Cassazione Civile, Sentenza n. 15508/2026 del 21/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Soglia aveva promosso un ricorso ex art. 700 c.p.c. e poi il corrispondente giudizio di merito per ottenere l'accesso al fondo dei Montefusco ai sensi dell'art. 843 c.c. per installare un'impalcatura necessaria alla manutenzione del suo immobile; contestualmente chiedeva risarcimento danni. I convenuti si costituivano (Bianca) e in via riconvenzionale chiedevano tra l'altro la rimozione/adeguamento di una sopraelevazione/ampliamento operata da Soglia (per rispetto della distanza di cui all'art. 907 c.c.), la rimozione di una canna fumaria ritenuta illegittima, la rimozione di stillicidio e il risarcimento per danni. In sede di merito il Tribunale autorizzò l'accesso e parzialmente accolse le richieste riconvenzionali (rimozione canna fumaria, eliminazione stillicidio, ripristino distanza e risarcimento simbolico). La Corte d'Appello di Salerno, dopo nuova CTU, confermò il rigetto dell'appello principale di Soglia e quello incidentale di Montefusco, ritenendo tra l'altro che la sopraelevazione di Soglia non rispettasse l'art. 907 c.c., che le acque meteoriche defluivano verso il fondo Montefusco e che la canna fumaria violasse distanze e disposizioni dell'art. 32 del regolamento edilizio di Castel San Giorgio. Soglia ricorse in cassazione con più motivi denunciando, tra l'altro: vizio di motivazione per aver ritenuto che il lastrico da cui viene esercitata la veduta appartenesse alla Montefusco (quando sarebbe di terzi), erronea applicazione delle norme sulle distanze (art. 907), vizio nella valutazione probatoria sul danno, nullità della procura del nuovo difensore della controricorrente e errata qualificazione giuridica della canna fumaria (applicabilità art. 889 vs art. 890 c.c.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso. Preliminarmente ha dichiarato la nullità della procura rilasciata al nuovo difensore della controricorrente e della relativa memoria per difetto di forma (causa iniziata prima della legge n.69/2009: la procura sostitutiva doveva essere notarile). Quanto al merito la Corte ha accolto i motivi 1, 2 e 3 (connessi) ritenendo che la Corte d'Appello abbia erroneamente valutato la proprietà del lastrico solare facendo riferimento in modo inidoneo a dati catastali e allo stato di fatto anziché esaminare il titolo di provenienza; pertanto è necessario nuovo esame in grado d'appello. Ha altresì accolto l'undicesimo motivo relativo alla canna fumaria, rilevando che la disciplina applicabile è l'art. 890 c.c. (che rimanda al regolamento comunale) e che la Corte territoriale non ha adeguatamente verificato il contenuto della norma locale né ha motivato quale distanza fosse necessaria per evitare danni alla solidità/salubrità del fondo vicino; anche su questo punto è necessario nuovo accertamento. Sono stati rigettati i motivi 4 e 5 (sull'ammissibilità della riconvenzionale e sul collegamento oggettivo delle domande) e il motivo relativo alla prova del danno (10) è stato ritenuto infondato perché la Corte aveva correttamente rilevato l'assenza della prova dell'an del danno. I motivi 6-9 sono stati dichiarati assorbiti. Conseguenza: cassazione parziale della sentenza impugnata e rinvio alla Corte d'Appello di Salerno, diversa composizione, per nuovo esame anche sulle spese di giudizio.
Norme richiamate
art. 700 c.p.c.
Norma che regola il procedimento cautelare d'urgenza; utilizzata per ottenere l'autorizzazione all'accesso al fondo avversario in vista della manutenzione. La Corte non ha censurato l'utilizzo dell'istituto ma ha confermato che il merito va valutato con attenzione alle prove.
art. 843 c.c.
Prevede il diritto di accesso al fondo altrui per eseguire opere urgenti o necessarie; base della domanda di Soglia per installare l'impalcatura.
art. 907 c.c.
Norma sulle distanze fra costruzioni e vedute: la Corte d'Appello aveva ritenuto violata la distanza, ma la Cassazione ha disposto che tale accertamento è subordinato a corretta individuazione del titolare della veduta (proprietà del lastrico) e va riesaminato.
art. 889 c.c.
Norma sulle condutture che possono arrecare danno per trasudamento; la Corte precisa che essa non si applica alle canne fumarie, alle quali si applica l'art. 890 c.c.
art. 890 c.c.
Norma che disciplina le canne fumarie e rinvia alle disposizioni dei regolamenti locali per le distanze: la Cassazione ha richiamato l'obbligo di verificare la norma regolamentare comunale e, in mancanza, di motivare la distanza necessaria a tutela del fondo vicino.
art. 360 c.p.c.
Elenca i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha motivato l'accoglimento di alcuni motivi (vizio di diritto e omesso esame di fatto decisivo) ai sensi delle letture previste dall'art. 360.
art. 2697 c.c.
Principio della prova: onere della prova a carico di chi deduce un fatto. La Cassazione richiama che la proprietà va dimostrata con i titoli, non con dati catastali o stato di fatto.
art. 2699 c.c.
Regola la prova documentale: la Corte sottolinea l'importanza dell'esame del contenuto del titolo di provenienza per stabilire la consistenza dell'immobile.
art. 2700 c.c.
Effetti delle scritture private e della trascrizione; richiamata nel contesto dell'accertamento della proprietà e dei limiti probatori.
art. 1223 c.c.
Principio generale del risarcimento del danno: il danneggiato deve provare il danno. La Corte ha ritenuto che Soglia non abbia fornito prova dell'an del danno.
art. 1226 c.c.
Attribuisce al giudice il potere di liquidare il danno in via equitativa solo se il danno è provato e la prova del quantum è oggettivamente impossibile o particolarmente difficile; la Cassazione ha richiamato i limiti di tale strumento.
art. 2056 c.c.
Collegata alla liquidazione equitativa del danno: la Corte ha riaffermato che l'onere probatorio sull'esistenza del danno resta in capo al danneggiato.
art. 111 Cost.
Richiamato il principio del giusto processo: la possibilità del simultaneus processus è riconosciuta come applicazione del principio, e la valutazione della sua opportunità è discrezionale per il giudice di merito.
legge n. 69/2009
Riferimento normativo sulla forma di procura e sostituzione del difensore: la Corte ha applicato la disciplina previgente alla riforma per cause iniziate prima del 4.7.2009, ritenendo invalida la procura sostitutiva non notarile.
art. 32 del regolamento edilizio del Comune di Castel San Giorgio
Richiamato nella consulenza tecnica; la Cassazione ha rilevato che la Corte territoriale non ha accertato con precisione se e in quale misura tale disposizione stabilisca distanze o altezze applicabili alla canna fumaria, e dunque ha disposto nuovo esame.
Massime di principio
- In controversie di vicinato la titolarità del diritto (es. veduta da un lastrico) va accertata sul contenuto dei titoli di provenienza, non solo sui dati catastali o sullo stato di fatto.
- Le domande riconvenzionali sono ammissibili se sussiste un collegamento oggettivo con la domanda principale: il simultaneus processus è valutazione discrezionale del giudice di merito e mira a economia processuale.
- Per ottenere risarcimento del danno è necessario provare l'esistenza (an) del danno; la liquidazione equitativa (art. 1226, 2056 c.c.) è strumento subordinato e richiede la prova dell'esistenza del danno e l'impossibilità oggettiva di quantificarlo con precisione.
- Le canne fumarie non rientrano nell'ambito di applicazione dell'art. 889 c.c.; per esse si applica l'art. 890 c.c., il quale rinvia ai regolamenti comunali: il giudice deve verificare il contenuto normativo locale o motivare la distanza necessaria a tutela del fondo vicino.
- In giudizi iniziati prima della legge n. 69/2009 la procura conferita al nuovo difensore in sostituzione del difensore nominato con ricorso/controricorso richiede forma notarile; una procura sostitutiva autenticata dal difensore è invalida.
- Il giudice di merito deve motivare adeguatamente la propria valutazione logico-giuridica e non può fondare la decisione su riscontri materiali o catastali senza verificare i titoli: la mancata considerazione di un fatto decisivo o l'errata qualificazione giuridica comportano cassazione e rinvio.
- Gli accertamenti tecnico-strumentali (CTU) devono essere valutati in relazione ai titoli e agli elementi documentali; la Corte d'Appello che ritiene la CTU confermare determinati effetti tecnici deve comunque verificare il quadro documentale e gli oneri probatori delle parti.
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