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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 32118/2025 del 10/12/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente contestava l'applicazione al suo rapporto del c.c.n.l. trasporto merci e logistica (TML) anziché del c.c.n.l. cooperative alimentari chiedendo l'adeguamento della retribuzione ex art. 36 Cost. e art. 3 L. 142/2001. Denunciava inoltre errori di calcolo sui ratei differiti, la prescrizione dei crediti e la riduzione unilaterale dell'orario. La Corte d'appello aveva ritenuto legittima l'applicazione del c.c.n.l. TML (per adesione implicita), aveva annullato in parte un verbale aziendale 28.1.2014, aveva dichiarato valido l'accordo 9.9.2015 e aveva respinto le domande del lavoratore. In cassazione si è discusso se l'attività svolta (appendimento di polli e tacchini) rientrasse nella categoria della logistica o, invece, fosse direttamente correlata alla macellazione e quindi più vicina alla contrattazione delle cooperative alimentari, nonché se la retribuzione fosse adeguata ai parametri costituzionali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo ma ha accolto i motivi principali (in particolare quelli diversi n. 2, 3 e 4) connessi alla qualificazione dell'attività e all'obbligo del giudice di verificare d'ufficio l'adeguatezza della retribuzione ai sensi dell'art. 36 Cost. e dell'art. 3 L. 142/2001. Ha rilevato che i giudici di merito hanno errato nel ricondurre le attività di "appendimento" alla sola logistica e nell'omessa comparazione tra i minimi retributivi dei due CCNL rilevanti; ha inoltre accolto i motivi sulla prescrizione (7 e 8), affermando che, alla luce della L. 92/2012 e della giurisprudenza successiva, per i soci lavoratori di cooperativa il termine di prescrizione decorre dalla cessazione del rapporto per i crediti non prescritti alla data di entrata in vigore della L. 92/2012. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello affinché proceda alla comparazione dei trattamenti minimi dei CCNL pertinenti e alla determinazione dell'eventuale differenza retributiva e della decorrenza della prescrizione; altri motivi sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • Costituzione italiana, art. 36

    Il giudice deve verificare d'ufficio che la retribuzione sia proporzionata alla quantità e qualità del lavoro; l'art. 36 può giustificare l'adeguamento della retribuzione anche quando il contratto collettivo invocato sia inapplicabile, utilizzando contratti affini come parametro di riferimento.

  • Legge n. 142/2001, art. 3, comma 1

    Fermo restando quanto previsto dall'articolo 36 della legge 20 maggio 1970, n. 300, le società cooperative sono tenute a corrispondere al socio lavoratore un trattamento economico complessivo proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e comunque non inferiore ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla contrattazione collettiva nazionale del settore o della categoria affine, ovvero, per i rapporti di lavoro diversi da quello subordinato, in assenza di contratti o accordi collettivi specifici, ai compensi medi in uso per prestazioni analoghe rese in forma di lavoro autonomo.

    Per i soci lavoratori delle cooperative l'art. 3 individua i CCNL del settore o di categoria affine come parametro vincolante per verificare che la retribuzione sia proporzionata e non inferiore ai minimi; non conferisce efficacia erga omnes al CCNL ma lo rende parametro esterno per la determinazione della retribuzione adeguata.

  • Regolamento (CE) n. 1099/2009, artt. 2 e 7

    La disciplina comunitaria sul benessere animale e sulle operazioni correlate alla macellazione è stata utilizzata per qualificare l'attività di "appendimento" come operazione correlata alla macellazione, con implicazioni sulla natura della mansione (attività direttamente connessa alla produzione alimentare).

  • Codice civile, art. 2070 (primo comma)

    Il principio secondo cui l'appartenenza alla categoria si determina dall'attività effettivamente esercitata non opera nei confronti della contrattazione di diritto comune; i CCNL di diritto comune vincolano solo gli aderenti espliciti o impliciti.

  • Codice civile, artt. 2935 e 2948, n. 4 (prescrizione)

    Per i soci lavoratori di cooperativa, alla luce delle modifiche legislative e della giurisprudenza successiva alla L. 92/2012, il termine di prescrizione per i crediti non prescritti alla data di entrata in vigore della legge decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.

  • Decreto-legge n. 138/2011 (art. 8) convertito in legge n. 148/2011

    Norma richiamata in relazione alla validità degli accordi aziendali di prossimità e alla disciplina dei contratti aziendali derogatori; la Corte ha valutato la legittimità di specifiche clausole aziendali alla luce dell'ordine pubblico lavoristico e del CCNL applicabile.

Massime di principio

  • Quando un datore applica un contratto collettivo 'di diritto comune' non coerente con l'attività svolta, il lavoratore può comunque chiedere l'adeguamento della retribuzione ai sensi dell'art. 36 Cost.; il giudice deve verificare d'ufficio la conformità della retribuzione al minimo costituzionale.
  • Il parametro per valutare l'adeguatezza retributiva dei soci lavoratori di cooperative è il trattamento minimo previsto dal CCNL del settore o della categoria affine (art. 3 L. 142/2001): il CCNL della committente/appaltante può essere preso a riferimento comparativo quando le prestazioni svolte nell'appalto siano 'analoghe'.
  • La qualificazione delle mansioni (descrizione fattuale del lavoro) è cruciale: attività direttamente correlate alla produzione alimentare vanno valutate rispetto al CCNL del settore alimentare, non automaticamente ricondotte alla logistica se coinvolgono operazioni connesse alla macellazione.
  • Sui profili probatori: il lavoratore deve provare la natura, quantità e qualità della prestazione; il datore di lavoro deve dimostrare l'entità delle retribuzioni corrisposte; il giudice verifica la conformità ai parametri costituzionali.
  • Per i soci lavoratori di cooperative, dopo la L. 92/2012, i termini di prescrizione dei crediti non ancora prescritti alla data di entrata in vigore della legge decorrono dalla cessazione del rapporto di lavoro; quindi va valutata la decorrenza in funzione della data di estinzione del rapporto.

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