L.R. FVG 27/2018
Assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge ridefinisce dal 20 dicembre 2018 l’organizzazione del SSR Friuli Venezia Giulia: istituisce ARCS, AS FO, ASU GI e ASU FC, disciplina rapporti con Università e IRCCS, distretti, conferenze dei sindaci, direzione strategica e reti cliniche. Prevede un transitorio con commissariamenti dal 1° gennaio 2019 e varie soppressioni/abrogazioni, alcune differite al 1° gennaio 2020.
Assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale del Friuli Venezia Giulia
Assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale del Friuli Venezia Giulia
La legge ridefinisce in modo organico l’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale del Friuli Venezia Giulia, nel quadro della normativa statale su SSN, aziende sanitarie, università e IRCCS. La disciplina mira a riorganizzare governo, struttura e funzionamento del sistema sanitario e sociosanitario regionale, con una fase transitoria di avvio e riassetto.
Finalità della riforma
La ridefinizione del SSR è orientata a:
- migliorare presa in carico, continuità assistenziale e integrazione tra percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali;
- integrare assistenza sanitaria e sociale;
- coordinare l’assistenza sul territorio e garantire omogeneità dei servizi;
- migliorare qualità e sicurezza dell’assistenza ospedaliera tramite standard e monitoraggio;
- valorizzare il distretto sanitario e le reti cliniche;
- favorire innovazione clinico-professionale e organizzativo-gestionale;
- riqualificare l’offerta per rendere più efficace la spesa e sostenibile il SSR;
- valorizzare Università, autonomie locali, volontariato e privato sociale non profit.
Enti del Servizio sanitario regionale
Il SSR è composto da enti dotati di personalità giuridica di diritto pubblico:
- Azienda regionale di coordinamento per la salute (ARCS);
- Azienda sanitaria Friuli Occidentale (AS FO);
- Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (ASU GI);
- Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (ASU FC).
Fanno inoltre parte del SSR:
- IRCCS “Burlo Garofolo” di Trieste;
- IRCCS “Centro di riferimento oncologico” di Aviano.
Per le aziende sanitarie si applicano le regole del d.lgs. 502/1992 e, per le aziende universitarie, anche quelle del d.lgs. 517/1999. ARCS, ASU GI e ASU FC sono costituite con decreto del Presidente della Regione previa deliberazione della Giunta.
Livelli di governo e funzioni di ARCS
La Direzione centrale regionale competente in materia di salute, politiche sociali e disabilità assicura la realizzazione di piani, programmi e obiettivi e svolge indirizzo e vigilanza su ARCS e, tramite questa, sugli altri enti del SSR.
ARCS svolge un ruolo tecnico-specialistico di supporto al governo regionale, in particolare per:
- acquisti centralizzati di beni e servizi per il SSR e per la Direzione centrale;
- gestione accentrata di funzioni amministrative e logistiche;
- gestione del rischio clinico, valutazione della qualità, misurazione degli esiti;
- valutazione di impatto di innovazioni, tecnologie sanitarie e investimenti;
- coordinamento e controllo di reti cliniche, governo clinico regionale, formazione, prevenzione collettiva, sanità pubblica, sanità veterinaria, tecnologie sanitarie, sistema informatico e sistema informativo del SSR;
- funzioni di health technology assessment;
- osservazione epidemiologica, programmazione attuativa e controllo di gestione;
- monitoraggio e vigilanza sugli enti del SSR.
Le funzioni di gestione sanitaria accentrata sono delegate ad ARCS secondo le determinazioni e le tempistiche fissate dalla Giunta regionale. La Giunta può inoltre attribuire ulteriori compiti, previa informazione alla Commissione consiliare competente, per analisi, supporto agli enti, funzioni sanitarie accentrate e altre attività di interesse per i sistemi sanitario e sociosanitario.
ARCS può svolgere tali funzioni con proprie strutture, con strutture degli altri enti del SSR o mediante personale acquisito in comando o distacco.
Rapporti con le Università di Trieste e Udine
I rapporti tra SSR e Università di Trieste e Udine sono finalizzati a integrare assistenza, didattica e ricerca per migliorare il servizio pubblico, la formazione e l’innovazione.
Il coordinamento delle funzioni istituzionali avviene tramite protocollo d’intesa ai sensi del d.lgs. 517/1999, tramite le aziende sanitarie universitarie.
Le attività assistenziali necessarie alla didattica e alla ricerca universitaria sono assicurate prioritariamente nei presidi hub di Trieste e Udine. Se tali strutture non sono adeguate, Regione e Università possono concordare l’uso di altre strutture pubbliche. Fino al nuovo protocollo continua ad applicarsi quello già vigente all’entrata in vigore della legge.
Articolazione territoriale: distretti e livelli di assistenza
Le aziende sanitarie regionali erogano le prestazioni per tre livelli di assistenza:
- prevenzione collettiva e sanità pubblica;
- assistenza distrettuale;
- assistenza ospedaliera.
Le aziende b), c) e d) articolano il territorio in distretti individuati dal vertice aziendale, previo parere obbligatorio dei Comuni interessati entro 30 giorni. È prevista una popolazione minima di 50.000 abitanti, con deroghe per zone montane, comuni turistici e aree a bassa densità. Il territorio del distretto coincide con l’ambito del Servizio sociale dei Comuni o ne è multiplo; se tale ambito supera 200.000 abitanti, il distretto può costituirne una frazione.
Conferenze dei sindaci e partecipazione degli enti locali
I Comuni di ciascuna azienda sanitaria esprimono, tramite la Conferenza dei sindaci, i bisogni di salute della popolazione alla Regione e al Consiglio delle autonomie locali, che svolge le funzioni di Conferenza permanente.
La Conferenza può operare anche tramite rappresentanze di sindaci su due livelli:
- area vasta;
- distretto.
La composizione e le modalità di funzionamento sono definite con regolamento approvato a maggioranza assoluta dei sindaci.
Le Conferenze dei sindaci esercitano le funzioni previste dalla normativa statale e regionale richiamata e rendono il parere sulla nomina del direttore dei servizi sociosanitari entro 15 giorni dalla richiesta.
Direzione strategica aziendale
La composizione della direzione strategica varia a seconda dell’ente:
- ARCS: direttore generale, direttore amministrativo e direttori di struttura individuati nell’atto aziendale; se vi sono funzioni sanitarie accentrate, anche direttore sanitario e direttore dei servizi sociosanitari;
- AS FO e aziende sanitarie universitarie: direttore generale, amministrativo, sanitario e dei servizi sociosanitari;
- IRCCS: direttore generale, amministrativo, sanitario e scientifico.
Al direttore dei servizi sociosanitari si applica il trattamento giuridico, economico e previdenziale previsto per direttore amministrativo o sanitario, in quanto compatibile. Egli mantiene rapporti costanti con la Conferenza dei sindaci, coadiuva il direttore generale sulle funzioni sociosanitarie, partecipa alla direzione aziendale, può dirigere le attività socio-assistenziali delegate dai Comuni e vigila sul coordinamento delle funzioni distrettuali. Gli incarichi di vertice sono conferiti secondo il d.lgs. 171/2016.
Strutture aziendali, hub and spoke e reti cliniche
Il modello ordinario di gestione operativa è l’organizzazione dipartimentale.
Le strutture aziendali possono essere:
- complesse;
- semplici;
- piattaforme assistenziali.
Esse sono individuate in base a disciplina, funzioni e bacino d’utenza e, tramite l’atto aziendale, ricevono responsabilità professionali e gestionali. Più strutture possono costituire dipartimenti clinici, gestionali o funzionali.
L’assistenza è organizzata secondo il modello hub and spoke e secondo il principio delle reti cliniche. I presidi hub sono integrati e coordinati con gli spoke; entrambi hanno autonomia organizzativa, gestionale e contabile, con dirigenti di presidio e centri di costo e responsabilità. Anche le sedi ospedaliere, quali articolazioni dei presidi, dispongono di autonomia analoga.
Le reti cliniche sono il modello organizzativo per assicurare presa in carico e continuità assistenziale attraverso relazioni tra professionisti, strutture e servizi di diversa tipologia e livello. L’organizzazione dell’assistenza deve garantire integrazione:
- tra i presidi dell’azienda;
- tra presidi e area territoriale;
- tra reti cliniche regionali.
Gli IRCCS Burlo Garofolo e CRO partecipano alla organizzazione e conduzione delle reti cliniche.
Governo clinico e percorsi di cura
Il governo clinico dei percorsi di cura si fonda su:
- percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali strutturati e standardizzati;
- gestione del rischio clinico e valutazione della qualità;
- misurazione degli esiti;
- valutazione dell’impatto di innovazioni e tecnologie sanitarie.
Il sistema è orientato a garantire al paziente, indipendentemente da accesso e residenza:
- le prestazioni previste nei percorsi strutturati;
- la permanenza, quando possibile, nella sede assistenziale più vicina alla residenza anche tramite mobilità dei professionisti;
- l’eventuale invio guidato all’hub, con rientro allo spoke a completamento del percorso.
Il governo clinico valorizza competenze professionali e uso efficiente delle risorse.
Successione, trasformazioni e soppressioni degli enti
ARCS, con sede legale a Udine, dal 1° gennaio 2019 succede nel patrimonio, nelle funzioni e nei rapporti giuridici dell’Ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi.
L’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 5 “Friuli Occidentale” assume la denominazione di Azienda sanitaria Friuli Occidentale.
La ASU GI, con sede a Trieste, costituita entro il 1° gennaio 2020, succede nel patrimonio dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste e in parte del patrimonio dell’AAS n. 2 “Bassa Friulana-Isontina” relativo alle sedi ospedaliere di Gorizia e Monfalcone e ai distretti alto e basso isontino.
La ASU FC, con sede a Udine, costituita entro il 1° gennaio 2020, succede nel patrimonio dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, in parte del patrimonio dell’AAS n. 2 relativo alle sedi di Latisana e Palmanova e ai distretti est e ovest, nonché nel patrimonio dell’AAS n. 3 “Alto Friuli-Collinare-Medio Friuli”.
Ai nuovi enti sono trasferiti i rapporti giuridici attivi e passivi, compresi quelli di lavoro, riferiti alle funzioni connesse ai livelli di assistenza indicati.
Dalla data di costituzione dei nuovi enti sono soppressi:
- l’Ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi;
- l’AAS n. 2 “Bassa Friulana-Isontina”;
- l’AAS n. 3 “Alto Friuli-Collinare-Medio Friuli”;
- l’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste;
- l’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine.
Regime transitorio, commissariamento e atti aziendali
Dal 1° gennaio 2019 decadono gli incarichi in essere al 31 dicembre 2018 di direttore generale, amministrativo, sanitario e dei servizi sociosanitari presso i principali enti interessati dalla riforma.
In attesa delle nomine dei direttori generali sono nominati commissari straordinari:
- per ARCS;
- un commissario unico per ASU integrata di Trieste e AAS n. 2;
- un commissario unico per ASU integrata di Udine e AAS n. 3.
I commissari durano 12 mesi, prorogabili di ulteriori 6 mesi, e si applica loro il regime dei direttori generali. Per i commissari degli enti universitari è acquisita l’intesa dell’Università entro 8 giorni; decorso il termine senza diniego motivato del Rettore, l’intesa si intende acquisita.
I commissari:
- esercitano tutti i poteri di gestione;
- predispongono gli atti necessari al nuovo assetto del SSR;
- coordinano le attività di riordino;
- assicurano la continuità assistenziale, anche mantenendo e sviluppando i servizi negli spoke.
Il commissario di ARCS adotta entro 6 mesi l’atto aziendale dell’ente. I commissari elaborano entro il 31 dicembre 2019 l’atto di organizzazione e funzionamento dei nuovi enti, così da consentire ai nuovi direttori generali di adottare entro 6 mesi dalle nomine il nuovo atto aziendale.
Fino all’adozione dei nuovi atti aziendali resta efficace quello vigente.
I commissari definiscono inoltre, con intese reciproche, i rapporti di debito/credito, le spese di manutenzione, i rapporti in corso e l’eventuale uso degli immobili.
I commissari sono coadiuvati da vicecommissari con funzioni corrispondenti a direttore amministrativo, sanitario e, ove previsto, socio-sanitario; per ARCS è previsto anche un vicecommissario con funzioni di coordinamento per l’attuazione del nuovo assetto.
Trasferimento dei beni e rapporti giuridici
I commissari adottano un atto ricognitivo dei beni e dei rapporti oggetto di trasferimento, che viene trasmesso alla Direzione centrale competente.
Il trasferimento della proprietà dei beni mobili e immobili, nonché di ogni altro rapporto giuridico attivo e passivo, avviene a titolo gratuito. Il decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta, che prende atto della ricognizione costituisce titolo per la trascrizione nei registri mobiliari e immobiliari.
Disposizioni transitorie su bilanci e nomine
Per il 2019, in deroga alla disciplina ordinaria, il termine per l’adozione del programma annuale e del bilancio preventivo degli enti del SSR è prorogato al 31 marzo 2019.
Nelle more della costituzione delle Conferenze dei sindaci, il parere sulla nomina del direttore dei servizi sociosanitari è espresso a maggioranza dei voti dei Comuni interessati e reso dal sindaco più anziano d’età.
Norme finanziarie, abrogazioni e rinvii
All’attuazione della legge si provvede con il fondo sanitario regionale.
La legge sostituisce i riferimenti all’elenco regionale dei direttori generali con quelli all’elenco nazionale dei soggetti idonei previsto dal d.lgs. 171/2016.
Sono abrogate numerose disposizioni della legge regionale 17/2014 e altre norme collegate, con alcune abrogazioni immediate e altre differite al 1° gennaio 2019 o al 1° gennaio 2020. I richiami normativi e regolamentari alle disposizioni abrogate si intendono fatti alle norme corrispondenti della presente legge.
Per quanto non disciplinato, continuano ad applicarsi il d.lgs. 502/1992, il d.lgs. 517/1999 e le altre norme statali e regionali vigenti.
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