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Sentenza

Sentenza del 28/06/2016 n. 11880 - Comm. Trib. Prov. Napoli

Processo tributario - Contraddittorio endoprocedimentale.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contesta la validità dell'accertamento per mancata instaurazione del contraddittorio endoprocedimentale, sostenendo che l'Amministrazione avrebbe dovuto consentirgli di esporre preventivamente le proprie ragioni e osservazioni prima dell'emissione dell'atto.

La decisione

Il principio affermato è che, nel diritto nazionale, non esiste un obbligo generalizzato di contraddittorio endoprocedimentale in assenza di una specifica previsione normativa. Per i tributi armonizzati, tuttavia, il diritto al contraddittorio deriva dai principi dell'Unione europea e la sua violazione può comportare l'invalidità dell'atto, ma solo se il contribuente dimostra concretamente che non ha potuto far valere tempestivamente le proprie ragioni e che tale partecipazione avrebbe potuto incidere sull'esito del procedimento. Quando l'accertamento riguarda sia tributi armonizzati sia tributi non armonizzati, il contraddittorio conserva una funzione strumentale alla tutela del diritto di difesa e alla parità delle parti, ma non determina automaticamente l'annullamento dell'atto in mancanza della prova di un concreto pregiudizio.

Norme richiamate

  • Principi europei in materia di diritto al contraddittorio

    Per i soli tributi armonizzati, la violazione del diritto al contraddittorio comporta l'invalidità dell'atto purché il contribuente dimostri di non aver potuto far valere le proprie legittime ragioni prima dell'emissione dell'atto.

    Il contraddittorio è imposto dai principi dell'Unione europea per i tributi armonizzati, ma l'invalidità dell'atto richiede la dimostrazione concreta del pregiudizio subito e della possibile rilevanza delle osservazioni che il contribuente avrebbe presentato.

  • Diritto nazionale sul contraddittorio endoprocedimentale

    In assenza di una specifica disposizione normativa, il diritto nazionale non prevede un obbligo generalizzato dell'Amministrazione finanziaria di instaurare il contraddittorio prima dell'emissione dell'atto di accertamento.

Massime di principio

  • La mancata instaurazione del contraddittorio non comporta automaticamente l'annullamento dell'accertamento: occorre verificare se una norma specifica lo impone per il tributo o per il procedimento considerato.
  • Per i tributi armonizzati, il contribuente deve dimostrare sia di non aver potuto presentare preventivamente le proprie osservazioni sia che tali osservazioni avrebbero potuto incidere concretamente sul contenuto dell'atto.
  • La semplice lamentela della mancata partecipazione procedimentale non è sufficiente: è necessario indicare puntualmente quali difese, documenti o circostanze sarebbero stati fatti valere e perché avrebbero potuto modificare l'esito dell'accertamento.
  • Quando sono contestati contemporaneamente tributi armonizzati e non armonizzati, la rilevanza del contraddittorio va valutata in relazione alla specifica disciplina applicabile a ciascun tributo e al concreto pregiudizio difensivo.
  • Il contraddittorio endoprocedimentale serve a garantire una partecipazione effettiva e la parità delle parti, non a imporre un formalismo privo di conseguenze sostanziali.

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