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Sentenza

Sentenza n. 903/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Ferrara n. 30/2024 depositata e resa pubblica il 19.02.2024.

Giustizia amministrativa202600080

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Ferrara n. 30/2024, passata in giudicato, relativa all'attribuzione della Carta del docente

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docente scolastica)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Ferrara, divenuta definitiva e notificata al Ministero dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto ai fini dell'esecuzione. Il Ministero non si è costituito e non ha dato esecuzione alla pronuncia. La ricorrente ha inoltre chiesto la corresponsione di una penalità di mora per il ritardo nell'esecuzione.

La decisione

Il TAR ha accertato il passaggio in giudicato della sentenza e la perdurante inerzia dell'Amministrazione, ritenendo fondato il ricorso per ottemperanza. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza del giudice ordinario, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha respinto la richiesta di penalità di mora, richiamando la natura non monetaria del diritto riconosciuto — consistente nella consegna di una carta spendibile per prodotti utili all'aggiornamento professionale — e la possibilità di utilizzare nell'anno scolastico successivo le somme non spese, sicché il ritardo non determina un pregiudizio. Ha nominato, per l'eventuale ulteriore inadempienza e su istanza di parte, un commissario ad acta nel Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale o in un funzionario da questi delegato, con termine di novanta giorni per l'intervento sostitutivo. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in euro 300 oltre accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato, prevedendo anche misure sostitutive mediante commissario ad acta.

Massime di principio

  • In presenza di una sentenza passata in giudicato, previamente notificata all'amministrazione e non eseguita dopo il decorso del termine dilatorio previsto per l'esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione obbligata di dare esecuzione alle statuizioni giudiziali entro un termine assegnato.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l'ordine di esecuzione può essere rivolto sia all'amministrazione destinataria del giudicato sia all'organo dirigenziale competente a compiere gli adempimenti necessari.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, condizionando l'esercizio dei poteri sostitutivi all'ulteriore inadempimento dell'amministrazione e all'istanza della parte interessata.
  • La penalità di mora non è dovuta quando il ritardo nell'esecuzione di una prestazione non monetaria non arreca un pregiudizio concreto, in particolare se le risorse riconosciute possono essere utilizzate nel periodo successivo senza perdita per il beneficiario.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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