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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 29812/2024 del 19/11/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Fiorile ha impugnato in cassazione la sentenza di merito che aveva rigettato la sua opposizione al decreto ingiuntivo relativo al saldo del corrispettivo per la cessione di rami d'azienda. In sede di legittimità è sorta una eccezione preliminare di inammissibilità del ricorso avanzata dalla Quadrifoglio: la procura speciale per la cassazione era stata rilasciata al difensore quando la società era ancora esistente, ma la società era stata cancellata dal registro delle imprese (e quindi estinta) prima che il ricorso fosse effettivamente notificato; si è quindi discusso se, in tali ipotesi, la perdita della capacità processuale della parte prima della proposizione del ricorso renda inammissibile il ricorso stesso, e conseguentemente chi debba rispondere delle spese nel caso di inammissibilità.

La decisione

Le Sezioni Unite hanno rigettato l'eccezione preliminare di inammissibilità e hanno enunciato il principio che la regola dell'ultrattività del mandato alle liti (come delineata dalle Sezioni Unite n.15295/2014) si applica anche quando l'evento estintivo (es. cancellazione della società) interviene dopo il conferimento di una procura speciale per cassazione ma prima della notificazione del ricorso: una procura speciale validamente conferita prima dell'estinzione resta efficace ai fini della proposizione del ricorso per cassazione, senza che sia necessario che essa sia già stata «spesa» (cioè che il difensore abbia già notificato il ricorso) prima dell'evento estintivo. La Corte ha però ribadito i limiti dell'ultrattività (procura speciale valida, limiti del grado, dovere del difensore di coordinarsi/informare i successori e la sua responsabilità). Sulla regolazione delle spese la Corte ha richiamato le questioni deontologiche e la possibilità, in linea di principio, di porre a carico del difensore le spese derivanti dall'inesistenza della procura, salvo valutazione del caso concreto.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3 cod. proc. civ.

    Norma invocata per i motivi di ricorso in cassazione contro la sentenza di merito (vizio di violazione di norme sostanziali).

  • artt. 1490, 1492, 1497, 1427 cod. civ.

    Norme del codice civile richiamate nei motivi principali concernenti vizi della cosa venduta e relative azioni (garanzia per vizi), oggetto delle questioni di merito iniziali.

  • art. 1722, n.4 cod. civ.

    Richiamato in tema di estinzione del mandato: dispone che il mandato avente per oggetto atti relativi all'esercizio di impresa non s'estingue per morte se l'esercizio continua; assunto utile per sostenere la ultrattività del mandato in contesti d'impresa.

  • art. 1728, primo comma cod. civ.

    Richiamato per l'analogia che il mandatario che ha iniziato l'esecuzione deve continuarla se vi è pericolo nel ritardo, a sostegno della ultrattività del mandato.

  • art. 1729 e art. 1723, comma 2 cod. civ.

    Norme sul mandato che illustrano casi di non estinzione e di efficacia nei rapporti con terzi, utilizzate per sostenere la tutela della buona fede dei terzi e la continuità del mandato.

  • art. 1396 cod. civ.

    Richiamato per il principio che le cause di estinzione del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi che le hanno senza colpa ignorate, a favore della tutela della controparte in buona fede.

  • art. 2495 cod. civ.

    Norma sul regime della cancellazione dal registro delle imprese e sugli effetti della liquidazione e della responsabilità dei soci; posta a base dell'analisi sulla natura successoria dell'estinzione societaria.

  • artt. 299-300 cod. proc. civ.

    Regole sull'effetto della morte o perdita di capacità della parte nel processo e sulle modalità in cui il procuratore può dichiarare o notificare l'evento: fondamento della regola dell'ultrattività del mandato nella giurisprudenza.

  • art. 328, art. 325, art. 327 cod. proc. civ.

    Norme richiamate relative ai termini di impugnazione e alle conseguenze dell'evento interruttivo sui termini (proroga/interruzione) e alla tutela dei successori.

  • art. 285, art. 330, art. 365, art. 83 cod. proc. civ.

    Norme processuali sul deposito e sulla notificazione degli atti, nonché sui requisiti e sulla specialità della procura; essenziali per la valutazione della validità della procura speciale e dei suoi effetti.

  • d.lgs. 175/2014, art. 28, comma 4

    Richiamato dalla ricorrente ma ritenuto non pertinente: norma speciale che disciplina effetti dell'estinzione societaria solo ai fini dell'Erario e delle attività di liquidazione, non applicabile alla vicenda processuale in esame.

Massime di principio

  • Se la procura speciale per cassazione è stata validamente conferita prima dell'estinzione della società, l'ultrattività del mandato consente al difensore di proporre il ricorso anche se la notificazione avviene dopo la cancellazione: il ricorso non è automaticamente inammissibile.
  • L'ultrattività del mandato opera sia per le persone fisiche sia per le persone giuridiche, con la medesima logica di stabilizzazione della posizione processuale, salvo i noti limiti (procura limitata al solo primo grado; necessità di procura speciale per la cassazione).
  • Non è necessario che la procura speciale sia già stata 'spesa' (cioè che il difensore abbia già instaurato materialmente il giudizio di legittimità) prima dell'evento estintivo perché l'ultrattività produca i suoi effetti, purché la procura sia stata validamente conferita anteriormente all'estinzione.
  • Il difensore che prosegue il giudizio dopo l'evento estintivo ha l'obbligo di valutare la situazione, informare e coordinarsi con i successori della parte estinta; resta a suo carico una responsabilità professionale e deontologica in caso di condotte pregiudizievoli.
  • Se l'estinzione è avvenuta prima del conferimento della procura, il mandato è inesistente e gli atti di impugnazione sono inammissibili; la verifica dell'esistenza della parte al momento del conferimento rimane essenziale.
  • Sulla regolazione delle spese: in linea di principio la responsabilità può gravare sul difensore quando l'inesistenza della procura derivi da eventi sopravvenuti non gestiti correttamente, ma la decisione concreta dipenderà dalla valutazione del caso specifico.

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