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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18643/2024 del 08/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Due società, titolare originaria e subentrante di una concessione di grande derivazione a uso idroelettrico, hanno agito per ottenere l’accertamento negativo della pretesa regionale di imporre, a decorrere dal 2020 e in base a una delibera di giunta regionale, l’obbligo di cedere gratuitamente energia elettrica ovvero il relativo controvalore monetario. Le ricorrenti sostenevano che né la concessione in essere né la legge statale di riferimento prevedessero tale obbligo per le concessioni vigenti, e che la delibera regionale avesse illegittimamente incluso la derivazione tra quelle soggette alla fornitura gratuita. Con il ricorso per cassazione hanno censurato l’errata applicazione delle norme sulla giurisdizione in materia di acque pubbliche, sostenendo che la controversia riguardasse un diritto soggettivo e quindi rientrasse nella giurisdizione del Tribunale regionale delle acque pubbliche, non del Tribunale superiore delle acque pubbliche, poiché la questione sarebbe stata quella di stabilire se la legge imponesse o meno l’obbligo di cessione gratuita ai titolari di concessioni vigenti.

La decisione

La Corte di cassazione, a Sezioni Unite, ha rigettato il ricorso e ha confermato la giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche. Ha ritenuto che, per come era costruito il petitum sostanziale, la domanda mirasse in realtà a contestare direttamente un atto amministrativo generale, cioè la delibera regionale che determinava la misura dell’energia da cedere gratuitamente e le modalità applicative, chiedendone una pronuncia di illegittimità con efficacia di giudicato. In tale ipotesi la controversia appartiene alla giurisdizione del TSAP quale giudice amministrativo in unico grado, non a quella del TRAP quale giudice ordinario specializzato. Le spese sono state compensate per la difficoltà della questione, con atto finale dei presupposti per il contributo unificato aggiuntivo.

Norme richiamate

  • art. 140 r.d. n. 1775 del 1933

    Richiamato dalle ricorrenti per la delimitazione della giurisdizione in materia di acque; la Corte ribadisce che la qualificazione dipende dal petitum sostanziale e dalla posizione soggettiva fatta valere.

  • art. 143 r.d. n. 1775 del 1933

    Norma posta a fondamento della giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche quando la controversia abbia a oggetto l’impugnazione principale di un atto amministrativo di carattere generale.

  • art. 12 d.lgs. n. 79 del 1999

    "nelle concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, le regioni possono disporre con legge l'obbligo per i concessionari di fornire annualmente e gratuitamente alle stesse regioni 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione"

    La Corte osserva che la disposizione non individua direttamente un distinto regime per le concessioni vigenti tale da radicare sempre e solo diritti soggettivi; prevede piuttosto una potestà regionale da attuare con legge regionale e provvedimenti applicativi.

  • art. 1-quinquies d.l. n. 135 del 2018, conv. in l. n. 12 del 2019

    È richiamato come modifica dell’art. 12 del d.lgs. n. 79 del 1999 nel prevedere la possibilità per le regioni di imporre l’obbligo di fornitura gratuita di energia.

  • art. 31 l.r. Lombardia n. 23 del 2019

    La norma regionale è indicata come attuativa della disciplina statale e demandante a delibera di giunta la determinazione di aspetti di dettaglio, tra cui ammontare dell’energia, percentuale territoriale e modalità attuative.

  • art. 154 d.lgs. n. 152 del 2006

    Richiamato in continuità con la giurisprudenza precedente in materia di determinazione dei canoni di concessione per grandi derivazioni, con ampia discrezionalità regionale entro i criteri generali fissati dal livello statale.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Quando il petitum sostanziale è diretto a contestare la legittimità di un atto amministrativo generale con richiesta di accertamento con efficacia di giudicato, la controversia appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo speciale previsto dalla legge di settore, non a quella del giudice ordinario specializzato.
  • Ai fini del riparto di giurisdizione in materia di acque pubbliche, occorre distinguere tra controversie su diritti soggettivi, nelle quali il giudice ordinario specializzato può anche disapplicare incidentalmente l’atto, e controversie che investono direttamente l’atto amministrativo generale, riservate al giudice amministrativo in unico grado.
  • La legge statale che attribuisce alle regioni la possibilità di imporre obblighi economici o prestazioni gratuite ai concessionari non esaurisce di per sé la disciplina in modo tale da trasformare automaticamente la posizione del destinatario in diritto soggettivo, se la concreta determinazione dell’obbligo è rimessa a provvedimenti regionali discrezionali e applicativi.
  • Nel sindacato di legittimità sugli atti amministrativi generali, il giudice può verificare i vizi della funzione pubblica, inclusi i profili di eccesso di potere, ma non sostituire valutazioni di merito all’amministrazione, dovendosi arrestare davanti a scelte comunque congruenti con il fine pubblico.
  • Per stabilire la giurisdizione conta la sostanza della domanda, non la forma dell’azione: anche un accertamento negativo può celare un’impugnazione principale dell’atto amministrativo presupposto.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizione
RamiProcesso civileContratti
IstitutiLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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