Circolare numero 145 del 09-11-2011
Premessa 1. Il Piano per l’anno 2012 1.1 Gli obiettivi 1.2 L’articolazione dei budget 2. Il processo di programmazione 2.1 Trimestralizzazione del budget, verifiche periodiche e attività di riprogrammazione 3. La formulazione del Budget economico 4. Il sistema degli indicatori 4.1. Indicatori di efficienza e innovazione 4.2. Indicatori di efficacia e qualità 4.3. Indicatori di output 4.4. Indicatori di economicità 4.5. Il sistema degli indicatori per la misurazione del budget
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare avvia il processo di programmazione e budget per il 2012, in coerenza con la Nota preliminare al Bilancio di previsione 2012 e con le linee di indirizzo 2012-2014. Definisce programmi obiettivo, strutture responsabili, articolazione dei piani per strutture centrali e regionali, standard di produttività per le Direzioni regionali, sistema degli indicatori, fasi del processo, scadenze e modalità di verifica trimestrale e riprogrammazione. Vengono inoltre indicate le regole per la formulazione del budget economico e i riferimenti operativi e procedurali da utilizzare nelle diverse fasi.
Programmazione e budget 2012 per i Centri di responsabilità INPS
Programmazione e budget 2012 per i Centri di responsabilità INPS
La circolare avvia il ciclo di programmazione e budget per l’anno 2012, in coerenza con la Relazione programmatica 2012-2014 approvata dal CIV, con la determinazione presidenziale sulle linee guida gestionali e con la Nota preliminare allegata al Bilancio di previsione 2012. Il documento ha la funzione di tradurre gli indirizzi strategici in piani operativi, definendo programmi obiettivo, strutture responsabili, strumenti di lavoro, tempi del processo e criteri di misurazione dei risultati.
Quadro di riferimento e finalità
La circolare richiama il percorso che ha portato alla definizione delle linee guida gestionali per il 2012 e chiarisce che la Nota preliminare costituisce il punto di raccordo tra programmazione economico-finanziaria, bilancio e ciclo della performance, in coerenza con l’art. 5 del d.lgs. 27 ottobre 2009, n. 150. In tale cornice, il processo di programmazione e budget viene avviato per i Centri di responsabilità individuati dalla Determinazione commissariale n. 36 del 23 ottobre 2008.
Struttura del Piano 2012
Per le strutture centrali, il Piano 2012 assegna il perseguimento dei programmi obiettivo e le attività di autofunzionamento; per le strutture territoriali, il piano di produzione è costruito sulla base delle risorse disponibili e del volume di produzione previsto. La circolare evidenzia che il sistema dovrà eventualmente essere integrato durante l’anno con interventi sussidiari o di riprogrammazione, soprattutto in presenza di criticità o per effetto del consolidamento della telematizzazione dei servizi. I risultati del personale dirigenziale saranno oggetto di valutazione specifica della performance organizzativa, con riferimento a efficienza, efficacia ed economicità.
Strutture centrali: programmi obiettivo, autofunzionamento e responsabilità
Il processo di programmazione riguarda Direzioni centrali, Coordinamenti generali professionali, Progetti nazionali e Uffici di supporto agli Organi. La Nota preliminare individua le linee guida gestionali, i programmi obiettivo, i centri di responsabilità coinvolti e le strutture responsabili della realizzazione. Ciascuna Direzione centrale titolare di una linea guida gestionale deve attivare il processo di programmazione coinvolgendo le strutture centrali interessate, definire indicatori e valori obiettivo e formalizzare il tutto nelle schede "Linee guida gestionali" predisposte in ambiente SAP BW.
Per le strutture centrali responsabili di programmi obiettivo, i piani di attività devono indicare:
- obiettivi operativi;
- tempi di svolgimento, con inizio e fine;
- area dirigenziale responsabile;
- indicatori e valori obiettivo;
- risorse umane ed economiche necessarie.
Il processo si conclude con una fase di negoziazione e condivisione tra tutte le strutture coinvolte, coordinata dal Centro di responsabilità responsabile della linea guida. Per i piani di autofunzionamento, ogni struttura centrale individua autonomamente aree dirigenziali responsabili, indicatori, valori obiettivo e risorse da impiegare. La Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione sovraintende all’intero percorso e garantisce la coerenza dei piani anche ai fini della predisposizione del Piano della Performance 2012.
Strutture regionali: standard di produttività e riequilibrio organizzativo
Per le Direzioni regionali, la Nota preliminare indica gli obiettivi assegnati e la circolare precisa che il Piano di produzione 2012 consolida le innovazioni introdotte dalla circolare n. 102/2009 in materia di riorganizzazione delle strutture di produzione e completa il piano di smaltimento arretrati. Viene introdotto uno standard unico di produttività per le aree di produzione, indipendente dal cluster di appartenenza della struttura.
Lo standard è fissato in 124 punti omogeneizzati pro capite mensili, determinato sulla base di:
- 22 giorni lavorativi medi al mese;
- 7 ore lavorabili pro capite al giorno;
- 154 ore mensili complessive;
- una presenza media pari all’81%, che conduce al valore di 124 punti.
Il parametro deve essere calcolato sulla produzione totale equivalente e sulla presenza del personale delle aree A, B e C impiegato nelle aree di produzione, al netto degli ispettori di vigilanza.
La programmazione regionale deve prevedere interventi di riequilibrio dei carichi di lavoro attraverso due leve principali:
- Riequilibrio delle linee di servizio, finalizzato a consolidare il rapporto tra risorse impiegate e carichi di lavoro sulla base del coefficiente standard di 124 punti omogeneizzati procapite. In presenza di carichi eccedenti nel front office, è previsto il recupero di personale dalle aree di supporto se l’indicatore di impiego delle risorse nelle aree di produzione è inferiore al budget, con eventuale ulteriore spostamento di unità dal back office. Per le altre strutture, si prevede lo spostamento delle unità eccedenti nelle aree di back office.
- Delocalizzazione regionale del carico di back office, da verificare dopo il riequilibrio del front office. Se il back office resta sovraccarico, la struttura può recuperare unità dalle aree di supporto, spostare il carico ordinario verso altre Direzioni provinciali della regione tramite progetti di sussidiarietà, e trasferire il carico straordinario, cioè gli arretrati, verso altre Direzioni regionali con progetti di sussidiarietà interregionale. Le altre strutture devono invece mettere a disposizione personale per progetti di sussidiarietà regionale o interregionale.
Volumi di produzione e coefficienti di omogeneizzazione
L’obiettivo di produzione lorda è quello già indicato nella Nota preliminare 2012 e tiene conto sia della domanda di servizio prevista per l’anno sia della riduzione degli arretrati entro limiti fisiologici. I prodotti del piano di produzione sono quelli del Piano Budget 2012, predisposto dalla Direzione centrale Pianificazione e Controllo di Gestione secondo le priorità del Direttore Generale.
La circolare evidenzia inoltre che, a seguito della revisione del catalogo prodotti, è stato introdotto un nuovo coefficiente di omogeneizzazione che supera il tradizionale riferimento al prodotto standard e misura il volume di attività eseguibile in un’unità di tempo. L’unità di tempo è fissata in 60 minuti di attività, equivalenti a 1 punto di produzione omogeneizzata.
Articolazione dei budget e contenuti dei piani
Il documento distingue l’articolazione del budget per strutture centrali e per strutture regionali.
Per le strutture centrali, il processo di programmazione si traduce in uno o più dei seguenti piani:
- piano delle attività per ciascun programma obiettivo;
- piano delle attività di funzionamento;
- piano di impiego delle risorse umane ed economiche, con riferimento a straordinario, missioni e time sheet;
- piano settoriale per gli investimenti (informatica, formazione, comunicazione, ecc.).
Per le strutture regionali, la programmazione comprende:
- piano delle attività di funzionamento;
- piano di produzione;
- piano di impiego delle risorse umane;
- piano degli obiettivi di qualità;
- piano di recupero delle criticità regionali;
- budget economico, costruito aggregando i fabbisogni rilevati dalle strutture operative con il coordinamento della Direzione regionale.
I piani devono contenere obiettivi, assegnazioni a livello di area dirigenziale, valori attesi, indicatori di misurazione e allocazione delle risorse umane ed economiche. Le proposte di impiego delle risorse sono sottoposte a verifiche di congruità rispetto agli obiettivi economici indicati nella Nota preliminare da parte delle Direzioni centrali responsabili dei budget di spesa, nonché della Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione.
Fasi del processo di programmazione e budget
La circolare scandisce il processo in quattro fasi:
- Fase 1 – Proposte di budget: dal 2 novembre all’11 novembre 2011.
- Fase 2 – Valutazione della congruità delle proposte: dal 14 novembre al 18 novembre 2011.
- Fase 3 – Negoziazione: dal 21 novembre al 30 novembre 2011.
- Fase 4 – Consolidamento delle proposte di budget: 30 novembre 2011.
Le strutture centrali con programmi obiettivo, quelle prive di programmi obiettivo e le Direzioni regionali presentano i rispettivi piani tramite le procedure indicate. Le Direzioni centrali competenti valutano la congruità rispetto agli obiettivi e all’impiego delle risorse, effettuano le necessarie osservazioni, e le strutture rimodulano i piani. Dopo la negoziazione, la proposta consolidata è trasmessa al Direttore Generale entro il 30 novembre. Quest’ultimo approva la proposta, definisce i programmi prioritari, la inserisce nel Piano della Performance e, successivamente, assegna il budget ai centri di responsabilità centrali e regionali; questi, a loro volta, lo assegnano ai dirigenti responsabili delle strutture e delle aree di competenza.
Trimestralizzazione, controlli periodici e riprogrammazione
Per favorire la corretta valutazione dei flussi produttivi, dell’andamento delle attività e dell’impiego delle risorse, la circolare introduce una articolazione trimestrale del budget, tenendo conto della stagionalità. Le verifiche trimestrali di budget rappresentano momenti di analisi e controllo dei risultati della produzione e dell’andamento dei costi e sono effettuate dalla Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione con il supporto delle Direzioni di prodotto.
Le scadenze indicate sono:
- 30 aprile, per il periodo gennaio-marzo;
- 31 luglio, per il periodo aprile-giugno;
- 31 ottobre, per il periodo luglio-settembre.
Contestualmente alle verifiche è possibile attivare attività di riprogrammazione di obiettivi e risorse, qualora intervengano fattori esogeni o variazioni rilevanti durante l’esercizio. Per le linee guida gestionali, il Direttore Generale formula la variazione su proposta del responsabile della struttura interessata; per i programmi obiettivo, la riprogrammazione avviene previa determinazione del Direttore Generale su proposta della struttura competente, con i relativi piani correttivi di attività e di impiego delle risorse.
Budget economico e rilevazione dei fabbisogni
Il budget economico è costruito aggregando le rilevazioni dei fabbisogni di lavoro, beni e servizi effettuate dalle Direzioni provinciali con il coordinamento della Direzione regionale, in riferimento ai macro obiettivi economici indicati nella Nota preliminare. Il percorso parte dalle Agenzie, passa per le Direzioni provinciali e regionali e arriva alla Direzione centrale Risorse Strumentali, responsabile del budget dell’Istituto per le spese di funzionamento.
Le rilevazioni avvengono con strumenti diversi:
- per le Agenzie, tramite schede nella procedura p@perless;
- per Direzioni provinciali e regionali, tramite schede di pianificazione in SAP CO.
Le Direzioni regionali svolgono un ruolo di coordinamento, standardizzazione e omogeneizzazione dei fabbisogni. Nelle schede SAP CO esse devono indicare, per le categorie acquistate con gare nazionali, la ripartizione dei volumi assegnati a ciascuna Direzione provinciale; per le altre categorie merceologiche, devono indicare i prezzi unitari necessari a valorizzare in modo omogeneo i fabbisogni dell’intera regione. Gli importi riportati nelle schede hanno valore presuntivo e non costituiscono formale attribuzione di risorse finanziarie.
Sistema degli indicatori
La circolare dedica una parte ampia al sistema degli indicatori, che deve accompagnare tutti i piani del budget delle strutture centrali e regionali. Gli indicatori hanno la funzione di misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi, la qualità delle prestazioni, l’efficienza nell’uso delle risorse e l’economicità della gestione.
Indicatori di efficienza e innovazione
Per l’efficienza, il riferimento è il rapporto tra input e output, con particolare attenzione all’impiego delle risorse umane e alla produttività. Sono richiamati anche gli indicatori relativi all’impiego di risorse straordinarie rispetto a quelle ordinarie e al rapporto tra presenza al netto della formazione e forza equivalente (FTE). Per le strutture centrali sono rilevanti, tra l’altro, l’impiego delle risorse umane nei programmi obiettivo, l’impiego di risorse economiche su tali programmi e la variazione dell’autofunzionamento rispetto all’anno precedente. Per le strutture regionali assumono rilievo la produttività globale di sede, la produttività di processo, l’impiego delle risorse nei processi primari e di supporto, il costo per unità di prodotto, il costo procapite, i metri quadrati procapite e lo scostamento dei costi discrezionali rispetto al budget e all’anno precedente.
Indicatori di efficacia e qualità
Gli indicatori di efficacia misurano la capacità della struttura di raggiungere gli obiettivi prefissati attraverso la qualità dell’output. Per le strutture centrali gli indicatori di riferimento sono quelli previsti nei programmi obiettivo; per le strutture regionali gli indicatori riguardano la qualità del servizio e, per i piani di recupero delle criticità regionali, possono essere scelti gli indicatori più rappresentativi degli obiettivi da conseguire.
Indicatori di output
Gli indicatori di output misurano il prodotto generato dalla struttura, in termini quantitativi. Sono utilizzati soprattutto per la produzione delle strutture regionali, ma anche per prodotti immateriali o per obiettivi quantitativamente definibili delle strutture centrali, come verifiche straordinarie, circolari o convenzioni. Per le strutture regionali, oltre ai volumi di produzione in pezzi omogeneizzati, sono previsti indicatori di natura finanziaria, indici di giacenza e rapporti tra produzione e carico di lavoro.
Indicatori di economicità
L’indicatore di economicità è collegato alla capacità di perseguire le finalità istituzionali con minori risorse o di assorbire nuovi adempimenti a risorse invariate. Esso mette in relazione il grado di raggiungimento degli obiettivi con l’andamento dei costi di gestione, misurato rispetto al budget economico. La contabilità analitica per centro di costo consente di rilevare il conto economico per Centro di responsabilità, che costituisce il riferimento principale per valutare l’ottimizzazione delle risorse. Il documento precisa che, se l’indicatore è maggiore di 1, il beneficio atteso è superiore alle risorse impiegate; se è uguale a 1, il beneficio è in linea con il consumo di risorse; se è minore di 1, il criterio di economicità non risulta soddisfatto.
Supporto operativo
La Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione fornisce supporto a tutte le fasi del processo di programmazione e budget, anche attraverso i seguenti indirizzi di posta elettronica:
- gestione.budget@inps.it per le schede BWSEM e Piano Budget;
- contabilitaAnalitica@inps.it per le schede SAP CO.
La circolare si chiude con la sottoscrizione del Direttore Generale.
Punti principali
Avvio del ciclo di programmazione e coordinamento con la Nota preliminare
La circolare dà avvio al processo di programmazione e budget per i Centri di responsabilità, in attuazione della deliberazione CIV n. 15 del 28 luglio 2011 e della determinazione presidenziale n. 5799 del 31 agosto 2011, con riferimento al Bilancio di previsione 2012 e alla Nota preliminare allegata. Il documento si pone come strumento di raccordo tra programmazione economico-finanziaria, bilancio e ciclo della performance ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 150/2009.
Piano 2012 e articolazione tra strutture centrali e territoriali
Per le strutture centrali sono assegnati i programmi obiettivo e le attività di autofunzionamento; per le strutture territoriali il piano di produzione è definito in funzione delle risorse disponibili e del volume di produzione atteso. I risultati del personale dirigenziale saranno oggetto di specifica valutazione della performance organizzativa in termini di efficienza, efficacia ed economicità.
Strutture centrali: programmazione, responsabilità e piani
Il processo riguarda Direzioni centrali, Coordinamenti generali professionali, Progetti nazionali e Uffici di supporto agli Organi. Le Direzioni centrali responsabili delle linee guida gestionali coinvolgono le strutture interessate, definiscono indicatori e valori obiettivo, e formalizzano il tutto nelle schede "Linee guida gestionali" in ambiente SAP BW, con controllo di congruità da parte della Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione. Per le strutture centrali non titolari di specifici programmi obiettivo, il piano riguarda soltanto l’autofunzionamento.
Strutture regionali: standard unico di produttività e riequilibrio dei carichi
Per il 2012 viene introdotto uno standard unico di produttività delle aree di produzione pari a 124 punti omogeneizzati pro capite mensili, calcolato su 22 giorni lavorativi mensili, 7 ore giornaliere e una presenza media dell’81%. Lo standard si applica alle aree di produzione prescindendo dal cluster di appartenenza e serve per il riequilibrio dei carichi tra front office e back office, anche tramite spostamento di personale e delocalizzazione del lavoro verso altre strutture regionali o interregionali.
Volumi di produzione e coefficienti omogeneizzati
L’obiettivo di produzione lorda è quello indicato nella Nota preliminare 2012 e tiene conto sia delle domande di servizio attese sia della progressiva riduzione degli arretrati entro limiti fisiologici. I prodotti del piano di produzione sono quelli previsti nel Piano Budget 2012, articolato per processi e aree di attività. A ciascun prodotto è associato un nuovo coefficiente di omogeneizzazione basato sul valore del punto omogeneizzato; 60 minuti di attività equivalgono a 1 punto di produzione omogeneizzata.
Articolazione dei budget e contenuti dei piani
Per le strutture centrali il budget comprende piani delle attività, piani di autofunzionamento, piani di impiego delle risorse umane ed economiche, e un eventuale piano settoriale degli investimenti. Per le strutture regionali i piani riguardano attività di funzionamento, produzione, impiego risorse umane, obiettivi di qualità, recupero delle criticità regionali e budget economico. I piani sono consolidati a livello di Direzione metropolitana/provinciale/filiale di coordinamento e poi a livello regionale.
Processo di programmazione: fasi, date e strumenti
Il processo si articola in quattro fasi: proposte di budget dal 2 all’11 novembre 2011; valutazione di congruità dal 14 al 18 novembre 2011; negoziazione dal 21 al 30 novembre 2011; consolidamento delle proposte il 30 novembre 2011. Le procedure previste includono SAP BWSEM, SAP CO, server Vnx0028a0 e schede specifiche per i piani di recupero criticità regionali. Le proposte sono sottoposte a verifica di congruità da parte delle Direzioni centrali competenti e quindi negoziate e consolidate prima dell’invio al Direttore Generale.
Trimestralizzazione del budget, verifiche e riprogrammazione
Il budget è articolato su base trimestrale per tenere conto della stagionalità e consentire controlli periodici su produzione e costi. Le verifiche sono fissate al 30 aprile per gennaio-marzo, al 31 luglio per aprile-giugno e al 31 ottobre per luglio-settembre. In parallelo possono essere attivate riprogrammazioni di obiettivi e risorse per recepire variazioni intervenute nel corso dell’esercizio; per linee guida e programmi obiettivo le variazioni sono adottate con provvedimento del Direttore Generale su proposta della struttura interessata.
Budget economico: formazione, rilevazione fabbisogni e ruolo delle Direzioni regionali
Il budget economico deriva dall’aggregazione dei fabbisogni di lavoro, beni e servizi rilevati dalle Direzioni provinciali e coordinate dalla Direzione regionale, fino alla Direzione centrale Risorse strumentali. Le rilevazioni avvengono tramite schede nella procedura p@perless per le Agenzie e tramite SAP CO per Direzioni provinciali e regionali. Le Direzioni regionali coordinano, standardizzano e omogeneizzano i fabbisogni e gestiscono la ripartizione dei volumi relativi alle gare nazionali e la valorizzazione delle categorie acquistate localmente.
Sistema degli indicatori e criteri di misurazione
La circolare disciplina indicatori di efficienza e innovazione, efficacia e qualità, output ed economicità, da collegare ai piani delle strutture centrali e regionali. Gli indicatori misurano impiego delle risorse umane, produttività, costi, qualità del servizio, volumi di produzione e capacità di raggiungere gli obiettivi con il miglior rapporto tra risultati e risorse. Per le strutture regionali sono richiamati, tra gli altri, produttività globale di sede, produttività di processo, costo per unità di prodotto, costo procapite e indicatori di giacenza e produzione su carico di lavoro.
Supporto operativo
La Direzione centrale Pianificazione e controllo di gestione assicura supporto all’intero processo di programmazione e budget, anche tramite gli indirizzi e-mail gestione.budget@inps.it per le schede BWSEM e Piano Budget e contabilitaAnalitica@inps.it per le schede SAP CO.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da INPS, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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