Ordinanza n. 135/2026 - Bologna, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento dello Sportello Unico per l’Immigrazione di Bologna di cui al protocollo oscurato
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento dello Sportello Unico per l’Immigrazione di Bologna chiedendone l’annullamento e, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia. Ha dedotto profili di illegittimità del procedimento connessi al decesso del datore di lavoro intervenuto nel corso della procedura e ha prospettato una situazione di particolare pregiudizio, assumendo di essere vittima di un reato per avere corrisposto illecitamente somme al fine di ottenere il titolo di soggiorno in Italia. Il Collegio ha esaminato la domanda nei limiti propri della cognizione cautelare.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per insussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora. Quanto al fumus, ha rilevato che il decesso del datore di lavoro durante il procedimento può suscitare dubbi sulla regolarità dell’azione amministrativa, ma che, ai fini dell’applicazione dell’art. 22, comma 11, TUI, lo straniero deve comunque dimostrare l’esistenza di un’idonea soluzione alloggiativa. Dagli atti non risultava fornita una prova adeguata; la documentazione riferita al datore di lavoro deceduto non poteva fondare tale accertamento. Quanto al periculum, il giudice ha ritenuto non tutelabile, nel bilanciamento degli interessi, la situazione di “vittima” allegata dal ricorrente, poiché la sua valorizzazione avrebbe finito per avallare o sostenere indirettamente pratiche illecite di compravendita del titolo di ingresso, realizzate mediante richieste strumentali di nulla osta e lo sfruttamento dell’inversione procedimentale del sistema dei flussi. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 22, comma 11, d.lgs. 286/1998 (TUI)
«ai fini dell’applicazione dell’art. 22, comma 11, TUI, occorre comunque che lo straniero dia prova di un’idonea soluzione alloggiativa»
La tutela prevista dalla disposizione presuppone, tra gli altri elementi, la prova di un’idonea soluzione alloggiativa; tale requisito non può essere dimostrato mediante documentazione riferita al datore di lavoro deceduto.
art. 55 c.p.a.
Costituisce la base normativa della domanda cautelare incidentale e della valutazione giudiziale di fumus boni iuris e periculum in mora.
Massime di principio
- Nella fase cautelare, anche quando il decesso del datore di lavoro durante la procedura possa porre dubbi sulla regolarità dell’azione amministrativa, lo straniero deve comunque fornire la prova dell’idonea soluzione alloggiativa richiesta dall’art. 22, comma 11, d.lgs. 286/1998; la relativa dimostrazione non può fondarsi su documentazione riferita al datore di lavoro deceduto.
- La tutela cautelare richiede la concorrente sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora; la carenza di uno dei due presupposti è sufficiente a respingere la domanda.
- Nel bilanciamento cautelare degli interessi non può essere valorizzata una situazione di pregiudizio derivante dalla partecipazione, anche allegata come vittima, a pratiche illecite finalizzate all’ottenimento del titolo di soggiorno, quando la tutela richiesta rischierebbe di incentivare o avallare la compravendita dei titoli di ingresso attraverso richieste strumentali di nulla osta.
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