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Sentenza

Sentenza n. 9104/2026 - Roma, Sezione 3B

per OTTEMPERANZA (ESECUZIONE) IN RELAZIONE ALLA SENTENZA ESECUTIVA n. 798/2023 pubbl. il 11/07/2023, RG n. 4184/2022, DAL TRIBUNALE DI VELLETRI (SEZIONE LAVORO), GIUDICE DOTT. FALCIONE, PASSATA IN GIUDICATO.

Giustizia amministrativa202512443

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia dell'amministrazione nell'esecuzione di una sentenza del Tribunale ordinario, Sezione lavoro, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente scolastico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario, Sezione lavoro, n. 798/2023, passata in giudicato. Ha dedotto l'inerzia dell'amministrazione, nonostante l'efficacia esecutiva e il passaggio in giudicato del titolo, e ha chiesto che fosse ordinato all'amministrazione di conformarsi alla decisione, con nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. L'amministrazione si è costituita con un atto di mero stile, senza contestare le deduzioni del ricorrente, senza indicare elementi ostativi o sopravvenienze e senza formulare contestazioni ai sensi dell'art. 64 c.p.a.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto provati il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale ordinario e l'inadempimento dell'amministrazione, valorizzando l'assenza di contestazioni da parte dell'amministrazione e richiamando i principi sull'onere della prova nei rapporti tra debitore e creditore. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per il caso di inutile decorso del termine, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale dell'amministrazione resistente preposto alla direzione competente, con facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli ulteriori 60 giorni decorrenti dalla scadenza del termine concesso all'amministrazione. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in € 800 oltre spese generali e accessori di legge, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 64 c.p.a.

    La mancata contestazione da parte dell'amministrazione delle circostanze dedotte dal ricorrente è stata valorizzata ai fini della prova dell'inadempimento nel giudizio di ottemperanza.

  • art. 112 c.p.a.

    La decisione concerne l'azione di ottemperanza diretta a ottenere l'esecuzione di un giudicato nei confronti dell'amministrazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'accertato passaggio in giudicato del titolo e l'inerzia dell'amministrazione nell'eseguirlo giustificano l'ordine giudiziale di conformazione dell'attività amministrativa al giudicato.
  • La mancata contestazione, da parte dell'amministrazione costituita, delle specifiche deduzioni relative all'inadempimento e l'assenza di elementi ostativi o sopravvenienze possono essere valorizzate dal giudice ai fini dell'accertamento dell'inesecuzione del giudicato, anche alla luce dell'art. 64 c.p.a.
  • Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'esecuzione del giudicato e nominare contestualmente un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione.
  • Quando l'amministrazione non contesta l'inadempimento, l'onere probatorio del creditore può ritenersi assolto mediante la dimostrazione del titolo giudiziale e dell'inerzia dell'amministrazione, secondo i principi richiamati in materia di rapporti tra debitore e creditore.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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