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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14592/2026 del 22/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per errore di fatto/percezione la sentenza che aveva rigettato il ricorso avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Salerno che aveva respinto la richiesta di rescissione del giudicato. Vasile sostiene che la Corte di legittimità non ha considerato che la dichiarazione di assenza dell'imputato era stata resa in udienza preliminare alla quale il difensore di fiducia non aveva partecipato (essendo sostituito da altro difensore), perciò la mancata eccezione non poteva essere addebitata al ricorrente. In sostanza contesta che la decisione si fondi su una errata percezione dei fatti processuali (assenza del difensore nelle prime udienze) e invoca la correzione ex art. 625-bis c.p.p.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile: ritiene che non sussista un errore di fatto meramente percettivo ma una diversa valutazione (errore di giudizio) della stessa ratio decidendi della sentenza impugnata. La Corte conferma che la motivazione del rigetto era fondata sulla valutazione che il Vasile aveva eletto domicilio presso il difensore e che il difensore aveva partecipato alle prime due udienze nelle quali non era stata sollevata alcuna eccezione, perciò la mancata conoscenza del procedimento è da imputare al ricorrente. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; nulla è disposto sulle spese a favore della parte civile in mancanza di domanda.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio è ammesso per correggere errore materiale o errore di fatto nelle decisioni della Corte di cassazione; l'errore di fatto deve essere un errore percettivo (svista o equivoco) che abbia determinato il contenuto della decisione, non un errore di valutazione o di giudizio.

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla sostituzione del difensore in udienza preliminare; la circostanza della partecipazione o non partecipazione del difensore è rilevante per valutare se la mancata eccezione sia imputabile all'imputato o a carenze difensive.

  • art. 395, n. 4 cod. proc. civ.

    Richiamato in via analogica per spiegare la nozione di errore di fatto decisivo; l'errore che giustifica la revoca è quello relativo a fatti la cui inesistenza o inesattezza sia inequivocabilmente dimostrabile e abbia determinato la decisione.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errori di percezione dei fatti (svista o equivoco) che siano decisivi per la decisione; non è lo strumento per contestare valutazioni o scelte argomentative della Corte di legittimità.
  • Per ottenere l'accoglimento è necessario dimostrare in modo incontrovertibile che la Corte ha letto o interpretato in modo falsato le risultanze processuali (es. documenti o atti che provano l'assenza/ presenza del difensore) e che senza quell'errore la decisione sarebbe stata diversa.
  • La mera diversa interpretazione delle stesse risultanze (valutazione della condotta del difensore o dell'imputato, attribuzione di colpa per mancati contatti) non rientra nell'errore di fatto rimediabile ex art. 625-bis.
  • La partecipazione o sostituzione del difensore in specifiche udienze è un elemento fattuale rilevante: chi sostiene che ciò incide sulla tempestività di eccezioni deve produrre atti o prove che dimostrino inequivocabilmente l'avvenuta sostituzione e l'impossibilità di reazione dell'imputato.
  • Per questioni attinenti alla rescissione del giudicato occorrono vie procedurali e standard di prova diversi; il ricorso ex art. 625-bis non sostituisce il rimedio per errori di valutazione giuridica o procedurale.

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