L.R. Emilia-Romagna 26/2019
DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE AZIENDE E I BENI CONFISCATI E SEQUESTRATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA. MODIFICHE ALLE LEGGI REGIONALI 28 OTTOBRE 2016, N. 18 (TESTO UNICO PER LA PROMOZIONE DELLA LEGALITÀ E PER LA VALORIZZAZIONE DELLA CITTADINANZA E DELL'ECONOMIA RESPONSABILI) E 22 OTTOBRE 2018, N. 15 (LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE ALL’ELABORAZIONE DELLE POLITICHE PUBBLICHE. ABROGAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 9 FEBBRAIO 2010, N. 3)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge Emilia-Romagna rafforza gli strumenti regionali per la gestione e il recupero di aziende e beni sequestrati o confiscati, introduce un’unità di esperti, prevede formazione per i lavoratori e amplia i processi partecipativi sulla destinazione dei beni. Modifica anche la l.r. 18/2016 e la l.r. 15/2018. Non contiene limiti temporali specifici.
Disposizioni su aziende e beni confiscati/sequestrati alla criminalità organizzata e modifiche alle leggi regionali sulla legalità e sulla partecipazione
Disposizioni su aziende e beni confiscati/sequestrati alla criminalità organizzata
La legge regionale dell’Emilia-Romagna interviene sul quadro regionale in materia di legalità, beni confiscati e partecipazione pubblica, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno alle aziende sequestrate o confiscate e di favorirne il recupero, la continuità produttiva e il reinserimento nel territorio.
Ambito e finalità generali
Il provvedimento modifica la legge regionale 28 ottobre 2016, n. 18, dedicata alla promozione della legalità e dell’economia responsabile, e la legge regionale 22 ottobre 2018, n. 15, sulla partecipazione all’elaborazione delle politiche pubbliche. La disciplina riguarda esclusivamente il territorio regionale e si concentra su beni e aziende sequestrati o confiscati alla criminalità organizzata, con particolare attenzione alle imprese, ai lavoratori e alle reti territoriali di supporto.
Interventi regionali a sostegno di aziende e beni sequestrati o confiscati
Viene ampliato il contenuto dell’articolo 19 della l.r. 18/2016, prevedendo che la Regione, anche tramite accordi, convenzioni e protocolli d’intesa, promuova una serie di azioni coordinate. Tra queste rientrano:
- lo scambio di informazioni tra soggetti pubblici e privati per creare un sistema informativo sulle aziende sequestrate o confiscate presenti nel territorio;
- azioni di tutoraggio imprenditoriale e manageriale per favorire consolidamento, sviluppo e inserimento nelle filiere produttive;
- collaborazione e scambio di informazioni tra operatori economici, associazioni di categoria, sindacati, cooperative e amministratori delle aziende nel percorso di emersione alla legalità;
- creazione di una rete tra aziende sequestrate o confiscate e aziende nate su beni confiscati o sequestrati, per connettere fabbisogni e opportunità produttive;
- misure per favorire la costituzione di cooperative di lavoratori per la gestione dei beni confiscati, comprese le aziende, anche attraverso strumenti finanziari di sostegno e sviluppo e vantaggi economici.
Unità di esperti
È istituita un’unità di esperti con funzioni tecnico-operative, prevista per le finalità della l.r. 18/2016 e anche per quelle dell’articolo 7 della l.r. 15/2018. L’unità supporta sia il nucleo tecnico della partecipazione sia i procedimenti relativi ai beni immobili sequestrati o confiscati e alla loro gestione.
Le sue principali funzioni sono:
- supportare le diverse fasi dei procedimenti sui beni immobili sequestrati o confiscati, anche per aumentarne la redditività e agevolarne il reinserimento nel territorio;
- individuare azioni di sostegno alle aziende sequestrate o confiscate, per garantirne la continuità produttiva e la gestione dinamica, tutelando occupazione e reddito dei lavoratori;
- promuovere meccanismi di sostegno proattivo delle aziende sequestrate o confiscate.
L’unità opera anche in collaborazione con Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati, autorità giudiziaria, Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile e altri soggetti interessati, su iniziativa della Regione e degli enti locali. È composta da cinque membri, individuati dal Tecnico di garanzia della partecipazione a seguito di selezione pubblica, e dura in carica tre anni. Ai componenti spetta un gettone di presenza, oltre al rimborso spese di viaggio e al trattamento di missione secondo le regole previste per i consiglieri regionali; gli oneri sono a carico del bilancio autonomo dell’Assemblea legislativa.
Formazione per i dipendenti delle imprese sequestrate o confiscate
La Regione predispone corsi di formazione per i dipendenti delle imprese sequestrate o confiscate. La formazione deve essere coerente con i piani industriali predisposti dagli amministratori giudiziari e concordati con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Sezione tematica nella Consulta regionale per la legalità
La legge sostituisce l’articolo 21 della l.r. 18/2016 e attribuisce alla sezione tematica sui beni e sulle aziende sequestrati o confiscati, nell’ambito della Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile, il compito di formulare valutazioni, osservazioni e proposte alla Consulta.
La sezione svolge inoltre, anche in collaborazione con i soggetti interessati, attività di:
- monitoraggio dei beni sequestrati e confiscati, con particolare riferimento alle imprese e ai lavoratori coinvolti, nonché ai relativi flussi informativi;
- monitoraggio delle imprese destinatarie di provvedimenti interdittivi o atipici;
- analisi delle esperienze di gestione dei beni immobili e di sostegno alle imprese sequestrate e confiscate.
Processi partecipativi sulla destinazione e il recupero dei beni
La l.r. 15/2018 viene modificata per ampliare le finalità del nucleo tecnico della partecipazione, che può ora occuparsi anche dell’ideazione, organizzazione e realizzazione di processi partecipativi riguardanti la destinazione e il recupero di aziende e beni confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa. Per tali attività il nucleo tecnico può avvalersi dell’unità di esperti istituita dalla l.r. 18/2016.
Regime temporale e attualità della disciplina
La legge non prevede scadenze applicative o limiti temporali di durata. La disciplina è strutturale e si inserisce stabilmente nel sistema regionale di sostegno alla legalità e al riuso sociale ed economico dei beni confiscati. Per questo non risulta obsoleta.
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