Cassazione Penale, Sentenza n. 15497/2025 del 18/04/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che confermava il sequestro preventivo di C 6.350,00 ritenuta provento di reato nell'ambito di indagini per spaccio (artt. 73 e 74 d.P.R. 309/90). Due motivi principali: (1) violazione dei termini di efficacia del sequestro (art. 321 ss. c.p.p.), sostenendo che la convalida da parte del PM e del GIP è avvenuta oltre i termini (48 ore e 10 giorni) rendendo inefficace il sequestro; (2) manifesta illogicità della motivazione e assenza dei requisiti del fumus commissi delicti, del pericolo di reinvestimento/agevolazione di ulteriori reati e della pertinenza della somma, con la deduzione che le somme fossero necessarie per le esigenze quotidiane dei ricorrenti.
La decisione
Tutti i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. In particolare: i ricorsi di Chapaiev Vasyl e Kovalenko Iryna (suoceri) sono stati ritenuti inammissibili per mancanza di legittimazione/possesso della somma ritrovata nell'abitazione del genero e per mancanza di procura speciale; il ricorso di Kovalenko Olga (moglie) è stato dichiarato inammissibile per assenza di procura speciale ai sensi dell'art.100 c.p.p.; il ricorso di Cananzi Gioacchino è stato ritenuto manifestamente infondato: il Tribunale ha ritenuto che il sequestro fosse stato disposto su richiesta ordinaria del PM (non convalida tardiva di sequestro d'urgenza), che l'inosservanza del termine di 48 ore non determina automaticamente l'inefficacia del vincolo perché il giudice può comunque disporre il sequestro con efficacia ex nunc, e che la motivazione del sequestro (fumus e periculum) è adeguata in considerazione del rinvenimento di denaro occultato in due mazzette e della probabile riconduzione a provento di spaccio. I ricorrenti sono inoltre condannati alle spese processuali e al pagamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 321 cod. proc. pen.
Il tribunale ha ritenuto che il potere del giudice di disporre il sequestro non sia subordinato in modo condizionante al rispetto formale dei termini di convalida del sequestro d'urgenza (48 ore/10 giorni): l'inosservanza non comporta automaticamente inefficacia, potendo il giudice adottare autonomamente il provvedimento con efficacia ex nunc.
art. 240-bis cod. pen.
Norma rilevante ai fini della qualificazione del profitto del reato; richiamata come base normativa per il sequestro di somme ritenute provento di reato.
art. 85-bis D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Disposizione richiamata nell'ambito della disciplina sulle misure patrimoniali e sul contrasto al traffico di stupefacenti; usata per giustificare il sequestro preventivo delle somme ritenute connesse al reato.
artt. 73 e 74 D.P.R. 309/1990
Rilevate come reati contestati (traffico e detenzione ai fini di spaccio), la sussistenza del fumus commissi delicti è stata ritenuta dal Tribunale in base agli elementi probatori (denaro occultato, modalità, reiterazione dell'attività).
art. 606 c.1 lett. c) e lett. e) cod. proc. pen.
Norme richiamate a fondamento dei motivi di ricorso (violazione di legge e vizio motivazionale). La Corte ha escluso la violazione e ha ritenuto che la motivazione non sia manifestamente illogica o carente nei requisiti minimi.
art. 100 cod. proc. pen.
Richiesto per la procura speciale dei soggetti terzi: la mancata procura speciale da parte dei non indagati è stata ritenuta causa di inammissibilità del ricorso di terzi aventi solo interesse civilistico.
art. 325 cod. proc. pen.
Limita il sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali ai vizi di legge e a vizi motivazionali gravi; la Corte ha applicato tale limite ritenendo assente un vizio motivazionale tanto radicale da rendere il provvedimento incomprensibile.
art. 616 cod. proc. pen.
Usato per la condanna alle spese processuali dei ricorrenti dichiarati inammissibili.
Sentenza Corte Cost. n. 186/2000
Richiamata in relazione alle sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle Ammende; il giudice ha ritenuto non sussistere colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità ma ha comunque comminato un importo equitativo (3.000 euro).
Massime di principio
- I terzi non indagati devono dimostrare la disponibilità effettiva del bene/denaro e, se agiscono con interesse civilistico, devono munirsi di procura speciale ai sensi dell'art.100 c.p.p.; in mancanza il ricorso è inammissibile.
- Il mancato rispetto formale dei termini per la convalida del sequestro d'urgenza (48 ore/10 giorni) non determina automaticamente l'inefficacia del provvedimento: il giudice può comunque adottare un sequestro 'in via ordinaria' con efficacia ex nunc se ritiene sussistenti i presupposti.
- Per ottenere la restituzione o l'annullamento di un sequestro preventivo occorre incidere seriamente sulla valutazione del fumus commissi delicti e del periculum in mora; contestazioni generiche o non supportate da elementi probatori concreti sono difficili da accogliere
- Il denaro occultato nell'abitazione dell'indagato, soprattutto se suddiviso e nascosto, viene frequentemente qualificato come provento di reato e giustifica il pericolo che possa essere reinvestito nell'attività illecita.
- In Cassazione il sindacato sui provvedimenti cautelari reali è limitato ai vizi di legge e ai vizi motivazionali gravi: l'assenza o l'insufficienza motivazionale deve essere evidente e radicale per vincere il limite di ammissibilità.
- Chi impugna deve articolare e motivare il proprio contraddittorio rispetto alla decisione impugnata: doglianze meramente assertive e prive di confronto puntuale con le ragioni del giudice di merito risultano inefficaci.
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