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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35721/2026 del 09/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte d'appello dell'Aquila del 25 novembre 2025. Con il primo motivo ha dedotto la nullità del decreto di citazione in appello per difetto di identificazione della sentenza appellata. Con il secondo ha contestato il rigetto della richiesta di integrazione istruttoria. Il testo non specifica il reato contestato né la pena inflitta.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il primo motivo è stato ritenuto genericamente proposto: nel decreto era indicato erroneamente il Tribunale, ma erano corretti la data e il numero della sentenza, e la difesa non aveva sollevato eccezioni, presentando regolarmente le proprie conclusioni. Il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la Corte d'appello aveva motivato in modo non censurabile la non necessità dell'integrazione richiesta e, comunque, aveva rilevato la decadenza dalla prova in primo grado. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. Il testo non consente di determinare il reato o l'esito sostanziale della condanna.

Massime di principio

  • La deduzione di nullità del decreto di citazione in appello per insufficiente identificazione della sentenza impugnata è generica quando, nonostante l'erronea indicazione del Tribunale, risultano corretti la data e il numero della sentenza e la difesa ha svolto regolarmente le proprie conclusioni senza sollevare eccezioni.
  • La richiesta di integrazione istruttoria può essere respinta quando il giudice ne ritenga motivatamente non necessaria l'assunzione; il rigetto può inoltre fondarsi sulla decadenza dalla prova maturata nel giudizio di primo grado.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProve
RamiProcesso penale

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