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Legge

L.R. Liguria 2/2022

MODIFICHE AL REGOLAMENTO 14 OTTOBRE 2013, N. 7 (REGOLAMENTO RECANTE “DISPOSIZIONI PER IL RILASCIO DELLE CONCESSIONI AI FINI DELL’UTILIZZO DELLE AREE DEL DEMANIO IDRICO”)

Normativa regionaleL.R. Liguria 2/2022

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento aggiorna la disciplina regionale ligure del rilascio delle concessioni per l’utilizzo delle aree del demanio idrico: avvisi pubblici, istanze, domande concorrenti, criteri di priorità, uso nautico, durata massima, cauzione, subaffidamenti e cause di decadenza. Si applica ai procedimenti futuri nel territorio della Liguria, con alcuni casi di assegnazione diretta e termini di 180 giorni.

Modifiche al regolamento sulle concessioni per l’uso delle aree del demanio idrico

Modifiche alla disciplina delle concessioni sul demanio idrico

Il provvedimento, applicabile in Liguria, modifica in modo organico il regolamento del 2013 sulle concessioni per l’utilizzo delle aree del demanio idrico. La nuova disciplina rafforza l’evidenza pubblica, definisce la documentazione richiesta, introduce regole specifiche per l’uso nautico e aggiorna durata, cauzione, decadenza e gestione delle concessioni.

Finalità e ambito di applicazione

Il regolamento disciplina il procedimento di rilascio delle concessioni per l’utilizzo delle aree del demanio idrico, nel rispetto della direttiva 2006/123/CE e dei principi di funzionalità idraulica, salvaguardia ambientale, conservazione del bene pubblico e conformità alla pianificazione di bacino. Si applica alle occupazioni di aree di pertinenza idraulica per attività economiche industriali, commerciali, artigiane e professionali.

Gestione delle aree disponibili e avviso pubblico

La Regione pubblica periodicamente sul proprio sito istituzionale un avviso di disponibilità delle aree che intende concedere, indicando gli usi consentiti purché compatibili con pianificazione di bacino, regime idraulico e strumenti urbanistici vigenti. La presentazione di un’istanza determina la cancellazione dell’avviso dal sito regionale e attiva la procedura concessoria.

Istanza di concessione e documentazione necessaria

Chi intende utilizzare aree del demanio idrico, con o senza opere, oppure occupare aree in alveo, subalveo o in proiezione dell’alveo, deve presentare istanza alla Regione. L’istanza, a pena di inammissibilità, deve contenere dati del richiedente, oggetto, identificazione e superficie dell’area, uso richiesto, eventuale previsione di opere, attestazione delle spese istruttorie, dichiarazioni sulla regolarità dei canoni e, per gli operatori economici, l’assenza di cause ostative a contrarre con la pubblica amministrazione. Per l’uso nautico è richiesta anche una dichiarazione sostitutiva sull’effettivo svolgimento dell’attività risultante dalla visura camerale.

Allegati tecnici e verifiche di compatibilità

La domanda deve essere corredata, in via minima, da planimetria catastale aggiornata, stralcio CTR 1:5000 e relazione descrittiva con documentazione fotografica. Se l’occupazione riguarda pertinenze idrauliche con mutazione dei luoghi, servono anche verifiche di compatibilità con pianificazione di bacino, normativa sulle aree di pertinenza dei corsi d’acqua, strumenti urbanistici e vincoli ambientali, paesaggistici e di rete Natura 2000, oltre a una descrizione dettagliata dell’intervento. Per occupazioni in alveo, subalveo o in proiezione dell’alveo sono richiesti ulteriori elaborati tecnici e, se necessario, studio tecnico-idraulico.

Regole speciali per le attività economiche e per l’uso nautico

Per le occupazioni finalizzate ad attività economiche la documentazione relativa alla descrizione dettagliata dell’intervento è presentata nella fase di individuazione dell’assegnatario, secondo la procedura competitiva. Per l’uso nautico sono previste regole specifiche: non sono ammissibili alcune istanze di soggetti già titolari di concessione nautica, quelle di attività economiche non risultanti come nautiche dalla visura camerale e quelle presentate da enti pubblici o soggetti che svolgono servizi pubblici essenziali già titolari di concessione nautica.

Pubblicazione delle istanze e domande concorrenti

L’istanza di concessione per attività economiche su pertinenze idrauliche è pubblicata sul sito regionale e all’albo pretorio del Comune interessato per 20 giorni. Entro lo stesso termine possono essere presentate domande concorrenti. La pubblicazione è prevista anche per occupazioni non lucrative e senza corrispettivo economico per uso posteggio privato e per uso nautico.

Casi di assegnazione diretta

Le regole di pubblicazione e concorrenza non si applicano, con assegnazione diretta, quando l’istante è un ente pubblico o un soggetto che svolge un servizio pubblico essenziale, quando la richiesta riguarda pertinenze di un’opera già concessa allo stesso istante, quando l’area da concedere è confinante con il bene già in concessione entro il limite del 20% della superficie originariamente concessa, quando vi è un fondo intercluso o l’unico fondo che consente accesso a un’area demaniale interclusa. Per attività nautico-ricettive su area confinante con proprietà dell’istante è ammessa l’assegnazione diretta solo se la superficie da concedere non supera il 10% della superficie totale usata per l’attività.

Criteri di aggiudicazione in caso di concorrenza

Se vi sono domande concorrenti, la Regione invita i richiedenti a presentare un’offerta in busta chiusa entro data e ora stabilite. L’importo minimo è il canone di concessione. L’assegnazione avviene a favore dell’offerta più remunerativa per la Regione. In caso di parità, è preferito chi persegue interessi pubblici o valorizza il bene demaniale; se permane la parità e tra i pari merito c’è il richiedente originario, la concessione va a quest’ultimo, altrimenti si procede al sorteggio.

Regole particolari per l’uso nautico

Per l’uso nautico si applicano regole specifiche: in presenza di attività economiche si seguono le norme generali su pubblicazione e gara; in caso di uso nautico privato non lucrativo, se arrivano anche domande concorrenti per attività economiche, alla gara sono invitati solo i soggetti economici. Sono inoltre escluse domande concorrenti riconducibili a un unico centro decisionale o a rapporti di controllo ex articolo 2359 c.c.

Provvedimento concessorio, intesa con altre amministrazioni e tempi

La Regione conclude l’istruttoria dopo aver acquisito intese, concerti, nulla osta o assensi delle altre amministrazioni mediante il procedimento amministrativo ordinario. Il provvedimento concessorio può comprendere anche l’autorizzazione idraulica. L’efficacia della concessione è subordinata al pagamento del canone e della cauzione entro 60 giorni dall’adozione del provvedimento e alla sottoscrizione del disciplinare entro 60 giorni dalla richiesta; il mancato rispetto dei termini comporta decadenza e non restituzione di quanto versato. Il procedimento si conclude entro 180 giorni dalla domanda.

Disciplina per interventi urgenti e per servizi pubblici essenziali

In caso di interventi urgenti può essere rilasciata l’autorizzazione idraulica, rinviando la regolarizzazione degli aspetti concessori demaniali. Nel servizio idrico integrato la concessione demaniale è rilasciata agli enti locali proprietari delle infrastrutture idriche affidate al gestore. La Regione può inoltre rilasciare concessioni cumulative a favore di gestori di servizi pubblici essenziali titolari di più rapporti concessori quando le infrastrutture lineari interferiscono con il reticolo idrografico regionale, previo accordo sostitutivo.

Disciplinare, registrazione e oneri

La sottoscrizione del disciplinare non è richiesta in caso di occupazioni occasionali fino a 20 giorni, occupazioni temporanee fino a 180 giorni o asportazione di materiale litoide in alveo: in questi casi basta l’accettazione formale delle prescrizioni del provvedimento. Gli oneri di registrazione del disciplinare sono a carico del richiedente.

Canoni, recupero crediti e agevolazioni

La disciplina aggiorna le regole di riscossione e applica il d.lgs. 46/1999 per il recupero coattivo. È prevista la possibilità di agevolazioni per gli enti pubblici, ma queste non si applicano se la gestione dell’attività è affidata a un soggetto che svolge attività economiche.

Durata della concessione e cauzione

Le concessioni hanno durata massima di 19 anni. Nel caso di derivazioni idriche, la durata della concessione per l’uso delle aree coincide con quella della concessione a derivare. La cauzione può essere determinata anche in misura pari al costo stimato di demolizione delle opere, per le opere di particolare complessità e onerosità. Per occupazioni occasionali non superiori a 20 giorni la cauzione non è dovuta, salvo casi specifici valutati dalla Regione. La cauzione è infruttifera.

Effetti sulla proprietà delle opere e gestione da parte di terzi

Le opere e i beni acquisiti alla proprietà regionale possono essere acquisiti senza oneri, secondo le nuove regole introdotte. La subconcessione è vietata, ma il concessionario può affidare ad altri la gestione delle attività, anche secondarie, previa autorizzazione regionale. Per i concessionari privati l’affidamento è ammesso solo in casi eccezionali e per periodi determinati; per gli enti pubblici, se la gestione è affidata a soggetti economici, non si applicano le agevolazioni sui canoni previste per gli enti pubblici.

Decadenza, rinuncia e cessazione

La concessione decade, tra l’altro, per mancato pagamento di due annualità da parte di soggetti privati e di quattro annualità da parte di enti pubblici, salvo rateizzazioni, per l’inutile decorso dei termini di 60 giorni relativi a pagamento e sottoscrizione del disciplinare, e per affidamento della gestione senza l’autorizzazione regionale. Non è ammessa la rinuncia parziale della concessione, salvo specifica autorizzazione della Regione. La disciplina sopprime alcune precedenti previsioni procedurali del regolamento originario.

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