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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 2737/2021 del 05/02/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Autogrill (poi surrogata da Mondialpol) chiedeva la restituzione di denaro contante giacente presso le sale conta di North East Services (NES), pari a € 237.740, ritirato nei punti vendita ma non consegnato alla banca. Il giudice delegato aveva respinto la rivendica per confusione materiale, ammettendo invece il credito al passivo. Il Tribunale di Treviso aveva riconosciuto che, pur non essendosi trasferita la proprietà per titolo, la conservazione separata dei contanti aveva determinato la formazione di una massa/commistione distinta tra i valori di più clienti, applicando l'art. 939 c.c. e ammettendo la rivendica parziale a favore di Mondialpol per € 69.894,03, con il resto ammesso al passivo in sede privilegiata. NES ha proposto ricorso per cassazione contro tale decisione; Mondialpol ha proposto ricorso incidentale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale proposto da NES e ha accolto il ricorso incidentale di Mondialpol in parte qua. La Corte ha confermato principi fondamentali: la rivendica è ammissibile anche per cose fungibili quando sussiste un fatto idoneo a individuare le cose o una massa distinta (es. deposito separato in caveau), e il passaggio di proprietà delle cose fungibili dipende dal contenuto del titolo (deposito regolare vs irregolare, facoltà di servirsene, ecc.). Tuttavia la Corte ha censurato il Tribunale di Treviso per aver ripartito la massa rinvenuta applicando una percentuale calcolata sul totale dei valori rinvenuti (compreso quanto non rivendicato da altri clienti), anziché attribuire in via prioritaria a ciascun rivendicante la somma corrispondente a quanto da lui affidato e richiesto; ha quindi cassato il provvedimento in parte relativa a quel punto e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Treviso in diversa composizione per nuovo esame e determinazione della restituzione conforme ai principi indicati. Sono state compensate o rinviate le spese di legittimità secondo le risultanze del nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 103 legge fallimentare (ex art. 103 L. fall.)

    Consente la rivendicazione in sede concorsuale; la Corte riconosce che la rivendica è esperibile anche per beni fungibili quando vi sia individuazione della massa separata o di un'entità materialmente riconoscibile.

  • art. 1782 c.c.

    Disciplina il deposito di cose fungibili: la proprietà può passare al depositario solo se gli è data la facoltà di servirsene. La Corte ribadisce che il passaggio di proprietà dipende dal contenuto negoziale, non dalla sola natura fungibile.

  • art. 1766 c.c.

    La restituzione delle cose in deposito deve avvenire 'in natura', intesa come restituzione di cose dello stesso genere, qualità e quantità; applicata alla restituzione di somme fungibili.

  • art. 939 c.c.

    Norma sulla commistione di beni di più persone; applicata per qualificare la massa di contanti come nuovo bene comune, attribuibile ai clienti in proporzione qualora si sia formata una massa distintamente conservata.

  • art. 2767 c.c.

    Riferimento all'ammissione del residuo credito in sede privilegiata; il Tribunale aveva collocato parte del credito in sede privilegiata ai sensi della normativa pertinente.

  • art. 1201 c.c.

    Surroga: norma relativa alla sostituzione del creditore nelle obbligazioni. La Corte osserva che la surroga riguarda obbligazioni e non può trasformare un diritto reale in credito, ma la questione non è stata sviluppata in cassazione.

  • art. 1362, 1363 e 1367 c.c.

    Principi di interpretazione del contratto: la Corte conferma che il giudice di merito ha correttamente desunto la volontà comune delle parti dalle clausole e dalla condotta, giustificando la qualificazione contrattuale adottata.

  • art. 1111 c.c.

    Riferita come rimedio dello scioglimento della comunione: il comproprietario può domandare lo scioglimento della comunione e la Corte individua nella rivendica concorsuale uno strumento che tutela analogamente il comproprietario.

  • art. 53 d.lgs. 270/99

    Normativa sulla procedura concorsuale richiamata dal Tribunale in relazione alle modalità di ammissione al passivo e al divieto di restituzione senza le opportune procedure.

  • art. 93, 99, 112 cod. proc. civ. (richiamati)

    Norme procedurali citate in relazione ai limiti del pronunciato rispetto alla domanda (ultrapetizione) e alla necessaria corrispondenza tra chiesto e pronunciato; la Corte ritiene che la quantificazione sostanziale della rivendica per beni fungibili sia compatibile con la domanda.

Massime di principio

  • La rivendicazione (azione di rivendica) è ammessa anche per beni fungibili (es. denaro) quando esiste un fatto idoneo a identificarli o a individuare una massa distinta e separata rispetto al patrimonio del depositario/fallito (es. giacenze custodite in depositi o caveau separati).
  • Il passaggio di proprietà delle cose fungibili non è automatico per la sola consegna: dipende dal contenuto del titolo negoziale (deposito regolare con facoltà di servirsene vs deposito senza facoltà d'uso) e dalla concreta volontà delle parti.
  • La restituzione delle cose fungibili si realizza normalmente 'in natura' nel senso di restituzione di cose dello stesso genere, qualità e quantità; non è necessario identificare le singole unità materiali (es. banconote singole), salvo diversa pattuizione.
  • Se si forma una massa comune per commistione di valori di più clienti separata dal patrimonio del depositario, ogni cliente è comproprietario della massa e può chiedere la restituzione della propria quota; lo scioglimento della comunione in sede concorsuale avviene tramite la rivendica ex art. 103 L. fall.
  • Il giudice deve assegnare a ciascun rivendicante, in via prioritaria, la somma corrispondente a quanto da lui affidato e richiesto; la ripartizione proporzionale tra i rivendicanti è legittima solo se le somme complessive rinvenute non consentono l'integrale soddisfacimento di tutte le domande.
  • La qualificazione contrattuale (appalto, deposito regolare o altro titolo) è essenziale per determinare diritti e obblighi: l'interpretazione spettante al giudice di merito è insindacabile in cassazione salvo violazione dei canoni di interpretazione o vizio di motivazione.
  • Non è possibile introdurre in cassazione nuove questioni non dedotte in primo grado; questioni come trasformazione della materia in res nova o applicazione di norme diverse devono essere trattate nei gradi precedenti per essere considerate in sede di legittimità.

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