L.R. Toscana 4/2024
Iniziative del Consiglio regionale per il recupero del patrimonio culturale e storico dei comuni danneggiato dagli eventi alluvionali del 2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce per il solo anno 2024 contributi una tantum, fino a 1,3 milioni complessivi e comunque non oltre 40.000 euro per progetto, a favore dei comuni toscani colpiti dagli eventi meteorologici del 2023. I fondi finanziano interventi su archivi, biblioteche, immobili storici, arredi e centri di aggregazione giovanile; erogazione entro il 31 dicembre 2024, con rendicontazione entro il 31 dicembre 2025.
Contributi del Consiglio regionale toscano ai comuni per il recupero di patrimonio culturale, storico e centri giovanili danneggiati dalle alluvioni del 2023
Contributi regionali ai comuni per il recupero dei beni culturali e degli spazi danneggiati dalle alluvioni del 2023
La legge disciplina un intervento straordinario del Consiglio regionale della Toscana a sostegno dei comuni colpiti dagli eventi meteorologici del 2023. L’obiettivo è finanziare progetti di recupero, valorizzazione e riqualificazione di patrimonio culturale e storico, nonché di spazi urbani destinati ad aggregazione giovanile, nel rispetto del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Finalità e ambito territoriale
L’intervento è rivolto esclusivamente ai comuni della Toscana danneggiati dagli eventi meteorologici verificatisi nel 2023. La norma richiama in particolare:
- gli eventi del 17 maggio 2023 nell’area dell’Alto Mugello;
- gli eventi dal 29 ottobre 2023 nei territori delle Province di Firenze, Livorno, Pisa, Pistoia, Prato, Massa-Carrara e Lucca.
La finalità è duplice: da un lato la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e storico comunale, dall’altro la riqualificazione di spazi urbani di aggregazione giovanile gravemente danneggiati.
Tipologie di intervento finanziabili
I contributi possono essere concessi per progetti riconducibili a uno solo dei seguenti ambiti:
- valorizzazione e conservazione del patrimonio archivistico comunale;
- valorizzazione e conservazione del patrimonio librario delle biblioteche comunali;
- riqualificazione del patrimonio immobiliare storico di proprietà comunale;
- acquisto di arredi, attrezzature e strumentazione informatica per le biblioteche comunali;
- recupero e riqualificazione di spazi urbani destinati a centri di aggregazione giovanile.
Resta fermo il rispetto della disciplina statale in materia di beni culturali e paesaggio.
Soggetti beneficiari e requisiti di accesso
I beneficiari sono i comuni interessati dagli eventi del 2023. Per accedere ai contributi devono presentare:
- il progetto definitivo dell’intervento;
- oppure il progetto già in corso di realizzazione.
I progetti possono cumulare altre misure di sostegno finanziario aventi le medesime finalità, fino alla copertura integrale del costo dell’intervento.
Procedura di concessione
L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale definisce con deliberazione gli indirizzi e le modalità di accesso ai contributi, ai fini della predisposizione dell’avviso pubblico. Le domande sono presentate secondo modalità e termini stabiliti nell’avviso, adottato con decreto della struttura amministrativa competente.
La concessione avviene con procedura automatica, in misura fissa e predeterminata per il 2024, sulla base del numero delle domande validamente presentate. Ogni comune può presentare domanda per un solo ambito tra quelli previsti dalla legge.
Limiti economici e risorse disponibili
La legge prevede contributi:
- una tantum;
- per il solo anno 2024;
- fino a un limite massimo complessivo di 1.300.000 euro;
- con importo non superiore a 40.000 euro per singolo contributo.
La copertura finanziaria è posta a carico del bilancio di previsione del Consiglio regionale 2024-2026, per la sola annualità 2024, mediante il Capitolo 20056, nell’ambito del “Fondo speciale per finanziamento nuovi provvedimenti legislativi di iniziativa consiliare”.
Erogazione, rendicontazione e controlli successivi
L’erogazione avviene in unica soluzione per l’intero importo concesso entro il 31 dicembre 2024. Entro il 31 dicembre 2025 i comuni beneficiari devono trasmettere al Consiglio regionale una relazione sull’impiego delle somme e la rendicontazione delle spese sostenute.
Revoca e restituzione
Il contributo è revocato se:
- l’intervento finanziato non viene realizzato;
- non viene presentata nei termini la relazione e la rendicontazione previste, salvo adeguata motivazione del ritardo da parte del comune.
In caso di revoca, il comune deve restituire le somme percepite maggiorate degli interessi legali calcolati dalla data di erogazione fino alla restituzione.
Decorrenza pratica e obsolescenza
La disciplina è costruita come misura straordinaria e temporalmente circoscritta al 2024, con obblighi di rendicontazione fino al 31 dicembre 2025. Per questo, pur essendo formalmente riferita a un atto ancora vigente, ha carattere sostanzialmente esaurito e risulta oggi priva di rilevanza operativa generale, se non per eventuali adempimenti residui dei beneficiari già individuati.
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