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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 31118/2021 del 02/11/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di merito che aveva rigettato l'opposizione all'ingiunzione amministrativa (R.D. 639) per il recupero di somme corrisposte alla luce di una precedente sentenza di primo grado poi riformata in appello. Il ricorrente deduceva (i) vizi di motivazione e errata distribuzione dell'onere della prova; (ii) che per il periodo intercorrente tra la reintegrazione disposta in primo grado e la riforma in appello gli spettavano retribuzioni irripetibili ex art. 2126 c.c.; (iii) vizi nella liquidazione delle spese di giudizio (violazione delle tariffe e criteri del d.m. 55/2014 e legge n. 247/2012).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure sulla motivazione e sulla distribuzione degli oneri della prova, rilevando che la Corte territoriale aveva motivato sul punto in modo coerente: l'Amministrazione aveva dimostrato la dinamica che giustificava la ripetizione e le contestazioni del ricorrente erano generiche e insufficienti a provare fatti estintivi o la effettiva prestazione di lavoro nel periodo contestato. Sul punto dell'irripetibilità ex art. 2126 c.c. la Corte ha osservato che il ricorrente non aveva fornito indicazioni concrete sulle date e sulle prestazioni effettive, rendendo la censura astratta. Quanto alle spese, la Cassazione ha confermato che il giudice può liquidare il compenso tra il minimo e il massimo tariffario del D.M. 55/2014 e che, nel caso, la liquidazione dell'appello ritenuta dalla Corte territoriale era nei limiti. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese di cassazione.

Norme richiamate

  • R.D. 639/2010

    ingiunzione ai sensi del R.D. 639/2010

    Il titolo esecutivo formato dall'ingiunzione amministrativa consente l'esecuzione ma, in sede di opposizione, non sconvolge le regole ordinarie della prova: l'amministrazione deve dimostrare il proprio diritto e l'opponente deve dedurre fatti estintivi, modificativi o impeditivi

  • art. 2697 c.c.

    Principio della ripartizione dell'onere della prova: chi vanta un diritto (qui l'Amministrazione) deve provarlo; l'opponente deve allegare i fatti che estinguono o modificano la pretesa

  • art. 2126 c.c.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla presunta irripetibilità degli importi retributivi; la Corte ha ritenuto la deduzione generica e non sorretta da elementi concreti (date e prestazioni), per cui non è idonea a impedire la restituzione

  • art. 336 c.p.c.

    Effetto della riforma della sentenza di primo grado: la pronuncia di appello che travolge la sentenza di primo grado annulla anche gli effetti dell'esecuzione eseguita in base alla sentenza originaria

  • art. 91 c.p.c.

    Norma sulle spese di soccombenza e procedimento: applicata nel quadro della liquidazione degli onorari, cui si aggiungono i criteri di legge e regolamenti

  • Legge 247/2012 (art. 1 co.3 e art. 13 co.6)

    art. 1, co. 3 e 13 co. 6, L. 247/2012

    Norme richiamate nella contestazione sulla determinazione dei compensi professionali; la Corte ha ritenuto che non esista vincolo al valore medio della tabella e che il giudice possa liquidare tra minimo e massimo motivando

  • D.M. 55/2014 (art. 4 e tabella allegata)

    art. 4 D.M. 55/2014 e tabella ad esso allegata

    Il D.M. fornisce parametri tariffari: la Corte ha confermato l'orientamento secondo cui il giudice non è vincolato al valore medio, ma deve restare nell'intervallo minimo-massimo e motivare eventuali scostamenti

  • art. 132 c.p.c. n.4

    Richiamato dal ricorrente in tema di motivazione; la Corte ha escluso la mera apparenza della motivazione ritenendo adeguata la spiegazione fornita dalla corte territoriale

  • art. 115 e 116 c.p.c.

    Richiamati nella censura sulla motivazione e sulle prove; la Corte ha ritenuto che non sia stata leso il principio di libero convincimento motivato del giudice

  • art. 23 co. 8-bis D.L. 137/2020 conv. L. 176/2020

    art. 23, co. 8-bis del D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, convertito con modificazioni nella legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Norma processuale relativa al deposito di conclusioni scritte del Pubblico Ministero; richiamata nel procedimento

  • D.P.R. 115/2002 art. 13 co.1-quater e 1-bis

    art. 13 comma 1-quater del d.p.r. 115 del 2002 e comma 1-bis

    Norme sul contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento di un ulteriore importo da parte del ricorrente

Massime di principio

  • In opposizione a ingiunzioni amministrative (R.D. 639) restano applicabili le regole ordinarie sull'onere della prova: l'amministrazione deve provare la propria pretesa e l'opponente deve specificare fatti estintivi, modificativi o impeditivi
  • Le deduzioni generiche e prive di elementi temporali o materiali (es. "periodo lavorato" senza date/elementi probatori) sono inidonee a impedire la ripetizione di somme versate e saranno respinte come astratte
  • La reintegrazione disposta da una sentenza di primo grado non implica automaticamente e in ogni caso la percezione o il diritto alle retribuzioni per il periodo: occorre provare l'effettiva prestazione lavorativa
  • Interessi e spese di esecuzione, collegati al ritardo e all'esecuzione effettuata, seguono la sorte della pretesa restitutoria e sono dovuti salvo specifica e circostanziata dimostrazione di eccedenza
  • Nella liquidazione degli onorari a norma del D.M. 55/2014 il giudice non è vincolato al valore medio indicato nella tabella; deve tuttavia motivare la scelta e restare nell'intervallo minimo-massimo o giustificare lo scostamento

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