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Ordinanza

Ordinanza n. 4279/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del T.R.G.A., Sezione Autonoma di Bolzano, n. 16/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202502544

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanzaaltro

Atto impugnato: Sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 3394/2026, limitatamente all’omessa condanna dell’appellante al pagamento delle spese in favore della Provincia autonoma di Bolzano

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (appellante opponente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La Provincia autonoma di Bolzano ha chiesto, ai sensi dell’art. 86 c.p.a., la correzione della sentenza n. 3394/2026, deducendo un disallineamento tra la motivazione, nella quale si affermava che le spese seguivano la soccombenza, e il dispositivo, che liquidava le spese soltanto in favore del Comune di Perca. Ha sostenuto che si trattasse di una svista materiale, chiedendo l’integrazione del dispositivo con la condanna dell’appellante al pagamento di complessivi 6.000 euro, in parti uguali tra il Comune e la Provincia. Alex Lanz si è opposto, sostenendo che la richiesta mirasse a ottenere una nuova statuizione sostanziale sulle spese e non la correzione di un errore materiale immediatamente riconoscibile.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza. Ha ribadito che l’art. 86 c.p.a. consente di correggere soltanto inesattezze o sviste accidentali che determinino una divergenza chiaramente riconoscibile tra la volontà del giudicante e la sua rappresentazione formale nell’atto. Il procedimento non può essere utilizzato per rimediare a errori nella formazione del giudizio né per integrare o modificare sostanzialmente la decisione. Nel caso concreto, la richiesta non riguardava un refuso, ma l’inserimento di una nuova condanna e la determinazione dell’importo delle spese in favore della Provincia, sicché avrebbe comportato una modifica sostanziale della pronuncia. Le spese della fase di correzione sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 86 c.p.a.

    Il Consiglio di Stato ha richiamato l’art. 86, comma 2, c.p.a.

    La correzione è ammessa per inesattezze o sviste accidentali che provochino una discrepanza immediatamente riconoscibile tra la volontà del giudice e la sua rappresentazione nell’atto; non è invece utilizzabile per modificare sostanzialmente la decisione o correggere errori nella formazione del giudizio.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la correzione ex art. 86 c.p.a. è ammessa soltanto quando l’atto contiene una svista o inesattezza accidentale, riconoscibile ictu oculi dal contesto della pronuncia, che determini una divergenza tra la volontà effettivamente espressa dal giudice e la sua formulazione materiale.
  • Il procedimento di correzione dell’errore materiale non può essere utilizzato per integrare una statuizione omessa, modificare la regolamentazione delle spese o introdurre una nuova condanna quando ciò richieda una rinnovata valutazione del contenuto sostanziale della decisione.
  • La compensazione delle spese della fase di correzione è possibile anche quando l’istanza viene respinta, se il giudice ravvisa ragioni per non porre le spese a carico della parte istante.

Come è indicizzato

MaterieDecisione e riti specialiSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiVizi formali non invalidanti

Testo integrale

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