Cassazione Civile, Sentenza n. 24889/2022 del 18/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente contestava la legittimità della trattenuta operata dall'Azienda sanitaria a titolo di IRAP sulle somme erogate per prestazioni rese in regime di intramoenia (progetto "Mimosa" e altre prestazioni libero-professionali intramurarie), chiedendo la declaratoria di illegittimità della trattenuta e la restituzione degli importi trattenuti
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, cassando la sentenza della Corte d'Appello che aveva ritenuto legittima la traslazione integrale dell'IRAP sul dipendente. La Corte ha stabilito principi di diritto: l'IRAP grava sull'ente datore di lavoro e non può essere unilateralmente trasferita sul dipendente; tuttavia la determinazione delle tariffe e la ripartizione dei proventi deve tener conto dei costi diretti e indiretti (compreso l'onere IRAP) e tale maggior onere deve essere detratto dal quantum ripartibile e ripartito fra azienda e dipendente secondo le rispettive quote concordate. La Corte ha rinviato la causa alla Corte d'Appello, per un nuovo esame conforme ai principi enunciati
Norme richiamate
legge n. 446/1997 (IRAP)
L'IRAP è imposta che grava sul soggetto che esercita l'attività produttiva (qui l'ente sanitario); l'aumento della base imponibile per effetto dell'attività intramuraria comporta un maggior esborso che l'ente deve considerare nei costi
d.lgs. n. 502/1992
Autorizza i dirigenti sanitari con rapporto esclusivo a svolgere attività libero-professionali intramurarie e rimanda alla regolamentazione da parte del direttore generale in conformità ai contratti collettivi per le modalità e l'attribuzione dei proventi
legge n. 488/1999
Stabilisce che le tariffe sono determinate dalle aziende in conformità ai criteri regionali e contrattuali, sono a carico del richiedente e l'azienda ha diritto al rimborso dei costi diretti e indiretti e a una quota della tariffa
D.P.C.M. 27 marzo 2000
Rimanda alla contrattazione collettiva per il contenuto dell'atto aziendale e prescrive, fra l'altro, la destinazione di una quota dei proventi a un fondo perequativo e l'obbligo di prevedere copertura dei costi
legge n. 120/2007
Ribadisce che gli importi delle prestazioni libero-professionali devono remunerare il professionista e garantire la copertura di tutti i costi diretti e indiretti sostenuti dall'azienda
legge n. 724/1994
Prevede la contabilità separata per la gestione delle prestazioni a pagamento, con obbligo del direttore generale di intervenire in caso di disavanzo; sottolinea l'obbligo di copertura dei costi
d.lgs. n. 165/2001
Principio di onnicomprensività del trattamento economico dirigenziale e possibilità di deroghe solo nei limiti e secondo le condizioni previste dalla legge e dalla contrattazione collettiva; impone vincoli di bilancio e controllo sulla spesa
contrattazione collettiva nazionale (CCNL) per dirigenza sanitaria
art. 54, art. 57 (CCNL 8.6.2000) e richiamo art. 1, comma 4, lett. c) legge 120/2007
La determinazione di tariffe e la ripartizione dei compensi è affidata alla contrattazione; le tariffe devono coprire tutti i costi aziendali e le voci di spesa devono essere esplicitate
Massime di principio
- L'IRAP è tributariamente a carico dell'ente pubblico datore di lavoro; non sono validi atti unilaterali o pattuizioni che intendano trasferire integralmente l'imposta al dipendente
- Nella determinazione delle tariffe e nella ripartizione dei proventi dell'attività intramuraria è obbligatorio considerare tutti i costi diretti e indiretti sostenuti dall'azienda, incluso il maggior onere derivante dall'IRAP
- Le modalità di riparto degli oneri (compresa l'incidenza IRAP) devono essere stabilite in sede di contrattazione collettiva decentrata e recepite nei relativi atti aziendali; l'azienda non può modificarle unilateralmente
- Un aumento dell'onere IRAP non previsto o non prevedibile al momento dell'accordo non può gravare esclusivamente sul personale: il maggior costo deve essere ripartito fra azienda e dipendente in proporzione alle rispettive quote concordate
- In caso di contenzioso, il giudice deve verificare se la contrattazione decentrata e gli atti aziendali hanno correttamente considerato e ripartito i costi; se manca o è inidonea tale considerazione, la richiesta di recupero integrale a carico del dipendente è illegittima
- Per gestire rischi fiscali e contabili le aziende devono prevedere in via preventiva nei regolamenti e nelle tariffe le modalità di copertura degli oneri fiscali e l'adozione della contabilità separata per le prestazioni intramurarie
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