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Sentenza

Sentenza del 23/12/2019 n. 34280 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente aveva impugnato l'accertamento con cui l'Agenzia delle entrate aveva negato il trattamento fiscale agevolato previsto dall'art. 19, comma 4-bis, del TUIR sulle somme ricevute nel 2004, oltre al TFR, quale incentivo alla cessazione anticipata del rapporto di lavoro dirigenziale. L'Amministrazione riteneva mancassero sia un piano di esodo rivolto a una pluralità di lavoratori sia l'effettiva cessazione del rapporto, poiché il contribuente aveva continuato a ricoprire l'incarico di amministratore delegato della società. Il ricorrente sosteneva invece che il rapporto subordinato di dirigente fosse distinto dall'incarico societario di amministratore delegato e che, quindi, il primo fosse effettivamente cessato.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo erronea e insufficientemente motivata la decisione della Commissione tributaria regionale. Ha chiarito che l'incentivo all'esodo può beneficiare del regime agevolato anche se l'accordo riguarda un solo lavoratore e che l'incarico di amministratore delegato, in assenza di prova della sua natura apparente o subordinata, è ontologicamente distinto dal rapporto di lavoro dirigenziale. Poiché il rapporto subordinato era cessato e non risultava che l'incarico di amministratore delegato dissimulasse la prosecuzione del rapporto di lavoro, le somme eccedenti il TFR dovevano essere assoggettate al trattamento fiscale agevolato vigente nel 2004. La sentenza impugnata è stata cassata e la Corte ha deciso direttamente nel merito, accogliendo il ricorso introduttivo del contribuente. L'Agenzia è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità, mentre quelle dei gradi di merito sono state compensate.

Norme richiamate

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 41-bis

    Norma in base alla quale l'Agenzia delle entrate aveva rettificato il reddito di lavoro dipendente del contribuente.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 19, comma 4-bis

    Le somme ulteriori rispetto all'indennità di fine rapporto corrisposte per incentivare l'esodo del lavoratore possono beneficiare di un trattamento fiscale agevolato, in presenza dei requisiti previsti.

    La norma richiedeva, per il periodo rilevante, il requisito anagrafico e la finalità di incentivare la cessazione anticipata del rapporto di lavoro subordinato. Non era necessario che l'incentivo fosse inserito in un piano collettivo o rivolto a una pluralità di dipendenti.

  • D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito nella L. 4 agosto 2006, n. 248

    Ha abrogato la disciplina agevolativa dell'art. 19, comma 4-bis, del TUIR; la controversia è stata comunque decisa applicando la disciplina vigente ratione temporis nel 2004.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 16

    Richiamato in relazione al regime di tassazione separata applicabile alle somme percepite una tantum in occasione della cessazione del rapporto di lavoro.

  • Codice civile, art. 2120

    Disciplina il trattamento di fine rapporto e rileva per distinguere il TFR dalle somme aggiuntive corrisposte come incentivo all'esodo.

  • Codice civile, artt. 2475 e seguenti

    Disciplinano l'amministrazione delle società a responsabilità limitata. L'incarico di amministratore opera sul piano societario e del mandato, distinto dal rapporto di lavoro subordinato.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5

    Disposizioni utilizzate per denunciare, rispettivamente, violazione di legge, nullità della sentenza e omesso esame di un fatto decisivo.

  • Codice di procedura civile, art. 384, comma 2

    Ha consentito alla Corte di cassazione, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere direttamente la causa nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.

Massime di principio

  • Per applicare l'agevolazione sull'incentivo all'esodo non è indispensabile un piano aziendale collettivo: può essere sufficiente anche un accordo individuale, purché emerga una reale finalità di incentivare la cessazione anticipata del rapporto.
  • La cessazione del rapporto di lavoro subordinato deve essere valutata in concreto. La successiva o contestuale permanenza del soggetto nella società con una carica societaria non dimostra automaticamente la prosecuzione del rapporto subordinato.
  • L'incarico di amministratore delegato e il ruolo di dirigente sono giuridicamente distinti: il dirigente opera normalmente in posizione subordinata, mentre l'amministratore esercita funzioni societarie sulla base delle deleghe e senza subordinazione gerarchica.
  • L'Amministrazione finanziaria che nega l'agevolazione deve dimostrare, o almeno indicare elementi concreti, che l'incarico societario sia meramente apparente oppure dissimuli la continuazione di un rapporto di lavoro subordinato.
  • La mera continuità del rapporto fiduciario, la permanenza nella società o il mantenimento di funzioni gestionali non sono sufficienti, da soli, a escludere l'agevolazione; occorre verificare la natura effettiva delle funzioni svolte e l'eventuale vincolo di subordinazione.
  • La disciplina applicabile è quella vigente al momento della percezione delle somme e della relativa operazione fiscale; eventuali abrogazioni successive non incidono retroattivamente sui periodi precedenti, salvo specifiche disposizioni.

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