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Legge

L.R. Lombardia 24/2006

Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell'ambiente

Normativa regionaleL.R. Lombardia 24/2006

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Lombardia programmazione, monitoraggio, limitazioni al traffico, impianti termici, autorizzazioni ambientali, mobilità, agricoltura e strumenti sanzionatori per ridurre emissioni e migliorare la qualità dell’aria. Molte misure operano tramite atti della Giunta e hanno scadenze o fasi temporali specifiche; alcune previsioni risultano oggi superate da modifiche o da riferimenti a periodi conclusi.

Prevenzione e riduzione delle emissioni in atmosfera e tutela della qualità dell’aria in Lombardia

Prevenzione e riduzione delle emissioni in atmosfera in Lombardia

La legge regionale lombarda definisce un quadro organico di interventi per migliorare la qualità dell’aria, ridurre le emissioni in atmosfera e contenere i gas a effetto serra. La disciplina si fonda su programmazione regionale, monitoraggio tecnico-scientifico, misure su trasporti, energia, attività agricole e forestali, nonché su un sistema di controlli e sanzioni.

Finalità e impostazione generale

Il provvedimento persegue la tutela della salute e dell’ambiente attraverso la riduzione progressiva dell’inquinamento atmosferico e delle emissioni climalteranti. La Regione esercita le competenze attribuite dalla normativa comunitaria e statale e coordina le funzioni degli enti operanti sul territorio regionale. La legge richiama espressamente anche il contesto del bacino padano, considerato vulnerabile sotto il profilo della qualità dell’aria.

Programmazione regionale per la qualità dell’aria

La disciplina prevede un livello di programmazione articolato in due strumenti principali: un documento di indirizzi approvato dal Consiglio regionale e un programma regionale di interventi, approvato dalla Giunta e di durata triennale, aggiornabile annualmente.

Il programma individua:

  • gli obiettivi specifici;
  • le zone e gli agglomerati del territorio regionale, tenendo conto della classificazione ambientale e delle caratteristiche orografiche, meteo-climatiche, abitative e di mobilità;
  • i piani d’azione e le misure strutturali con la relativa dotazione finanziaria;
  • il sistema di monitoraggio con gli indicatori;
  • il raccordo con il Piano socio sanitario regionale per il profilo sanitario;
  • il coordinamento con la programmazione economico-finanziaria regionale.

Il programma può essere articolato per singole aree tematiche. È inoltre previsto un Tavolo permanente di consultazione istituzionale con enti locali, categorie economiche, parti sociali e altri soggetti pubblici e privati, coordinato dall’assessore competente, per concertare le misure e gestire anche le emergenze. Gli obiettivi della programmazione aria sono coordinati con il Programma energetico ambientale regionale e con la programmazione delle produzioni bioenergetiche.

Cooperazione interregionale e sovraregionale

La Regione promuove iniziative coordinate con le altre regioni del bacino padano, le province autonome, le regioni confinanti, lo Stato e l’Unione europea. L’azione può riguardare:

  • iniziative normative coordinate;
  • studi e ricerche sull’inquinamento atmosferico;
  • accordi e intese per misure di intervento alla scala del bacino del Po;
  • diffusione di dispositivi e tecnologie per ridurre le emissioni da sorgenti mobili e stazionarie.

Monitoraggio, valutazione e informazione

L’ARPA gestisce il monitoraggio della qualità dell’aria tramite la rete regionale di rilevamento, integrata dalla rete di monitoraggio delle emissioni dei grandi impianti. La Giunta definisce le norme tecniche per installazione e gestione degli strumenti e i parametri da rilevare.

La Regione effettua la valutazione della qualità dell’aria e delle emissioni climalteranti utilizzando:

  • misurazioni della rete regionale;
  • Inventario regionale delle emissioni in aria (INEMAR);
  • studi meteorologici;
  • sistemi modellistici per scenari, mappe di inquinamento e previsioni.

La Regione assicura anche diffusione pubblica delle informazioni, piani di comunicazione ai cittadini e un rapporto annuale sulla qualità dell’aria da presentare al Consiglio regionale. La relazione annuale oggi assume anche funzione valutativa dell’attuazione della legge e del PRIA, con specifici contenuti su stato dell’aria, misure adottate, risorse impiegate, criticità e accordi interistituzionali.

Riduzione delle emissioni climalteranti e innovazione

La legge promuove una sezione specifica della programmazione dedicata ai gas a effetto serra, con misure per innovazione tecnologica, meccanismi flessibili del protocollo di Kyoto, efficienza e sostenibilità energetica.

Sono previsti interventi rivolti a imprese ed enti locali su:

  • formazione e accompagnamento agli investimenti ambientali;
  • investimenti per efficienza energetica;
  • sviluppo locale e fonti rinnovabili;
  • acquisti verdi negli appalti pubblici;
  • filiere agroenergetiche;
  • mitigazione del cambiamento climatico, anche tramite rinaturalizzazione, superfici permeabili, boschi, aree verdi e recupero di aree impermeabilizzate.

È inoltre promossa la ricerca e sperimentazione in campo energetico, ambientale e climatico, anche su idrogeno, celle a combustibile, biogas, cattura e confinamento della CO2, trattamento delle deiezioni animali e tecnologie di riduzione delle emissioni azotate.

Impianti industriali, pubblica utilità e produzione di energia

Per gli impianti industriali e di produzione energetica la legge prevede misure di gestione ambientale, promozione di nuove tecnologie e ricorso a sistemi di risparmio di energia e materia. La provincia è autorità competente, in via generale, per autorizzazioni alle emissioni e AIA, salvo i casi di competenza regionale.

La Giunta regionale definisce direttive uniformi, anche con uso di un applicativo regionale unico per presentazione e gestione delle istanze AIA di Regione, province e Città metropolitana di Milano. È prevista una riduzione degli oneri istruttori e di controllo per alcuni impianti e soggetti certificati. L’ARPA svolge i controlli sul rispetto delle prescrizioni tecniche.

La Regione può inoltre:

  • promuovere la riconversione delle centrali termoelettriche verso soluzioni più efficienti;
  • adottare atti di indirizzo sulle modifiche non sostanziali delle AIA;
  • favorire procedure semplificate per autorizzazioni alle emissioni in atmosfera;
  • sviluppare sistemi informatici interoperabili per i dati ambientali delle installazioni soggette ad AIA.

Settore civile: efficienza energetica, impianti termici e certificazione energetica

La disciplina regionale è molto ampia sul settore civile e sugli edifici. La Giunta può dettare regole per:

  • contenere consumi energetici ed emissioni degli edifici;
  • definire requisiti minimi di prestazione e configurazioni degli impianti termici;
  • regolare installazione, esercizio, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici civili;
  • imporre la termoregolazione e contabilizzazione autonoma del calore negli impianti condominiali;
  • rendere obbligatoria l’indicazione della classe e dell’indice di prestazione energetica negli annunci di vendita o locazione;
  • promuovere sistemi automatizzati e materiali costruttivi a minore impatto ambientale;
  • fornire indirizzi per la climatizzazione degli edifici.

La legge prevede anche:

  • obblighi contributivi degli utenti per controlli e prestazioni;
  • sanzioni specifiche per responsabili, amministratori, installatori, manutentori, certificatori, progettisti, direttori dei lavori, alienanti e locatori;
  • sistema regionale per catasto e certificazione energetica, con allegazione o consegna dell’attestato negli atti di trasferimento o locazione nei casi previsti;
  • un fondo di garanzia per le ESCO e misure di sostegno all’efficienza energetica.

Sono previste esenzioni o limiti per specifiche unità immobiliari prive di riscaldamento, edifici inagibili o altre fattispecie indicate, nonché una disciplina speciale per i contratti di servizio energia e servizio energia plus.

Mobilità, traffico veicolare e TPL

La legge attribuisce alla Regione il potere di limitare circolazione e utilizzo dei veicoli per ridurre l’accumulo di inquinanti. Le misure si applicano alla rete stradale regionale aperta al pubblico, con esclusione di autostrade e assi individuati dalla Giunta.

La disciplina individua categorie di veicoli esclusi o agevolati, tra cui:

  • veicoli elettrici, ibridi e multimodali;
  • veicoli a basse emissioni alimentati a gas naturale o GPL;
  • veicoli diesel con sistemi efficaci di abbattimento degli inquinanti;
  • veicoli storici o collezionistici;
  • mezzi di soccorso, forze dell’ordine, protezione civile, scuolabus, TPL, disabili e altri veicoli di interesse pubblico o sociale;
  • veicoli con prenotazione di revisione;
  • categorie fragili o meritevoli di tutela individuate dalla Giunta.

La Giunta può anche prevedere strumenti tecnologici per controlli elettronici e telematici, con trattamento dei dati personali limitato a quanto necessario. L’inosservanza delle limitazioni comporta sanzioni amministrative.

Per il traffico, la legge prevedeva già limitazioni progressive a partire dal 1° luglio 2007 e dal 1° ottobre 2007/2008 per veicoli più inquinanti; tali misure sono state poi rimodulate nel tempo. La Giunta può ridefinire le limitazioni in base al miglioramento della qualità dell’aria.

Sul trasporto pubblico locale la Regione promuove il rinnovo dei mezzi, il miglioramento dell’offerta, l’integrazione modale, il car pooling, il car sharing, le ZTL, la logistica urbana, il telelavoro e l’uso di carburanti a basso impatto. Sono previsti anche crediti d’imposta e vincoli di destinazione/inalienabilità per autobus e filobus acquistati con contribuzione pubblica.

Attività agricole e forestali

La legge dedica un intero capo al contenimento delle emissioni derivanti dal settore agricolo e forestale. Gli obiettivi comprendono sostenibilità, tutela della salute e sviluppo rurale.

Tra le misure principali figurano:

  • adozione delle migliori tecniche disponibili in aziende agricole e allevamenti, per contenere emissioni azotate, carboniche e particolato fine;
  • realizzazione di impianti di digestione anaerobica, anche con codigestione di effluenti, sottoprodotti agricoli e agroalimentari, residui del verde;
  • misure temporanee di limitazione in periodi ad elevate concentrazioni di inquinanti;
  • gestione sostenibile dei boschi, afforestazione, riforestazione e rivegetazione;
  • promozione di reti di teleriscaldamento alimentate da biomasse e di tecnologie per il recupero energetico e la riduzione delle emissioni delle deiezioni animali;
  • istituzione nell’inventario regionale di una sezione dedicata ai depositi di carbonio assorbiti dagli ecosistemi.

È inoltre disciplinata la materia del raggruppamento e abbruciamento dei materiali vegetali nel luogo di produzione, con possibilità per la Giunta di sospendere, differire o vietare la combustione in comuni sotto i 300 metri di altitudine, salvo deroghe fitosanitarie, tenendo conto dell’altitudine effettiva del luogo di combustione.

Sistemi geotermici a bassa entalpia

La Regione promuove l’uso delle risorse geotermiche a bassa entalpia e procedure semplificate per sonde geotermiche e sistemi a circuito aperto.

La disciplina prevede:

  • installazione libera per sonde che non comportano prelievo di acqua, salvo limiti ulteriori;
  • autorizzazione provinciale per installazioni sotto determinate profondità;
  • obbligo di registrazione preventiva in una banca dati regionale;
  • regolamento regionale su modalità tecnico-operative, criteri autorizzativi, profondità, tutela ambientale, certificazione delle imprese, banca dati e vigilanza provinciale;
  • sanzioni per mancata registrazione o installazione abusiva;
  • coordinamento con lo Stato per valutare il riutilizzo geotermico di pozzi di ricerca e coltivazione esauriti.

Ricerca, innovazione e sistemi gestionali

La legge valorizza ricerca scientifica e innovazione tecnologica nei settori dell’energia, delle rinnovabili, della mobilità, dell’agricoltura e dell’eco-efficienza. La Regione promuove anche:

  • sistemi di gestione ambientale nelle amministrazioni locali;
  • modelli intersettoriali nella programmazione del risanamento dell’aria;
  • corsi di formazione e aggiornamento, anche in materia di autorizzazione integrata ambientale;
  • informazione e educazione ambientale presso scuole, cittadini, enti locali e imprese.

Sanzioni e controlli

L’apparato sanzionatorio è articolato e colpisce violazioni in materia di:

  • impianti termici e libretto di impianto;
  • obblighi di comunicazione e targatura;
  • diagnostica e certificazione energetica;
  • impianti geotermici;
  • biomasse;
  • limitazioni alla circolazione dei veicoli;
  • misure agricole e abbruciamenti;
  • mancato rispetto delle prescrizioni su edifici e annunci di vendita/locazione.

La competenza sanzionatoria è distribuita tra enti locali, Regione, comuni e soggetti regionali individuati dalla normativa. Sono previste aggravanti per reiterazione e meccanismi di sospensione o cancellazione dagli elenchi dei certificatori accreditati.

Norme transitorie, abrogazioni e profili finanziari

La legge contiene norme transitorie che, soprattutto nella fase iniziale, rinviavano a strumenti regionali già esistenti fino all’approvazione del programma regionale. Sono disciplinate decorrenze progressive per il passaggio di competenze amministrative e per l’applicazione di alcune limitazioni.

Sono inoltre abrogate alcune precedenti leggi regionali e diverse disposizioni sono state successivamente modificate o superate da interventi legislativi successivi. La copertura finanziaria è assicurata attraverso specifiche unità di bilancio per le varie aree di intervento, con possibilità di ulteriori provvedimenti di legge per le spese non già coperte.

Valutazione e monitoraggio dell’efficacia

Il Consiglio regionale valuta periodicamente l’attuazione della legge sulla base di una relazione annuale della Giunta. La relazione contiene dati su qualità dell’aria, stato del PRIA, avanzamento delle misure prioritarie, effetti sulla mobilità e sull’efficienza energetica, nonché sugli accordi interistituzionali. La documentazione raccolta è resa accessibile per finalità valutative e di trasparenza.

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