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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18959/2025 del 21/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Castaldo ha impugnato il rigetto della richiesta di affidamento in prova al servizio sociale e detenzione domiciliare. Il Tribunale aveva motivato il diniego con il fatto che, durante la semilibertà, il condannato aveva violato prescrizioni e non aveva dimostrato disponibilità lavorativa effettiva. Il ricorrente ha contestato la motivazione come contraddittoria e insufficiente: le criticità richiamate erano datate (es. violazione del 5 luglio 2024) e non attengono al percorso di revisione recente; la prima perdita del lavoro era imputabile al datore di lavoro e non alla responsabilità del condannato, e la disponibilità lavorativa era poi effettivamente proseguita presso altra società; violazioni analoghe non erano state considerate idonee alla revoca della semilibertà nel precedente provvedimento; la relazione comportamentale del 24/10/2024 era favorevole all'ammissione alla misura alternativa. Il PG aveva chiesto il rigetto del ricorso.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato per vizio di motivazione. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di sorveglianza per un nuovo esame dell'istanza, ordinando che il giudice a quo riesamini in piena libertà cognitiva la richiesta di affidamento in prova e detenzione domiciliare colmando le lacune argomentative indicate (in particolare spiegando la diversa valutazione rispetto a precedenti provvedimenti e valutando la rilevanza della relazione del 24/10/2024, l'effettiva disponibilità lavorativa e le giustificazioni fornite dal ricorrente).

Norme richiamate

  • art. 47 Ord. pen.

    La norma disciplina i presupposti per l'applicazione delle misure alternative (affidamento in prova) e richiede un giudizio prognostico motivato sulla idoneità del percorso rieducativo; il giudice deve valutare la condotta e la capacità di reinserimento del condannato sulla base di elementi attuali e adeguatamente motivati.

  • art. 47 ter Ord. pen.

    Norma collegata alle misure alternative (complementari alle disposizioni sull'affidamento) che impone al giudice di verificare le condizioni per l'applicazione di misure come la detenzione domiciliare; richiede valutazioni prognostiche e motivazioni specifiche in ordine alla compatibilità della misura con gli obiettivi rieducativi.

Massime di principio

  • Il giudice deve basare il diniego di una misura alternativa su una motivazione specifica, coerente e riferita a fatti recenti: la valutazione prognostica richiede l'attenzione alle condotte più attuali e alle relazioni comportamentali recenti.
  • Elementi già valutati in precedenti provvedimenti (es. violazioni non ritenute sufficienti per revoca) non possono essere riutilizzati per negare una misura senza spiegare la diversa valutazione: il giudice deve giustificare il cambiamento di peso attribuito agli stessi fatti.
  • La perdita di una proposta lavorativa per cause imputabili al datore di lavoro non deve automaticamente essere interpretata come mancanza di affidabilità del condannato; va valutata la successiva effettiva prosecuzione dell'attività lavorativa e le giustificazioni fornite.
  • Le relazioni degli uffici (es. relazione comportamentale favorevole) hanno rilievo significativo: un provvedimento che le ignori o le svaluti senza adeguata spiegazione è vulnerabile per difetto di motivazione.
  • In caso di carenze motivazionali sul punto decisivo della prognosi, la Corte di merito o di legittimità è portata ad annullare e rinviare per un nuovo esame: il rimedio è il riesame collegiale che colmi le lacune argomentative.
  • Per valutare l'ammissione alle misure alternative occorre un bilanciamento tra esigenze di tutela sociale e obiettivi rieducativi, documentando concretamente perché elementi negativi superano le evidenze di percorso rieducativo positivo.

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