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Circolare

Circolare numero 15 del 25-1-2000

1. Obiettivi del Progetto Vigilanza sulle Entrate ed Economia Sommersa. 2. Modello organizzativo e adempimenti ispettivi. 3. Risorse tecnologiche, finanziarie e di formazione. 4. Piani di attività – Verifica dei risultati – Criteri e tempi per la formulazione del budget dell’anno 2000.

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare definisce i primi interventi strutturali del Progetto Vigilanza sulle Entrate ed Economia Sommersa, con particolare riguardo al modello organizzativo dell’attività ispettiva, alla ripartizione tra controlli amministrativi e vigilanza, al rafforzamento delle risorse tecnologiche, finanziarie e formative e alla costruzione del budget 2000. L’obiettivo è spostare la vigilanza verso la ricerca di soggetti non conosciuti e di fenomeni evasivi, migliorando al tempo stesso il monitoraggio dei risultati e l’efficacia economica degli interventi. Sono inoltre indicate scadenze, modalità di trasmissione del budget e obiettivi quantitativi nazionali di emersione.

Interventi organizzativi e operativi per la vigilanza contro lavoro nero ed economia sommersa

Vigilanza sulle entrate ed economia sommersa: organizzazione, risorse e budget 2000

La circolare definisce i primi interventi strutturali del Progetto Vigilanza sulle Entrate ed Economia Sommersa, nato per contrastare lavoro nero, evasione ed elusione contributiva e fiscale. L’impostazione non si limita agli aspetti repressivi, ma mira anche a favorire l’emersione, migliorare il coordinamento territoriale e rendere più efficace la programmazione degli interventi ispettivi.

Finalità e impostazione del Progetto

Il Progetto, istituito con delibera n. 246 del 21 luglio 1999, ha come obiettivo l’analisi e l’elaborazione di politiche per l’emersione dell’economia sommersa, anche attraverso l’approfondimento delle proposte politico-sociali e degli orientamenti legislativi. La circolare richiama la necessità di comprendere le dimensioni del fenomeno, le cause che lo determinano e il numero elevato di lavoratori in nero che ne deriva.

L’azione dell’Istituto viene quindi orientata non solo alla repressione, ma anche a:

  • facilitare i percorsi di emersione;
  • predisporre controlli preventivi lungo tutta la vita contributiva del soggetto;
  • sviluppare sistemi di vigilanza basati su sensori interni ed esterni capaci di intercettare fenomeni evasivi.

Le tre direttrici del progetto

Con il documento n. 599 del 18 ottobre 1999 erano già state delineate tre linee portanti del Progetto:

  • lo studio del sommerso e delle sue cause, con il contributo delle realtà territoriali per individuare iniziative e interventi di contenimento;
  • la revisione del modello organizzativo e gestionale della vigilanza, per aumentare la presenza sul territorio, il numero delle verifiche e la misurazione della loro efficacia anche economico-finanziaria;
  • la costruzione di indici di rischio, destinati a supportare programmazione e realizzazione dell’attività di vigilanza.

In tale quadro si colloca anche la ricerca di eventuali razionalizzazioni del sistema delle aliquote di prelievo e di regole più trasparenti in materia di agevolazioni contributive e di interventi a sostegno del reddito e dell’occupazione.

Modello organizzativo e ripartizione dei compiti

La circolare sottolinea che le dimensioni del lavoro nero e la varietà delle forme di evasione richiedono una revisione delle strategie ispettive. L’evasione può presentarsi come:

  • evasione totale, con lavoratori mai denunciati o aziende non iscritte;
  • evasione parziale, ad esempio con retribuzioni non denunciate;
  • elusione contributiva, come l’inquadramento in settori a minore aliquota o la trasformazione di rapporti subordinati in rapporti autonomi.

Poiché tali fenomeni si intrecciano spesso con la struttura delle imprese, con determinati settori produttivi e con specifiche tipologie di lavoratori, l’attività ispettiva deve essere sempre più orientata alla ricerca di soggetti non conosciuti. La circolare segnala inoltre che alcuni controlli, oggi affidati agli ispettori, dovrebbero rientrare nelle verifiche dei reparti amministrativi.

Tra questi rientrano, per il momento:

  • i fallimenti, per i quali è già stato ribadito il non utilizzo degli ispettori di vigilanza;
  • la gestione delle liste delle scoperture;
  • il confronto cumuli.

Per tali adempimenti sono previsti momenti di verifica nel processo aziende, finalizzati a instaurare contatti con le imprese e notificare le inadempienze rilevate. Solo in presenza di circostanze particolari, come discrepanze significative o mancato riscontro aziendale che facciano presumere ulteriori evasione, si ricorrerà all’azione ispettiva. I risultati di queste verifiche saranno monitorati tramite report per valutarne efficacia ed economicità.

Assetto regionale e coordinamento territoriale

La circolare rafforza il ruolo delle strutture regionali. Nelle Sedi Regionali, salvo quelle indicate nella deliberazione n. 178 del 22 giugno 1999, sarà costituita una specifica Area di vigilanza, affidata a un dirigente in forza alla Regione, senza ridefinizione della pianta organica.

Tale Area avrà il compito di:

  • formulare il budget annuale;
  • tradurre il budget in termini operativi;
  • programmare le attività;
  • gestire le risorse;
  • controllare i risultati.

Il coordinamento della forza ispettiva sarà assunto dalla struttura regionale, con punti di coordinamento a livello provinciale o metropolitano. Il modello richiede un costante scambio di informazioni tra livello regionale e livelli territoriali, per evitare gli inconvenienti di un’eccessiva centralizzazione.

Per questo motivo vengono istituzionalizzate riunioni mensili tra tutti i responsabili dell’attività ispettiva, con finalità di:

  • verifica delle attività programmate;
  • previsione di nuovi interventi;
  • controllo dell’uso delle risorse;
  • misurazione dei risultati.

Personale ispettivo e funzioni di coordinamento

La circolare precisa che le posizioni C4 in corso di attribuzione non costituiscono livelli sovraordinati rispetto agli altri funzionari ispettivi. I dipendenti inquadrati in C4 continueranno quindi a svolgere attività ispettiva ordinaria, senza assumere funzioni di coordinamento o regia.

Tali compiti restano in capo:

  • al Dirigente dell’Area Regionale;
  • al Dirigente dell’Area provinciale delle sedi di Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo e Cagliari, come previsto dalla circolare n. 17 del 2 febbraio 1999;
  • oppure a un funzionario amministrativo.

Risorse tecnologiche e automazione dell’attività ispettiva

L’assetto delineato richiede un adeguato supporto tecnologico. La delocalizzazione della forza ispettiva e il superamento del rapporto diretto ispettore-sede di produzione impongono investimenti per costruire un circuito informativo tra centro nazionale, polo regionale e funzionari di vigilanza.

Sul piano operativo, è in completamento l’automazione dell’attività ispettiva tramite la valigetta informatica, con l’implementazione delle funzioni della stessa anche nei verbali relativi alle aziende agricole. Nel corso dell’anno sono previsti ulteriori investimenti per:

  • completare l’assegnazione della valigetta a tutto il corpo ispettivo, compresi i vincitori dell’ultima selezione;
  • collegare la valigetta alla procedura VG00 per il caricamento automatico degli esiti delle ispezioni;
  • collegarla alla procedura di recupero crediti per la contabilizzazione dei crediti derivanti dai modelli DM da vigilanza;
  • interfacciarla con gli archivi delle aziende, degli assicurati e dei ricorsi per seguire l’esito finale degli addebiti.

Risorse finanziarie e organizzazione delle missioni

La lotta al lavoro nero richiede una presenza territoriale continua e modalità di intervento coerenti con le caratteristiche delle aree e delle tipologie di evasione da contrastare. Per questo occorre quantificare specificamente le risorse destinate a missioni, turni e straordinari, superando la rigidità dell’orario che spesso limita l’azione ispettiva.

Ogni Sede regionale, sulla base del piano operativo delle attività, dovrà formulare un budget di spesa che quantifichi:

  • missioni;
  • turni;
  • straordinari;
  • altre esigenze connesse all’attività di vigilanza.

Formazione e aggiornamento professionale

Alla formazione tecnica deve accompagnarsi un percorso di aggiornamento professionale, sviluppato a livello regionale su temi contributivi di particolare rilevanza, specie quando producono difformità operative sul territorio. In questo ambito le Avvocature assumono un ruolo importante sia per migliorare la qualità della relazione ispettiva, sia per l’approfondimento degli orientamenti giurisprudenziali che possono incidere sull’attività degli ispettori.

La circolare evidenzia inoltre la necessità di un intervento formativo diffuso per l’area agricola, da completare nei mesi successivi sotto il coordinamento della struttura di Progetto, in occasione del rilascio della funzione "verbale in agricoltura" nella valigetta informatica, già anticipata con messaggio n. 7 del 10 gennaio 2000.

Budget 2000: criteri di formazione e obiettivi quantitativi

Per il budget 2000 si confermano modalità e obiettivi del budget 1999, ma con un’articolazione più dettagliata per aree merceologiche, territori, tempi e modalità delle indagini. Il budget viene ribadito come strumento di conseguimento degli obiettivi e non come mero adempimento contabile.

La programmazione dovrà fondarsi su:

  • esperienze pregresse nell’individuazione delle categorie e delle zone a maggiore rischio di evasione;
  • disponibilità della forza ispettiva;
  • indici di rischio derivanti dall’incrocio degli archivi.

Per l’area agricola sono in preparazione liste specifiche basate su diversi parametri, tra cui ettarocoltura, 51nisti e incrocio Infocamere, per individuare aziende e/o lavoratori autonomi ad alto rischio o rapporti di lavoro fittizi.

L’obiettivo nazionale dell’Ente, tenuto conto dell’incremento della forza ispettiva, è individuare:

  • 6.000 aziende non iscritte;
  • 130.000 lavoratori in nero.

Verifica dei risultati e procedura VG00

La circolare supera una visione della vigilanza come attività fine a sé stessa e richiama l’esigenza di considerare l’intero processo successivo all’accertamento, inclusi contenzioso amministrativo, contenzioso legale e recupero del credito. La misurazione dell’efficacia dell’azione ispettiva viene così collegata sia alla correttezza di quanto accertato come dovuto, sia a quanto effettivamente recuperato.

Per misurare questo livello di efficacia è indispensabile compilare l’ultima maschera della procedura VG00, dove devono essere riportati gli esiti successivi alla notifica del verbale. Sono inoltre in fase di impostazione procedure di colloquio con recupero crediti, dilazioni e ricorsi amministrativi per acquisire automaticamente le informazioni necessarie.

Fino alla piena operatività di tali procedure, ogni Agenzia dovrà tenere sotto controllo l’iter dei verbali dopo la notifica per raccogliere i dati utili alla compilazione.

Termini e documentazione per il budget 2000

Il budget 2000 dovrà essere trasmesso entro il 14 febbraio 2000 al Progetto Vigilanza sulle entrate ed economia sommersa, secondo gli obiettivi, criteri e modalità indicati nel messaggio n. 28150 del 22 aprile 1999, integrati con i nuovi obiettivi quantitativi.

Unitamente al budget, ciascuna Sede regionale dovrà inviare una relazione che descriva:

  • i piani operativi temporizzati per trimestre;
  • i settori a rischio da sottoporre a controllo;
  • le aree territoriali su cui indirizzare gli interventi;
  • le modalità di impiego del personale;
  • le risorse necessarie, in termini di missioni e salario accessorio.

Acquisizione del budget nella procedura VG00

Ai fini del successivo controllo dei risultati, il budget 2000 dovrà essere acquisito separatamente per Agenzia nella nuova procedura VG00, in corso di rilascio. Ciò consentirà di monitorare con maggiore precisione la programmazione, l’attuazione e gli esiti dell’attività di vigilanza.

Punti principali

Finalità del Progetto Vigilanza

Il Progetto, istituito con delibera n. 246 del 21 luglio 1999, nasce per analizzare e favorire l’emersione dell’economia sommersa e del lavoro nero, approfondendo anche le proposte politico-sociali e gli orientamenti legislativi. L’impostazione della vigilanza mira non solo alla repressione, ma anche a facilitare l’emersione e a costruire controlli preventivi lungo l’intera vita contributiva del soggetto.

Linee strategiche del progetto

Le attività si sviluppano lungo tre direttrici: studio del sommerso e delle sue cause; revisione del modello organizzativo e gestionale della vigilanza; costruzione di indici di rischio per la programmazione degli interventi. In questo quadro si colloca anche la ricerca di razionalizzazioni del sistema delle aliquote e di regole trasparenti su agevolazioni contributive e interventi a sostegno del reddito e dell’occupazione.

Riorganizzazione della vigilanza e ruolo degli uffici amministrativi

La circolare distingue le attività che devono restare alla vigilanza ispettiva da quelle che possono essere trasferite ai reparti amministrativi. In particolare, per i fallimenti, la gestione delle liste delle scoperture e il confronto cumuli, sono previsti momenti di verifica amministrativa nel processo aziende, con eventuale ricorso alla vigilanza solo in presenza di elementi ulteriori di evasione. I controlli saranno monitorati tramite report per valutarne efficacia ed economicità.

Nuovo assetto territoriale e coordinamento regionale

Viene rafforzato il ruolo delle strutture regionali, che nelle Sedi Regionali, salvo quelle già escluse dalla deliberazione n. 178 del 22 giugno 1999, costituiranno una specifica Area di vigilanza affidata a un dirigente regionale. Tale Area dovrà formulare il budget annuale, trasformarlo in piano operativo, gestire le risorse e controllare i risultati, coordinando la forza ispettiva tramite punti di raccordo provinciali o metropolitani.

Sinergia tra livelli regionali e provinciali

Il modello organizzativo prevede una forte regia regionale ma anche un costante scambio informativo con i livelli provinciali e metropolitani, per evitare gli inconvenienti di un eccessivo accentramento. Sono quindi istituzionalizzate riunioni mensili fra tutti i responsabili dell’attività ispettiva per verificare i programmi, definire nuovi interventi, controllare l’uso delle risorse e misurare i risultati.

Ruolo del personale ispettivo e posizioni C4

Le posizioni C4 in corso di attribuzione non sono considerate livelli sovraordinati rispetto agli altri ispettori. I funzionari con livello C4 continuano quindi a svolgere attività ispettiva ordinaria senza compiti di coordinamento o regia. Queste funzioni restano in capo al Dirigente dell’Area Regionale, al Dirigente dell’Area provinciale delle sedi indicate nella circolare n. 17 del 2 febbraio 1999 oppure a un funzionario amministrativo.

Potenziare le risorse tecnologiche

L’attività di vigilanza richiede strumenti tecnologici adeguati, soprattutto per supportare la delocalizzazione della forza ispettiva e creare un circuito informativo tra centro nazionale, poli regionali e funzionari di vigilanza. Prosegue l’automazione dell’attività ispettiva tramite la valigetta informatica, con ulteriori implementazioni, compreso il collegamento con la procedura VG00 per il caricamento automatico degli esiti e con la procedura di recupero crediti per la contabilizzazione dei crediti derivanti dai modelli DM da vigilanza.

Finanziamento di missioni, turni e straordinari

La lotta al lavoro nero richiede una presenza territoriale flessibile e coerente con i diversi contesti locali. Per questo le sedi regionali devono quantificare nel budget le necessità di spesa per missioni, turni e straordinari, sulla base dell’articolazione operativa del piano delle attività. Tali risorse servono a superare i limiti di un orario rigido e a sostenere interventi mirati.

Formazione e aggiornamento professionale

Alla formazione tecnica deve affiancarsi un percorso di aggiornamento professionale a livello regionale su temi contributivi di particolare rilevanza, soprattutto quando producono comportamenti difformi sul territorio. Le Avvocature assumono rilievo sia per migliorare la qualità della relazione ispettiva, sia per l’aggiornamento sugli orientamenti giurisprudenziali che possono incidere sull’attività di accertamento. È inoltre previsto un intervento formativo diffuso per l’area agricola, collegato al rilascio della funzione "verbale in agricoltura" nella valigetta informatica.

Criteri di costruzione del budget 2000

Il budget 2000 deve essere formulato confermando le modalità e gli obiettivi del budget 1999, ma con un’articolazione più dettagliata per aree merceologiche, territori, tempi e modalità di indagine. L’obiettivo primario resta la lotta al lavoro nero, con individuazione di aziende e soggetti non conosciuti, sulla base di esperienze pregresse, zone e categorie a maggiore rischio, forza ispettiva disponibile e indici di rischio derivanti dall’incrocio degli archivi.

Obiettivi nazionali e area agricola

Per il 2000 l’obiettivo nazionale dell’Ente è l’individuazione di 6.000 aziende non iscritte e 130.000 lavoratori in nero. Un’attenzione specifica è riservata all’area agricola, per la quale sono in preparazione liste basate su diversi parametri, tra cui ettarocoltura, 51nisti e incrocio Infocamere, al fine di evidenziare aziende e lavoratori autonomi ad alto rischio o rapporti di lavoro fittizi.

Misurazione dell’efficacia e flussi informativi

La valutazione dell’efficacia della vigilanza non riguarda solo l’accertamento, ma anche gli sviluppi successivi, come contenzioso amministrativo, contenzioso legale e recupero del credito. Un primo livello di efficacia è dato dalla verifica di quanto accertato come effettivamente dovuto; un secondo livello dal recupero effettivo rispetto al dovuto. È quindi indispensabile la compilazione dell’ultima maschera della procedura VG00 con gli esiti successivi alla notifica del verbale, in attesa dell’integrazione automatica con le procedure di recupero crediti, dilazioni e ricorsi amministrativi.

Scadenze per il budget 2000 e documentazione richiesta

Il budget 2000, predisposto secondo gli obiettivi, i criteri e le modalità del messaggio n. 28150 del 22 aprile 1999 e integrato con i nuovi obiettivi quantitativi, deve essere trasmesso entro il 14 febbraio 2000 al Progetto Vigilanza sulle entrate ed economia sommersa. Contestualmente ogni Sede Regionale deve inviare una relazione con piani operativi trimestrali, settori a rischio, aree territoriali da presidiare, modalità di impiego del personale e risorse necessarie in termini di missioni e salario accessorio.

Acquisizione del budget nella procedura VG00

Ai fini della verifica dei risultati, il budget 2000 dovrà essere acquisito separatamente per Agenzia nella nuova procedura VG00, in corso di rilascio. Questo consente un controllo più puntuale dell’attività programmata e dei risultati conseguiti.

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