono compiere in qualsiasi momento, anche individualmente, ispezioni e controlli. Possono chiedere notizie al Direttore generale e, se rilevano un potenziale disavanzo annuo, devono segnalarlo. Tutti i documenti da sottoporre ai loro pareri devono essere trasmessi tempestivamente. Gli accertamenti vanno annotati nei verbali; in caso di gravi irregolarità il Collegio deve informare immediatamente Direttore generale e struttura competente. L’Azienda deve inoltre mettere a disposizione del Collegio un luogo idoneo per custodire la documentazione.

Disposizioni iniziali e abrogazioni

Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il Direttore generale deve adottare il progetto per realizzare il nuovo assetto programmatorio e il controllo di gestione dell’Azienda, indicando operatori coinvolti, azioni, risorse e tempi. Il progetto va trasmesso entro dieci giorni alla struttura competente, con il parere del Collegio sindacale, per l’approvazione della Giunta regionale.

La legge abroga la l.r. 16 luglio 1996, n. 19, e l’articolo 23 della l.r. 28 aprile 2003, n. 13.

Regime oggi non più applicabile

Il testo consolidato segnala che risultano successivamente abrogati:

  • il capo II sui bilanci di previsione, abrogato dalla l.r. 23/2017;
  • il capo V sui contratti, abrogato dalla l.r. 23/2017;
  • il capo VII sul bilancio di esercizio, abrogato dalla l.r. 23/2017.

Restano pertanto rilevanti soprattutto le disposizioni su finanziamento, budget, patrimonio, contabilità, controllo di gestione, collegio sindacale e abrogazioni, mentre le previsioni sui bilanci di previsione, sui contratti e sul bilancio di esercizio hanno ormai valore storico e non risultano più operative nel testo consolidato.

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