Provvedimento AGCM C12404 n. 29866 del 29/10/2021
ENEL X-VOLKSWAGEN FINANCE LUXEMBOURG/JVC
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEnel X e Volkswagen Finance Luxembourg hanno costituito una joint venture paritetica, attiva nella costruzione e gestione in Italia di infrastrutture pubbliche di ricarica ad alta potenza per veicoli elettrici. L’operazione è stata rinviata dalla Commissione europea all’AGCM ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 3, lettera b), del Regolamento n. 139/2004. L’AGCM ha avviato un’istruttoria ai sensi dell’articolo 6 e dell’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/1990, ravvisando possibili criticità nei mercati CPO HPC, EMP e BEV, oltre a riservarsi di valutare il patto di non concorrenza.
Enel X/Volkswagen Finance Luxembourg: costituzione di una joint venture controllata congiuntamente per reti HPC in Italia; avvio dell’istruttoria
Enel X/Volkswagen Finance Luxembourg: joint venture per infrastrutture HPC in Italia
Il provvedimento riguarda la costituzione di una joint venture paritetica tra Enel X S.r.l. e Volkswagen Finance Luxembourg S.A., destinata alla costruzione e gestione di infrastrutture pubbliche di ricarica ad alta potenza per veicoli elettrici in Italia. L’operazione, inizialmente notificata alla Commissione europea, è stata integralmente rinviata all’AGCM ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 3, lettera b), del Regolamento (CE) n. 139/2004. L’Autorità ha quindi applicato la legge n. 287/1990 e ha disposto l’avvio di un’istruttoria ai sensi degli articoli 6 e 16, comma 4.
Parti e struttura dell’operazione
Enel X è interamente controllata da Enel S.p.A. e opera, tra l’altro, nell’installazione, gestione e manutenzione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Il Gruppo Volkswagen opera nella produzione e vendita di autoveicoli e, tramite Porsche AG, detiene una partecipazione di co-controllo in Ionity, operatore europeo di infrastrutture di ricarica ad alta potenza.
La JVC, costituita in Italia il 10 giugno 2021 con denominazione provvisoria Enel X Mobility HPC S.r.l., è controllata congiuntamente dalle due imprese madri, ciascuna titolare del 50% del capitale. La presenza è paritaria nell’assemblea e nel consiglio di amministrazione e le decisioni sono assunte all’unanimità. L’Autorità ha ritenuto che la società eserciterà stabilmente tutte le funzioni di un’entità economica autonoma, poiché le forniture delle imprese madri saranno in massima parte effettuate tramite procedure contendibili e a condizioni di mercato. L’operazione costituisce pertanto una concentrazione ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del Regolamento n. 139/2004 e soddisfaceva le condizioni di applicazione dell’articolo 1, paragrafo 2, del medesimo Regolamento.
Attività della JVC e clausole accessorie
La JVC avrà per oggetto esclusivo la costruzione e gestione in Italia di una rete di infrastrutture di ricarica pubbliche o ad accesso pubblico per veicoli elettrici, con potenza superiore a 100 kW, ossia punti HPC. La rete sarà aperta a tutti i potenziali utenti a condizioni non discriminatorie. Enel X conferirà alla JVC i punti HPC pubblici già detenuti in Italia.
Gli accordi prevedono un patto di non concorrenza a carico del Gruppo Enel e, con eccezioni, del Gruppo Volkswagen. Enel X dovrà svolgere l’attività di costruzione e gestione di infrastrutture HPC pubbliche prevalentemente attraverso la partecipazione nella JVC. Il Gruppo Volkswagen ha assunto un analogo impegno, con esclusione di Ionity e con deroghe limitate per Porsche AG e Audi AG: queste ultime potranno installare cumulativamente fino a [100-500] punti in Italia, mentre le altre affiliate del Gruppo Volkswagen potranno installare cumulativamente non più di [1-5] punti, secondo quanto previsto dagli accordi.
Per i servizi IT necessari all’attività di CPO, la JVC sarà rifornita in esclusiva da Enel X, che trasferirà il sistema operativo utilizzato nelle proprie attività. Gli ulteriori input, tra cui energia e hardware, potranno essere forniti dalle imprese madri secondo modalità contrattuali da valutare. L’AGCM ha ritenuto che il patto di non concorrenza non fosse allo stato compiutamente qualificabile come accessorio e necessario all’operazione; la sua accessorietà sarà quindi esaminata nel procedimento, anche alla luce della Comunicazione della Commissione sulle restrizioni direttamente connesse e necessarie alle operazioni di concentrazione (2001/C 188/03).
Mercati rilevanti
L’operazione presenta sovrapposizioni orizzontali e rapporti verticali nei seguenti mercati:
- costruzione e gestione di infrastrutture pubbliche HPC per BEV, ossia mercato dei CPO;
- vendita al dettaglio di energia elettrica a clienti allacciati in media e alta tensione;
- fornitura di servizi informatici back-end e front-end per la gestione delle reti di punti di ricarica, o white label services;
- fornitura all’ingrosso dei dispositivi hardware per la realizzazione dei punti di ricarica;
- fornitura di servizi di mobilità elettrica da parte degli EMP;
- produzione e commercializzazione di autoveicoli, con particolare attenzione al possibile mercato dei BEV.
Mercato CPO HPC
L’Autorità ha distinto, coerentemente con la prassi della Commissione europea, tra punti di ricarica quick, fast e ultrafast, individuando in prima approssimazione un mercato distinto per le infrastrutture HPC con potenza superiore a 100 kW. La possibile distinzione tra punti collocati in autostrada e punti situati al di fuori delle autostrade è stata lasciata aperta, in quanto non determinante ai fini della decisione di avvio; tale profilo sarà approfondito in istruttoria.
Il mercato comprende l’individuazione e acquisizione dei siti, la progettazione, l’ottenimento dei permessi, la costruzione, la messa in servizio, la gestione e la manutenzione dei punti di ricarica. La domanda proviene principalmente dagli EMP, dagli utenti finali che effettuano ricariche ad hoc e dagli OEM che acquistano pacchetti di kWh da offrire ai propri clienti.
Quanto alla dimensione geografica, il confronto concorrenziale presenta una componente locale, poiché per l’utente finale ciascun punto compete soprattutto con quelli circostanti. Tuttavia, prezzi, contratti nazionali con EMP e accordi con clienti business operanti con flotte fanno emergere anche elementi di concorrenza nazionale. L’Autorità ha quindi considerato il mercato, in prima approssimazione, di dimensione nazionale, con elementi locali.
Quote e sovrapposizione orizzontale nel mercato CPO
Al momento della prima ricognizione, in Italia risultavano 331 punti HPC aperti al pubblico. Ionity, soggetta al controllo congiunto del Gruppo Volkswagen tramite Porsche AG, rappresentava il [50-55]% dei punti, mentre Enel X Mobility deteneva il [15-20]%. Le Parti risultavano quindi congiuntamente associate a oltre il [65-70]% della rete.
L’aggiornamento al 30 giugno 2021 indicava 208 punti complessivi; la quota congiunta delle Parti risultava ridotta al [45-50]%, a seguito della crescita del numero totale di punti, mentre i dati individuali di Enel X e Ionity erano rimasti riservati. Gli altri operatori indicati erano Be Charge, FreeToX, Neogy, Evway e Duferco Energia.
Le Parti hanno sostenuto che il Gruppo Volkswagen non avrebbe sviluppato autonomamente una rete CPO HPC e che la quota di Ionity non dovrebbe essere imputata al gruppo, in ragione dell’autonomia della joint venture e della partecipazione del 20%. L’AGCM non ha ritenuto tale posizione accoglibile in prima valutazione, richiamando il precedente accertamento della Commissione europea secondo cui Porsche AG dispone di prerogative e capacità sufficienti almeno a configurare il controllo congiunto di Ionity. Anche le deroghe previste per Porsche AG e Audi AG sono state considerate coerenti con un interesse del Gruppo Volkswagen a mantenere una presenza autonoma nel settore.
L’Autorità ha inoltre rilevato che Enel, quale principale gruppo elettrico italiano, attivo nella distribuzione e nella filiera della mobilità elettrica, potrebbe aver sviluppato una propria rete HPC anche in assenza dell’operazione. Lo sviluppo futuro del mercato, pur potenzialmente significativo, presenta incertezze legate ai finanziamenti del PNRR, alla disponibilità di capitali e all’accesso alle connessioni alla rete di distribuzione. Le Parti potrebbero essere meglio posizionate dei concorrenti per affrontare tali ostacoli.
Per queste ragioni non è stato possibile escludere che l’operazione contribuisca alla concentrazione del mercato e determini la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante, idonea a eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza.
Mercati verticalmente collegati
Nel mercato nazionale della vendita al dettaglio di energia elettrica a clienti connessi in media e alta tensione è presente il solo Gruppo Enel, attraverso Enel Energia, con una quota in volume del [15-20]%. La domanda riconducibile alla JVC sarebbe tuttavia marginale rispetto alle vendite complessive: il consumo previsto per la mobilità elettrica da punti pubblici nel 2030 è stimato in circa 3 TWh, contro 124 TWh venduti nel 2019 e 115 TWh nel 2020 ai clienti allacciati in media e alta tensione. Inoltre, l’acquisto di energia da parte della JVC dovrebbe avvenire mediante procedure contendibili e a prezzo di mercato. L’Autorità ha pertanto escluso effetti significativi su questo mercato.
Nel mercato dei servizi IT white label, il Gruppo Volkswagen non è presente, mentre il Gruppo Enel opera attraverso Enel X principalmente per autoproduzione. Il software fornito alla JVC per sei anni avrebbe un valore complessivo, al massimo sviluppo della rete, inferiore a un milione di euro. La presenza di numerosi fornitori, tra cui Siemens e ABB, e il limitato valore dell’operazione hanno indotto l’Autorità a escludere effetti restrittivi significativi.
Quanto all’hardware per i punti di ricarica HPC, le Parti non risultavano attive se non in forma di rivendita o autoconsumo e comunque in misura trascurabile. Non sono stati quindi ravvisati effetti significativi.
Effetti verticali sul mercato EMP
Entrambe le Parti sono attive in Italia nei servizi EMP. Enel X Italia detiene una quota stimata del [20-25]%, mentre Elli, società del Gruppo Volkswagen, aveva appena iniziato l’attività e registrato nel 2020 un fatturato di [100-500] euro. Tra gli altri operatori rilevanti figurano Duferco Energia, con il [20-25]%, Be Charge, con il [15-20]%, ed Evway, con il [5-10]%.
Le Parti hanno sostenuto che CPO ed EMP avrebbero interesse a stipulare accordi con il maggior numero possibile di controparti e che la rete della JVC sarebbe stata accessibile a tutti gli EMP senza discriminazioni. L’Autorità ha tuttavia ritenuto necessario verificare ulteriormente capacità e incentivi delle Parti a precludere l’accesso ai CPO HPC, poiché la costituzione di una posizione dominante nel mercato CPO potrebbe modificare gli incentivi di due operatori importanti anche nel mercato EMP.
Non è stato quindi possibile escludere effetti di input foreclosure o altre forme di ostacolo significativo alla concorrenza effettiva nel mercato nazionale degli EMP.
Effetti verticali sui mercati BEV
Il Gruppo Volkswagen deteneva una quota inferiore al [15-20]% nella produzione e commercializzazione di BEV in Italia, mentre Enel era assente da tale attività. La definizione del mercato è stata lasciata aperta: l’istruttoria avrebbe potuto verificare se fosse necessario distinguere i BEV per categorie di autoveicoli o individuare mercati più ristretti.
L’Autorità ha respinto, in prima battuta, l’argomento secondo cui l’acquisto diretto di pacchetti di energia da parte degli OEM sarebbe equivalente all’attività di un EMP. L’OEM, infatti, può destinare i pacchetti esclusivamente ai propri acquirenti, sostenerne in tutto o in parte il costo e utilizzarli come strumento promozionale per la vendita dei veicoli. In astratto, un rafforzamento del potere di mercato nei CPO potrebbe quindi consentire effetti di foreclosure nel mercato della produzione e commercializzazione dei BEV.
Anche in questo caso, l’accesso non discriminatorio alla rete e l’interesse economico dei CPO ad ampliare l’utilizzo dei punti costituiscono elementi da ponderare, ma non consentono di escludere la capacità e gli incentivi del Gruppo Volkswagen ad adottare condotte di input foreclosure. L’AGCM ha pertanto ritenuto necessario approfondire gli effetti dell’operazione sui mercati BEV.
Avvio dell’istruttoria ed esito procedurale
L’AGCM ha concluso che non poteva essere escluso, ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 287/1990, che l’operazione determinasse la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante idonea a eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza:
- nel mercato italiano della costruzione e gestione di infrastrutture pubbliche HPC per BEV;
- nel mercato nazionale dei servizi EMP;
- nel mercato, o nei mercati, della produzione e commercializzazione dei BEV in Italia.
È stato quindi deliberato l’avvio dell’istruttoria nei confronti di Enel X S.r.l. e Volkswagen Finance Luxembourg S.A. Il termine per chiedere di essere sentiti è stato fissato in dieci giorni dalla notificazione del provvedimento, con presentazione della richiesta almeno tre giorni prima della scadenza. Il procedimento deve concludersi entro quarantacinque giorni dalla data della delibera. Il patto di non concorrenza sarà valutato nel medesimo procedimento anche sotto il profilo della sua eventuale accessorietà all’operazione.
Punti principali
Operazione e controllo
La JVC è detenuta al 50% da Enel X e al 50% da Volkswagen Finance Luxembourg. La governance paritaria e le decisioni unanimi determinano un controllo congiunto. La società è destinata a operare stabilmente e autonomamente, con acquisizione di input dalle imprese madri in larga parte mediante procedure contendibili e a condizioni di mercato.
Attività della joint venture
La JVC costruirà e gestirà esclusivamente in Italia una rete di punti di ricarica pubblici o ad accesso pubblico con potenza superiore a 100 kW. Enel X conferirà alla JVC i propri punti HPC pubblici italiani. La rete dovrà essere aperta a tutti gli utenti a condizioni non discriminatorie.
Rinvio dalla Commissione europea
L’operazione, notificata inizialmente alla Commissione europea, è stata rinviata integralmente all’AGCM il 17 settembre 2021 ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 3, lettera b), del Regolamento n. 139/2004. A seguito del rinvio trova applicazione la legge n. 287/1990.
Concentrazione e patto di non concorrenza
L’operazione è stata qualificata come concentrazione ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del Regolamento n. 139/2004 e rientrava originariamente nell’ambito UE in ragione delle soglie dell’articolo 1, paragrafo 2. Il patto di non concorrenza, con eccezioni a favore di Ionity, Porsche AG e Audi AG entro determinati limiti, non è stato ritenuto immediatamente valutabile come restrizione accessoria e sarà esaminato nell’istruttoria.
Principali criticità concorrenziali
Nel mercato italiano dei CPO HPC le Parti detenevano congiuntamente, secondo i dati disponibili, oltre il 65-70% dei punti nel primo rilevamento e circa il 45-50% nell’aggiornamento al 30 giugno 2021. L’Autorità non ha potuto escludere la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante, anche considerando l’incertezza sullo sviluppo futuro del settore e il possibile ruolo autonomo di VW ed Enel. Sono inoltre emersi possibili effetti verticali nei mercati EMP e nella produzione e commercializzazione di BEV, inclusi rischi di foreclosure.
Esito procedurale
L’AGCM ha deliberato l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/1990. Il procedimento deve concludersi entro 45 giorni dalla delibera; le Parti possono chiedere di essere sentite entro 10 giorni dalla notificazione, con richiesta da presentare almeno tre giorni prima della scadenza.
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