Salta al contenuto
Legge

L.R. Umbria 4/2023

Ulteriori modificazioni e integrazioni alla legge regionale 9 aprile 2015, n. 11 (Testo unico in materia di Sanità e Servizi sociali) - Disposizioni relative alla presa in carico delle persone con disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.

Normativa regionaleL.R. Umbria 4/2023

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge integra il testo unico sanitario umbro per disciplinare la presa in carico delle persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, tramite una rete integrata regionale, formazione, informazione e coordinamento tecnico. Non introduce finanziamenti aggiuntivi; gli adempimenti della Giunta vanno adottati entro 120 giorni dall’entrata in vigore.

Presa in carico regionale dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione

Presa in carico regionale dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione

La legge regionale dell’Umbria integra il testo unico in materia di sanità e servizi sociali per disciplinare la presa in carico delle persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA). L’obiettivo è garantire diagnosi precoce, continuità assistenziale, equità di accesso e cure appropriate attraverso una rete integrata multidimensionale e multiprofessionale.

Finalità e principi della disciplina

La normativa mira a organizzare un sistema di assistenza che unisca trattamento psichiatrico/psicoterapeutico e trattamento nutrizionale, con particolare attenzione a:

  • precocità della diagnosi e prevenzione dei comportamenti a rischio;
  • omogeneità dei trattamenti sul territorio regionale;
  • continuità della cura, anche nella fase post-acuzie;
  • riduzione del rischio di cronicizzazione;
  • coinvolgimento delle persone assistite e delle famiglie. La Regione promuove anche la diffusione di informazioni su corretti stili di vita, sui servizi disponibili e sui percorsi di accesso, coinvolgendo operatori sanitari, popolazione giovanile, famiglie, scuole, società sportive e associazioni attive nel settore.

Rete integrata regionale per i DNA

La Giunta regionale organizza i servizi attraverso una rete integrata per diagnosi, valutazione multidimensionale e definizione di piani terapeutici personalizzati. La rete comprende:

  • medici di medicina generale e pediatri di libera scelta;
  • servizi ambulatoriali specialistici per i DNA;
  • servizi ospedalieri e servizi di riabilitazione pubblici e privati convenzionati;
  • strutture residenziali;
  • strutture semiresidenziali;
  • centri di salute mentale. La rete deve operare in modo sinergico e con monitoraggio costante degli obiettivi.

Obiettivi organizzativi della rete

L’organizzazione della rete è finalizzata a garantire:

  • appropriatezza ed efficacia degli interventi diagnostici, terapeutici e riabilitativi;
  • partecipazione attiva delle persone con DNA e delle famiglie;
  • predisposizione di progetti assistenziali individuali;
  • condivisione di percorsi terapeutici comuni;
  • costituzione di équipe con competenze psichiatriche, psicoterapiche e internistico-nutrizionali. Le équipe possono comprendere psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi e/o psicoterapeuti, nutrizionisti, dietisti, dietologi, internisti, endocrinologi, infermieri, educatori professionali, tecnici della riabilitazione psichiatrica, fisioterapisti e, per casi specifici, altri professionisti.

Livelli di assistenza, pronto soccorso e transizione tra età evolutiva e adulti

Alle persone con DNA si applicano i livelli essenziali di assistenza previsti dal DPCM 12 gennaio 2017. Per triage, valutazione e trattamento in pronto soccorso si richiamano le specifiche raccomandazioni del Ministero della salute. La Giunta regionale deve inoltre definire percorsi di transizione concordati tra le équipe per il passaggio dai servizi per minori a quelli per adulti. Gli interventi di prevenzione devono essere attivati nei centri e servizi dedicati, nel rispetto delle direttive ministeriali, del Piano nazionale e regionale di prevenzione e delle linee di indirizzo regionali.

Personale e dotazione professionale

La Giunta regionale deve assicurare una dotazione adeguata di personale alla rete, per garantire un approccio integrato e multiprofessionale. Nei servizi ambulatoriali specialistici devono operare, in particolare:

  • psichiatri;
  • neuropsichiatri infantili;
  • psicologi e/o psicoterapeuti;
  • medici internisti;
  • medici dietologi;
  • endocrinologi;
  • dietisti;
  • fisioterapisti;
  • educatori professionali;
  • tecnici della riabilitazione psichiatrica;
  • infermieri;
  • assistenti sociali;
  • personale amministrativo.

Formazione e sensibilizzazione

La Giunta regionale approva programmi di formazione specifica per tutti gli operatori coinvolti nella prevenzione, diagnosi, presa in carico e cura dei DNA. Per medici di medicina generale e pediatri di libera scelta la formazione deve favorire il riconoscimento dei segnali di allarme, la diagnosi precoce e la conoscenza della rete. Sono previste anche campagne di sensibilizzazione e informazione, anche tramite i canali istituzionali della Regione e delle aziende sanitarie regionali, con il coinvolgimento della rete e delle associazioni del settore. L’attenzione è richiamata in particolare in occasione della Giornata nazionale del fiocchetto lilla dedicata ai disturbi del comportamento alimentare.

Centro di coordinamento regionale

Presso la Direzione regionale Salute e Welfare è istituito un gruppo di lavoro tecnico, denominato Centro di coordinamento regionale, con funzioni consultive e propositive verso la Giunta in materia di DNA. In particolare:

  • predispone e propone le linee di indirizzo regionali;
  • collabora con le associazioni attive nel supporto alle persone con DNA e alle loro famiglie, anche per informare sugli interventi adottati. La Giunta ne disciplina il funzionamento e provvede alla nomina dei componenti, che partecipano a titolo gratuito.

Carta dei servizi delle aziende sanitarie regionali

La Carta dei servizi delle aziende sanitarie regionali deve contenere, con riferimento ai DNA:

  • la descrizione dell’offerta rivolta a bambini, adolescenti e/o adulti;
  • informazioni su operatività, accesso, comunicazione, interazioni tra componenti della rete, attività svolta e modalità di sostegno;
  • indicazioni e suggerimenti per migliorare la qualità dei servizi;
  • riferimenti ai siti web istituzionali per una corretta informazione.

Aspetti finanziari

L’attuazione della legge avviene senza nuovi o maggiori oneri: le aziende sanitarie regionali provvedono nell’ambito del budget annualmente assegnato dalla Regione per il finanziamento dei LEA.

Disposizioni transitorie e decorrenza operativa

La Giunta regionale deve adottare gli adempimenti previsti dalla legge entro 120 giorni dall’entrata in vigore. La legge non contiene un termine finale di efficacia e risulta attuale per la disciplina regionale dei DNA in Umbria.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.