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Ordinanza

Ordinanza n. 30/2026 - Bolzano, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600068

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Trentino-Alto Adige - Bolzano, Sez. autonomaOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: permesso di costruire per la realizzazione di una nuova struttura produttiva interrata in zona produttiva, nonché, in parte qua, modifiche al piano attuativo della zona produttiva e il parere della commissione comunale per il territorio e il paesaggio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il proprietario della particella catastale confinante, classificata come zona agricola sottoposta a vincolo paesaggistico, ha impugnato il permesso di costruire e gli atti urbanistici presupposti, chiedendone la sospensione cautelare ai sensi degli artt. 55 e 56 c.p.a. Il ricorrente ha rappresentato pregiudizi connessi alla realizzazione della struttura produttiva interrata, alle opere di cantiere e alla modellazione del terreno. Dalla motivazione dell’ordinanza non risultano specificamente esaminati motivi di illegittimità dedotti nel merito; la valutazione si è concentrata sui presupposti cautelari e, in particolare, sull’esistenza di un danno grave e irreparabile e sull’interesse alla decisione cautelare.

La decisione

Il Tribunale ha respinto la domanda cautelare dopo una valutazione sommaria propria della fase cautelare. Ha ritenuto che i danni prospettati dal ricorrente fossero descritti in termini generici e non consentissero di ravvisare un pregiudizio grave e irreparabile. I danni provvisori derivanti dall’allestimento del cantiere e dallo svolgimento dei lavori non sono stati ricondotti direttamente al contenuto del permesso di costruire e sono stati qualificati, al più, come potenzialmente rilevanti sul piano della responsabilità civile. Il Collegio ha inoltre rilevato che i lucernari emergenti sarebbero collocati a circa 18 metri dal confine e che la contestata modellazione del terreno era prevista dal piano attuativo e riprodotta negli elaborati del titolo edilizio. Per tali ragioni ha ritenuto non del tutto infondato il rilievo delle parti resistenti circa la carenza di interesse alla tutela cautelare e ha escluso la sussistenza dei presupposti per la sospensione degli atti impugnati.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare collegiale richiede, all’esito di una valutazione sommaria, la sussistenza dei presupposti cautelari, tra cui un pregiudizio grave e irreparabile.

  • art. 56 c.p.a.

    È richiamato quale fondamento della richiesta di tutela cautelare urgente, senza che l’ordinanza disponga una misura urgente.

Massime di principio

  • La sospensione cautelare di un titolo edilizio presuppone la dimostrazione concreta e specifica di un danno grave e irreparabile; una prospettazione generica dei pregiudizi non è sufficiente.
  • I danni provvisori derivanti dall’allestimento del cantiere o dall’esecuzione materiale dei lavori, quando non siano direttamente riconducibili al contenuto del titolo edilizio impugnato, non giustificano di per sé la sospensione cautelare del titolo e possono rilevare, al più, sul piano della responsabilità civile.
  • Nella valutazione cautelare assume rilievo la concreta conformazione dell’intervento: la distanza delle opere dal confine e la riconducibilità della modellazione del terreno a un piano attuativo già approvato possono escludere la prospettata irreparabilità del pregiudizio.
  • La carenza di un interesse concreto e attuale alla sospensione dell’atto può costituire un elemento ostativo alla tutela cautelare, anche quando la relativa questione di ammissibilità non venga definita in via conclusiva nella fase cautelare.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPiani attuativi e lottizzazioniTutela cautelare
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrereProporzionalità e ragionevolezza

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