Sentenza n. 918/2026 - Salerno, Sezione 1
per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dal Presidente della Provincia di Avellino sull’istanza-diffida, notificata via p.e.c. in data 12 marzo 2026, con cui è stata chiesta la immediata indizione delle elezioni per il rinnovo del Presidente della Provincia di Avellino;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento del Presidente della Provincia di Avellino sull'istanza-diffida volta a ottenere l'indizione delle elezioni per il rinnovo della carica
Esito
Favorevole al resistente (provincia)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno proposto un'azione avverso il silenzio, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia serbata dal Presidente della Provincia di Avellino sull'istanza-diffida notificata via PEC il 12 marzo 2026. L'istanza chiedeva l'immediata indizione dei comizi elettorali per il rinnovo della carica di Presidente della Provincia. Il ricorso è stato depositato il 15 aprile 2026. Nelle more del giudizio, il Presidente della Provincia ha adottato il decreto n. 131 del 27 aprile 2026, pubblicato lo stesso giorno, con cui ha indetto i comizi elettorali per sabato 6 giugno 2026. A seguito di tale sopravvenienza, le parti hanno concordato sull'improcedibilità del ricorso, mentre i ricorrenti hanno insistito per la condanna della controparte alle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che l'adozione del decreto di indizione delle elezioni ha fatto cessare l'inerzia amministrativa oggetto della domanda e ha soddisfatto l'interesse perseguito con l'azione avverso il silenzio. Il giudizio è stato definito con sentenza in forma semplificata, poiché l'improcedibilità era manifesta e le parti ne erano state ritualmente avvisate. La richiesta dei ricorrenti di porre le spese a carico della Provincia non è stata accolta: il Collegio ha compensato integralmente le spese tra le parti, in ragione della complessità sostanziale e processuale della controversia.
Massime di principio
- L'azione avverso il silenzio-inadempimento diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nelle more del giudizio, l'amministrazione adotta il provvedimento richiesto, facendo cessare l'inerzia oggetto della domanda.
- Quando la sopravvenienza amministrativa soddisfa l'interesse perseguito con l'azione contro il silenzio, il giudice può definire il giudizio con sentenza in forma semplificata se l'improcedibilità è manifesta e le parti sono state ritualmente avvisate.
- La sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto non comporta automaticamente la condanna dell'amministrazione alle spese: il giudice può compensarle in presenza di ragioni riferite alla complessità sostanziale e processuale della controversia.
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