Sentenza del 25/05/2016 n. 10803 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, in ragione della cessazione della materia del contendere conseguente all'accordo stragiudiziale sottoscritto dalle parti e depositato in giudizio. Le spese processuali sono state integralmente compensate.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Il Comune ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Molise, che aveva respinto l'appello comunale e confermato l'accoglimento, da parte della Commissione Tributaria Provinciale di Isernia, dei ricorsi di Enel Produzione S.p.A. avverso due avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 2001 e 2002. Nel corso del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale, facendo venir meno l'interesse alla prosecuzione del ricorso.
Norme richiamate
Principio giurisprudenziale della cessazione della materia del contendere e del sopravvenuto difetto di interesse
Quando le parti definiscono la controversia con un accordo successivo alla proposizione del ricorso, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione. Il giudizio può quindi essere dichiarato inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse.
Cass. sez. I, n. 2402 del 2016
Richiamata come precedente in materia di declaratoria di inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
Cass. sez. tributaria, n. 10928 del 2015
Richiamata come precedente sul venir meno dell'interesse alla decisione in seguito alla definizione della controversia tra le parti.
Massime di principio
- Se, durante un processo tributario, le parti raggiungono un accordo che definisce sostanzialmente la controversia, il giudizio può non avere più un oggetto concreto e il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse.
- L'accordo deve essere portato formalmente a conoscenza del giudice, ad esempio mediante deposito in atti e conferma dei difensori, affinché possa essere valutato ai fini della definizione del procedimento.
- La dichiarazione di inammissibilità per sopravvenuto difetto di interesse non equivale necessariamente a una decisione sul merito della pretesa tributaria: il processo si chiude perché la controversia è stata definita o è venuto meno l'interesse a ottenere una pronuncia.
- In presenza di una definizione concordata della lite, il giudice può compensare integralmente le spese quando sussistono giusti motivi, evitando di porle interamente a carico di una sola parte.
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