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Legge

L.R. Toscana 42/2025

Norme per la promozione della cultura di Pace.

Normativa regionaleL.R. Toscana 42/2025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Toscana misure per diffondere la cultura di pace tramite educazione alla cittadinanza globale, eventi istituzionali e dialogo con le comunità religiose. Prevede coordinamenti e tavoli consultivi senza compensi, attività fino al triennio 2025-2027 finanziate con risorse già stanziate e abroga la previgente disciplina del 2009 sulla promozione della cultura di pace.

Promozione della cultura di pace, educazione alla cittadinanza globale e dialogo interreligioso in Toscana

Promozione della cultura di pace in Toscana

La legge disciplina interventi della Regione Toscana per diffondere la cultura di pace, sostenere l’educazione alla cittadinanza globale e favorire il dialogo con le comunità religiose. La normativa opera esclusivamente nel territorio toscano e si innesta nella programmazione regionale e nelle politiche di cooperazione e coesione sociale.

Ambito di intervento e finalità generali

La Regione promuove la cultura di pace attraverso:

  • attività di Educazione alla cittadinanza globale (ECG) nelle scuole di ogni ordine e grado, nei CPIA e nelle università;
  • iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza;
  • dialogo con le comunità religiose;
  • eventi istituzionali dedicati alla pace, ai diritti umani e alla convivenza fra i popoli.

L’impostazione è coerente con gli indirizzi della Strategia italiana per l’educazione alla cittadinanza globale e della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.

Educazione alla cittadinanza globale: programmazione e strumenti

La Regione realizza attività ed eventi attraverso gli strumenti della programmazione regionale. Per il sostegno delle iniziative può fare ricorso:

  • a risorse strumentali regionali;
  • a finanziamenti nazionali, comunitari e privati;
  • alla co-programmazione e co-progettazione con gli enti del Terzo settore, ove possibile.

L’intervento regionale è quindi impostato come politica di sistema, con possibilità di attivare reti e partenariati per la realizzazione delle azioni di ECG.

Coordinamento toscano per l’educazione alla cittadinanza globale

Presso la Giunta regionale è istituito il Coordinamento toscano per l’educazione alla cittadinanza globale, con funzione di coordinamento delle azioni in materia. Possono parteciparvi:

  • istituzioni scolastiche e universitarie;
  • enti locali e loro organizzazioni e articolazioni funzionali;
  • enti del Terzo settore;
  • organizzazioni della società civile, del lavoro e della comunicazione che promuovono l’ECG.

La partecipazione è gratuita: non sono previsti indennità, gettoni di presenza o rimborsi spese. La Giunta disciplina con deliberazione l’accesso, il funzionamento e le modalità di consultazione; la convocazione spetta al Presidente della Giunta o a un suo delegato.

Coordinamento con altre politiche regionali

Nella realizzazione delle azioni di educazione alla cittadinanza globale, la Regione promuove anche il coordinamento con i soggetti individuati dalla legge regionale 14 ottobre 2002, n. 38, relativa alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico, politico e culturale dell’antifascismo e della resistenza e alla promozione di una cultura di libertà, democrazia, pace e collaborazione tra i popoli.

Eventi istituzionali e ricorrenze

La legge prevede due specifiche linee di iniziativa istituzionale:

  • la promozione de “Le giornate della pace e della convivenza fra i popoli”, organizzate dall’Associazione Rondine Cittadella della Pace, per mantenere un confronto permanente tra società civile e istituzioni;
  • l’organizzazione di eventi e iniziative nel giorno dell’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata il 10 dicembre 1948, con particolare coinvolgimento delle scuole.

Dialogo con le comunità religiose

Per favorire integrazione e concordia fra persone di culture e religioni diverse, è istituito presso la Giunta regionale il Tavolo per il dialogo con le comunità religiose. Il Tavolo persegue tre obiettivi principali:

  • contribuire a risolvere problemi legati alla professione dei vari credo;
  • condividere politiche pubbliche per processi di crescita culturale;
  • promuovere conoscenza reciproca, riconoscimento e rispetto tra culture e religioni in un’ottica di convivenza pacifica.

Possono partecipare le comunità religiose che ne facciano richiesta e che:

  • abbiano personalità giuridica riconosciuta, oppure abbiano stipulato un’intesa con lo Stato italiano, oppure abbiano rapporti con lo Stato secondo la normativa vigente;
  • professino all’interno del territorio toscano;
  • abbiano una sede e siano intestatarie di almeno un luogo di culto in Toscana.

Anche per il Tavolo non sono previsti indennità, gettoni di presenza o rimborsi spese. La Giunta ne disciplina accesso, funzionamento e consultazione; la convocazione spetta al Presidente della Giunta o a un suo delegato.

Regime finanziario

L’attuazione della legge non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale. Gli interventi sono finanziati con risorse già stanziate nel bilancio regionale 2025-2027, in particolare:

  • 70.000 euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, sulla Missione 19, Programma 01, Titolo 1;
  • 50.000 euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, sulla Missione 1, Programma 01, Titolo 1.

Il testo consolidato segnala che questo comma è stato successivamente sostituito dalla l.r. 18 marzo 2026, n. 3, art. 2.

Abrogazioni e coordinamento con la normativa previgente

È abrogato l’articolo 27 della l.r. 22 maggio 2009, n. 26, che disciplinava gli interventi per la promozione di una cultura di pace e la tutela dei diritti umani. Inoltre, nella medesima legge del 2009, il riferimento alla promozione di una cultura di pace è soppresso dal titolo III e dal capo IV.

Attualità della disciplina

La legge è recente ed è strutturata come disciplina vigente per la Regione Toscana, con finanziamenti programmati per il triennio 2025-2027 e organi/organismi consultivi da istituire e regolare con deliberazione della Giunta regionale. Non emerge, dal testo fornito, una natura temporanea dell’intera legge oltre al quadro finanziario triennale.

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