Cassazione Civile, Sentenza n. 9364/2025 del 09/04/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente, erede di Ida Fardani, ha promosso petizione ereditaria contro i Manfredi e Martinelli chiedendo: dichiarare inefficace la rinuncia all'eredità effettuata da Silvio Manfredi (padre di Luciano), accertare la simulazione della vendita del 5.11.1985 ritenendola dissimulante una donazione nulla per difetto di forma, dichiarare nulla o ridurre i trasferimenti successivi (compresa la vendita 2001) e ottenere la restituzione dell'immobile oltre al risarcimento per la perdita del diritto di abitazione. In subordine chiedeva la riduzione della donazione e risarcimento del danno.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso. Sono stati ritenuti fondati i motivi relativi all'efficacia della rinuncia (mot. terzo) e alle questioni connesse alla procedibilità e alla prova dell'azione di riduzione e simulazione (mot. quarto, quinto, settimo e ottavo): la rinuncia di Silvio Manfredi è stata valutata inefficace se il chiamato ha accettato tacitamente l'eredità per possesso e mancata redazione dell'inventario; il legittimario subentrante nella posizione della dante causa può esperire l'azione di riduzione e di simulazione anche senza aver accettato con beneficio d'inventario e può avvalersi di presunzioni e prova testimoniale. Sono invece respinti i motivi primo, secondo, sesto e nono; gli altri motivi sono dichiarati assorbiti. La sentenza della Corte d'appello di Genova è cassata nei punti indicati e la causa è rinviata alla Corte d'appello di Genova in diversa composizione per nuovo esame anche sulle spese di legittimità. Le censure non accolte o assorbite rimangono senza provvedimento della Cassazione e alcune questioni probatorie saranno riesaminate dal giudice di rinvio.
Norme richiamate
art. 485 c.c.
Il possesso dei beni ereditari e l'omessa redazione dell'inventario nel termine di legge producono accettazione legale dell'eredità; anche il compossessore deve rispettare l'obbligo di inventario e può quindi divenire erede puro e semplice se omette l'inventario
art. 564 c.c.
La Corte ricorda che l'azione di riduzione per tutela della legittima può essere esperita dal legittimario anche in ipotesi di successione ab intestato; non può essere imposta la preventiva accettazione con beneficio d'inventario quando il soggetto agisce nella posizione di legittimario pretermesso
art. 563 c.c.
Rilevanza della norma in tema di restituzione contro i terzi e della determinazione del momento utile per valutare l'operatività delle norme sulla responsabilità dei donatari; alcune questioni sono state rimesse al giudice di rinvio per accertamenti
art. 1417 c.c.
Le limitazioni probatorie previste per le parti di un negozio simulato non si applicano all'erede o al legittimario che agisca per simulazione: questi può avvalersi di presunzioni e prova testimoniale in quanto agisce come terzo rispetto al negozio
art. 112 c.p.c.
Sull'omessa pronuncia: la declaratoria di assorbimento non configura omissione di pronuncia quando la decisione assorbente implicitamente decide le questioni assorbite; inoltre rilievi meramente processuali non determinano omissione qualora il merito sia stato esaminato
art. 360 c.p.c. (c.1, n.5 e c.3)
Fondamento dei motivi di cassazione usati per censurare errori di diritto e omesso esame di fatto decisivo; la Corte ha accolto alcuni motivi sulla base di questi capi di censura
art. 2697 c.c.
Principio sul riparto dell'onere della prova richiamato: la Corte ha però ritenuto inammissibili alcune censure che si limitavano ad attaccare l'argomentazione di merito senza interesse alla cassazione
art. 1350 c.c.
Richiamata in relazione alla nullità formale delle donazioni immobiliari; la verifica della eventuale nullità formale e della sussistenza di una donazione dissimulata è demandata al giudice di rinvio
art. 553 c.c.
Richiami sui meccanismi di reintegrazione della quota di legittima e sul concorso della successione necessaria con quella legittima
art. 747 c.c.
Norma richiamata in relazione al calcolo della lesione della quota di legittima; la Corte ha ritenuto che la motivazione del giudice di merito su questo punto dovrà essere riesaminata dal giudice di rinvio
Massime di principio
- La rinuncia all'eredità può diventare inefficace se il chiamato ha tacitamente accettato l'eredità esercitando atti incompatibili con la rinuncia (possesso dei beni, riscossione canoni, mancata redazione inventario entro tre mesi).
- Il legittimario che agisce per riduzione o per far valere la simulazione di atti compiuti dal de cuius è equiparato, nella successione ab intestato, a terzo e non è obbligato a preventiva accettazione con beneficio d'inventario.
- Il legittimario/erede che impugna per simulazione può utilizzare presunzioni e prova testimoniale: le limitazioni probatorie previste per le parti del negozio simulato non vincolano il terzo che agisce per recuperare la quota di legittima.
- Il giudice non può dichiarare improcedibile una domanda di riduzione per carente descrizione dell'asse quando la consistenza patrimoniale emerga dagli atti di causa; l'onere di allegazione è soddisfatto se la domanda indica la lesione di riserva e gli elementi noti al processo.
- La declaratoria di assorbimento di questioni non vale come omissione di pronuncia quando la decisione principale rende superfluo o implica il rigetto/accoglimento delle questioni assorbite; tali decisioni implicite sono valide ai fini del giudizio di cassazione.
- Vizi meramente processuali o formali (es. notifica ad un difensore poi sostituito) non compromettono l'impugnazione quando l'atto è stato sanato dalla costituzione in giudizio o non ha inciso sull'esito di merito.
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