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Legge

L.R. Piemonte 2/2006

"Norme per la valorizzazione delle costruzioni in terra cruda".

Normativa regionaleL.R. Piemonte 2/2006Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge piemontese promuove il censimento, la tutela e il recupero delle costruzioni in terra cruda, con contributi fino al 60% della spesa ammissibile e massimo 12.000 euro per intervento. Regola censimento, formazione, ricerca, criteri di priorità, procedimento annuale di domanda entro il 30 settembre e un regime transitorio per i beni ancora da censire. La spesa è autorizzata per il biennio 2006-2007.

Valorizzazione e recupero delle costruzioni in terra cruda in Piemonte

Valorizzazione delle costruzioni in terra cruda

La legge della Regione Piemonte disciplina misure per conservare e valorizzare le costruzioni in terra cruda presenti sul territorio regionale, combinando attività di censimento, sostegno alla ricerca e alla formazione, e contributi pubblici per interventi di recupero.

Finalità e ambito di intervento

L’obiettivo è favorire la conoscenza del patrimonio esistente e sostenere finanziariamente gli interventi di recupero, così da assicurare migliori condizioni di utilizzo degli immobili costruiti in terra cruda. La disciplina opera esclusivamente in Piemonte.

Censimento e monitoraggio del patrimonio

I comuni devono censire le costruzioni in terra cruda esistenti e le relative pertinenze entro sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento attuativo. I comuni devono anche monitorare costantemente lo stato di degrado degli immobili.

La Giunta regionale stabilisce con regolamento procedure e modalità del censimento, tenendo conto delle banche dati già presenti a livello comunale o provinciale e coordinandosi con eventuali censimenti nazionali. Il censimento costituisce riferimento per la redazione e variante dei piani regolatori comunali relativamente ai beni culturali ambientali.

Ricerca, formazione e divulgazione

La Regione promuove progetti di ricerca sulle tecniche di edificazione e recupero delle costruzioni in terra cruda, nonché attività di formazione e divulgazione dei risultati.

I progetti di ricerca si svolgono in collaborazione con università e istituti di istruzione secondaria di secondo grado e possono essere sostenuti tramite borse di studio agli studenti, secondo criteri definiti dal regolamento. La formazione è incentivata tramite corsi di aggiornamento tecnico-professionale e mediante forme di sostegno e collaborazione con soggetti pubblici e privati dotati di specifica competenza.

Contributi per il recupero degli immobili

Sono finanziabili gli interventi di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo, purché il recupero avvenga con utilizzo di materiale in terra cruda e l’immobile risulti compreso nel censimento. Prima della conclusione del censimento sono comunque ammissibili gli interventi su costruzioni ritenute censibili.

Il contributo regionale è concesso in conto capitale fino al 60% della spesa ammissibile, con un massimo di 12.000 euro per singolo intervento.

Termini, avvio dei lavori e revoca

I lavori devono iniziare entro 90 giorni dalla comunicazione di ammissione al finanziamento e concludersi entro tre anni da tale data. Non sono finanziabili gli interventi già ultimati prima della presentazione della domanda.

In caso di violazione delle condizioni previste per l’ammissibilità o per i termini di esecuzione, il contributo è revocato e le somme erogate sono recuperate con gli interessi legali decorrenti dal provvedimento regionale di erogazione.

Procedura per la domanda e criteri di priorità

Le domande di contributo devono essere presentate alla Regione entro il 30 settembre di ciascun anno, secondo la modulistica predisposta.

Possono presentare domanda i proprietari o i soggetti aventi titolo, pubblici o privati, delle costruzioni in terra cruda. La selezione delle domande privilegia in via prioritaria:

  • la proprietà pubblica o ecclesiastica del bene;
  • la fruibilità pubblica dell’immobile;
  • la rilevanza del manufatto nel contesto paesaggistico.

L’erogazione avviene per il 40% all’inizio dei lavori e per il restante 60% alla loro ultimazione.

Regolamento attuativo

La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, deve adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge il regolamento attuativo.

Il regolamento disciplina in particolare:

  • i criteri di finanziamento del censimento e l’uso di un applicativo informatico per i comuni;
  • i criteri per l’assegnazione delle borse di studio;
  • modalità e documentazione per la domanda e per l’erogazione del contributo in acconto o a saldo;
  • gli adempimenti istruttori;
  • ulteriori criteri di priorità e il relativo peso ponderale;
  • le procedure di concessione ed erogazione dei contributi;
  • le procedure di revoca e recupero delle somme.

Clausola valutativa e controlli

La Giunta regionale deve riferire al Consiglio regionale sull’attuazione della legge e sui risultati conseguiti. Ogni tre anni presenta alla Commissione consiliare competente una relazione sulle iniziative di diffusione, sui progetti di ricerca e formazione, sulle criticità del censimento, sui controlli effettuati sull’uso dei contributi, sulle tipologie di costruzioni finanziate e sugli effetti prodotti in termini di valorizzazione della terra cruda.

La relazione è resa pubblica insieme agli eventuali documenti consiliari conclusivi.

Copertura finanziaria

Per l’attuazione della legge è autorizzata per il biennio 2006-2007 una spesa complessiva di 2 milioni di euro per ciascun anno, di cui 1,5 milioni per spese di investimento e 500 mila euro per spese correnti. Le risorse sono destinate sia agli interventi di recupero sia alle attività di censimento, formazione e borse di studio.

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