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Legge

L.R. Sardegna 7/2014

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2014)

Normativa regionaleL.R. Sardegna 7/2014Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge finanziaria 2014 della Sardegna reca misure di bilancio, riallocazione di residui, autorizzazioni di spesa e interventi settoriali in materia sociale, lavoro, enti locali, ambiente, agricoltura, trasporti e cultura. Molte disposizioni hanno efficacia limitata agli anni 2014-2016 o a termini specifici; alcune prevedono proroghe fino al 2019 o oltre per singoli contratti e finanziamenti.

Legge finanziaria 2014 della Regione Sardegna

Legge finanziaria 2014 della Regione Sardegna

Il provvedimento disciplina la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Sardegna per il triennio 2014-2016, con numerose autorizzazioni di spesa, regole di gestione dei residui e interventi settoriali. Molte misure sono strettamente temporanee e riferite a specifici esercizi o programmi.

Disposizioni istituzionali, contabili e di bilancio

La legge introduce regole straordinarie sulla gestione dei residui attivi e passivi per Regione, enti e agenzie regionali, imponendo una revisione entro 180 giorni dall’entrata in vigore. La revisione deve distinguere i crediti certi, dubbi, inesigibili o insussistenti e i debiti correlati a obbligazioni giuridicamente perfezionate, indicando le rispettive scadenze. Entro 30 giorni dalla revisione i centri di responsabilità devono ridurre i residui inesigibili o non formali e confermare gli altri, trasmettendo l’esito al Consiglio regionale.

È prevista, in via sperimentale, la riallocazione dei residui confermati in base all’annualità di scadenza. La legge chiarisce che le autorizzazioni di spesa per trasferimenti o contributi determinati con legge valgono come tetto massimo di stanziamento. Sono inoltre quantificati i fondi speciali e numerose autorizzazioni di spesa per il triennio 2014-2016 o per singoli esercizi.

Per il solo anno 2013 è sospesa l’applicazione della norma sui fondi regionali vincolati non impegnati correlati a entrate riscosse. Sono inoltre salvaguardati o prorogati diversi finanziamenti già assegnati, evitando la revoca automatica in caso di ritardo nella comunicazione o nella realizzazione, soprattutto per opere pubbliche, protezione civile e interventi idrogeologici.

Interventi transitori su residui, fondi e finanziamenti pregressi

La disciplina contiene numerose disposizioni di conservazione in conto residui o di utilizzo differito di somme già stanziate. Tra le principali:

  • somme non impegnate nel 2013 in varie UPB vengono mantenute in residui per l’esercizio 2014;
  • i residui relativi a opere di mitigazione del rischio idrogeologico e prima messa in sicurezza restano utilizzabili fino al completamento delle opere, senza applicazione dei termini ordinari;
  • il fondo per interventi ambientali resta operativo fino all’attuazione del programma approvato nel 2010;
  • alcuni finanziamenti per cooperative e consorzi fidi, per attività tecniche e per programmi urbanistici possono essere spesi anche in esercizi successivi, con termini specifici che arrivano in taluni casi al 31 dicembre 2015 o al 30 giugno 2015.

La legge prevede anche che alcune risorse del fondo per lo sviluppo e la competitività, nonché quelle di altri fondi regionali, possano essere utilizzate per anticipare interventi della programmazione operativa 2014-2020, in attesa dell’approvazione e nel rispetto delle regole europee di ammissibilità.

Enti locali, personale e organizzazione amministrativa

Sono introdotte misure per il personale delle soppresse comunità montane: se non si raggiunge l’intesa prevista entro 15 giorni, il personale è assegnato d’ufficio agli enti locali territoriali con decreto dell’Assessore competente, con inquadramento nella corrispondente qualifica già posseduta. Le relative spese gravano temporaneamente sul fondo regionale dedicato.

La legge disciplina anche il fondo per gli enti locali derivante da precedenti norme statali e regionali, i trasferimenti a favore degli enti locali e alcuni effetti sul patto di stabilità. In particolare, i trasferimenti e le spese per interventi sociali e socio-sanitari gestiti nei bilanci dei comuni capofila PLUS sono esclusi dal saldo obiettivo; è prevista una disciplina analoga per i trasferimenti tra vecchi e nuovi capofila in relazione a somme non utilizzate.

Politiche sociali e non autosufficienza

Il Fondo regionale per la non autosufficienza è finanziato per il triennio 2014-2016 con importi annuali predeterminati e destinato a programmi personalizzati per persone con grave disabilità, al programma “Ritornare a casa”, all’integrazione socio-sanitaria e ad interventi per specifiche patologie. I comuni e le ASL devono garantire l’erogazione prioritaria delle somme, sulla base di una programmazione sociale triennale; la Regione verifica annualmente l’utilizzo delle risorse e compensa eventuali economie.

Nel 2014 è possibile integrare il fondo fino a 10 milioni di euro mediante prelievo dal fondo sanitario regionale, previo parere consiliare. Sono inoltre finanziati, per il 2014 e per gli anni successivi, interventi per l’inclusione sociale di giovani dimessi da strutture residenziali, contributi per organismi operanti nel settore della sicurezza sociale, sostegno economico a famiglie e persone in povertà e altre misure sociali specifiche.

Lavoro, occupazione e imprenditorialità femminile

La Regione finanzia un programma straordinario per il lavoro nel 2014, collegato anche alla programmazione 2014-2020, finalizzato soprattutto a politiche attive del lavoro, emergenze occupazionali e anticipazione di ammortizzatori sociali in deroga. È inoltre introdotto un nuovo articolo sulla promozione dell’imprenditorialità femminile: le misure possono consistere in contributi e agevolazioni al credito, fino a copertura integrale dell’iniziativa, per imprese femminili di nuova costituzione o per imprese esistenti che generino nuova occupazione. Sono previsti requisiti societari stringenti e limiti massimi di 50.000 euro per il contributo e 20.000 euro per l’agevolazione finanziaria.

Per finanziare tale intervento la legge autorizza l’uso di residui, economie di gestione e ulteriori risorse derivanti da precedenti bandi statali sull’imprenditoria femminile.

Sicurezza sul lavoro e contenimento della spesa

Gli obblighi di contenimento della spesa previsti per la Regione si applicano anche agli enti e alle società dipendenti o partecipate e, nei limiti di compatibilità, alle aziende del Servizio sanitario regionale. È istituito un fondo unico annuale per il coordinamento degli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro, con ripartizione delle risorse agli assessorati competenti sulla base di un cronoprogramma annuale.

Agricoltura, ambiente e calamità naturali

La legge prevede un fondo speciale per il ristoro dei danni subiti dagli imprenditori agricoli a causa dell’alluvione del novembre 2013, riservato alle colture in atto e subordinato a perizia tecnica e controlli ARGEA, che può avviare anche le sanzioni per dichiarazioni mendaci. Sono stanziate risorse per il miglioramento della produzione zootecnica, per l’assistenza tecnica del settore agricolo, per il piano straordinario contro la peste suina africana e per interventi ambientali e di mitigazione del rischio idrogeologico.

Sono inoltre previste risorse rilevanti per interventi urgenti di sicurezza, per il ripristino di infrastrutture pubbliche danneggiate e per opere in aree a maggiore rischio idrogeologico, con programmi approvati dalla Giunta regionale. Per alcune misure è fissato il completamento o l’utilizzo entro specifiche scadenze, pena la decadenza del finanziamento.

Infrastrutture, edilizia, beni culturali e culto

La legge finanzia numerosi interventi infrastrutturali e patrimoniali: strade, porti, edifici di culto, centri storici, Teatro delle Saline di Cagliari, musei e altri beni. È previsto anche un contributo straordinario per la discarica di Bono, per il polo nautico del nord-ovest della Sardegna e per il restauro e consolidamento di chiese di interesse storico-artistico.

Sono inoltre finanziati interventi di sicurezza degli edifici di culto e programmi per la tutela dei centri storici, con termini di avvio o utilizzo dei fondi prorogati rispetto a discipline precedenti.

Istruzione universitaria e ricerca

Per il sostegno alle università della Sardegna, il fondo regionale è ripartito tra Università di Cagliari e Sassari per spese di funzionamento, personale, manutenzione e ricerca scientifica. L’erogazione è subordinata a una relazione preventiva e a un rendiconto annuale sull’uso delle risorse. La legge disciplina anche il finanziamento della Fondazione IMC Centro marino internazionale onlus.

Trasporti, continuità territoriale e mobilità

Sono previste risorse per il trasporto pubblico locale, per i collegamenti con le sedi universitarie e per le agevolazioni nel trasporto marittimo locale, estese a tutti i residenti in Sardegna previa notifica alla Commissione europea. I contratti di servizio del trasporto pubblico locale già in essere sono prorogati fino alla completa attuazione della pianificazione regionale e comunque non oltre il 2 dicembre 2019.

La legge interviene anche sulla continuità territoriale aerea e sul traffico aereo internazionale, finanziando specifiche attività promozionali e prorogando termini di interventi già previsti da altre leggi regionali.

Regime finanziario e temporale

La legge entra in vigore il giorno della pubblicazione, ma produce effetti finanziari dal 1° gennaio 2014. Molte disposizioni hanno efficacia limitata al triennio 2014-2016 o a singoli anni finanziari; altre riguardano proroghe di termini, utilizzo di residui o finanziamenti per opere e programmi destinati a esaurirsi entro date determinate, come il 31 dicembre 2014, il 31 dicembre 2015, il 30 giugno 2015 o il 2 dicembre 2019.

Osservazioni sulla validità attuale

Il testo è una legge finanziaria di esercizio, fortemente legata a stanziamenti e procedure transitorie del triennio 2014-2016 e a scadenze ormai ampiamente trascorse. Pur contenendo qualche disposizione strutturale o richiamata in testi successivi, nel complesso il provvedimento è oggi prevalentemente storico e in larga parte privo di utilità applicativa attuale.

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