Cassazione Civile, Sentenza n. 35006/2021 del 17/11/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Agenzia ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva confermato l'annullamento dell'avviso di accertamento relativo agli anni 2003-2007. La CTP aveva accolto il ricorso del contribuente ritenendo inutilizzabili i dati della cosiddetta "lista Falciani" perché illecitamente sottratti da un dipendente della banca HSBC di Ginevra; la CTR aveva confermato anche l'impossibilità di applicare la presunzione legale di evasione di cui all'art. 12, comma 2, del d.l. n. 78/2009.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza della CTR e rinviando alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione. La Corte ha stabilito che i dati ricavati dalla lista Falciani comunicati dall'autorità francese sono utilizzabili nell'accertamento fiscale e nel processo tributario, nonostante la loro illecita acquisizione originaria attribuibile al terzo (Falciani). Ha inoltre precisato che, sebbene la presunzione legale di cui all'art. 12, comma 2, d.l. 78/2009 non sia applicabile retroattivamente agli anni anteriori alla sua entrata in vigore, l'Amministrazione può comunque provare l'esistenza di redditi non dichiarati tramite presunzioni semplici gravi, precise e concordanti, anche su un unico indizio grave e preciso. La causa è quindi rinviata al giudice di merito perché valuti la rilevanza probatoria dei dati e altri elementi prodotti dall'Ufficio.
Norme richiamate
Direttiva 77/799/CEE del Consiglio
art. 1, art. 4, 6° considerando
Prevede lo scambio di informazioni tra autorità fiscali e legittima l'utilizzo delle informazioni ricevute tramite cooperazione internazionale per finalità di contrasto all'evasione fiscale; non impone preventiva verifica sull'illegittimità dell'acquisizione da parte dello Stato terzo
Convenzione tra Italia e Francia (ratificata legge n. 20/1992)
Stabilisce lo scambio di informazioni per prevenire l'evasione e la frode fiscali; giustifica la trasmissione e l'utilizzo dei dati ricevuti dalle autorità francesi
D.P.R. 600/1973
art. 37; art. 39; art. 38; art. 70 (richiamato)
Norme organizzative e probatorie del procedimento tributario: art.39 e altre disposizioni permettono l'utilizzo di elementi acquisiti "comunque"; art.38 disciplina l'uso delle presunzioni semplici (grave, preciso, concordante) per la rettifica del reddito; art.70 consente l'uso residuale delle norme del processo penale
D.P.R. 633/1972
art. 41, comma 2; art. 55, comma 1
Prevedono l'utilizzabilità di elementi acquisiti in vari modi nell'ambito degli accertamenti fiscali, rafforzando il principio di non tipicità della prova tributaria
D.l. n. 167/1990 (convertito dalla L. 227/1990)
art. 4; art. 6 (previgente)
Impone l'obbligo di indicare nelle dichiarazioni le disponibilità finanziarie detenute all'estero e determina inversione dell'onere probatorio quando l'Amministrazione viene a conoscenza di somme detenute all'estero non dichiarate
D.l. n. 78/2009 (convertito dalla L. 102/2009)
Introduce una presunzione legale di evasione per investimenti in stati a fiscalità privilegiata; la Corte ha precisato che tale presunzione non opera retroattivamente per periodi anteriori all'entrata in vigore, ma non impedisce l'uso di presunzioni semplici per quegli anni
Codice di procedura penale
Art.191 sancisce regole di inutilizzabilità proprie del processo penale; tuttavia tali regole non si estendono automaticamente al procedimento tributario, salvo tutela di diritti costituzionali violati
Codice civile
Rilevante per l'onere della prova, richiamato nella doglianza della parte, ma la Corte ha ricondotto l'accertamento alle regole delle presunzioni semplici e all'onere probatorio fiscale
Massime di principio
- I dati bancari ottenuti da terzi all'estero e trasmessi tramite canali ufficiali di cooperazione internazionale (es. Direttiva 77/799/CEE, convenzioni bilaterali) sono, in linea di principio, utilizzabili dall'Amministrazione finanziaria e nel processo tributario, anche se la loro acquisizione originaria è stata illecita a carico di un terzo.
- Le regole di inutilizzabilità previste per il processo penale (art. 191 c.p.p.) non si estendono automaticamente al procedimento tributario; l'inutilizzabilità può comunque sussistere se l'acquisizione ha comportato la violazione di diritti costituzionali del contribuente.
- La presunzione legale di evasione prevista dall'art. 12, comma 2, d.l. 78/2009 non si applica retroattivamente agli anni anteriori alla sua entrata in vigore, ma l'Amministrazione può provare la pretesa fiscale per quegli anni con presunzioni semplici "gravi, precise e concordanti", anche se basate su un unico indizio di elevata valenza probabilistica.
- Quando le informazioni internazionali indicano disponibilità all'estero non dichiarate, l'onere probatorio si inverte in capo al contribuente che deve fornire la prova contraria (es. che i capitali sono già stati tassati o sono esenti).
- In giudizio di merito il giudice deve valutare la rilevanza e la forza probatoria dei singoli elementi acquisiti, applicando i criteri delle presunzioni semplici e tutelando eventuali diritti costituzionali; decisioni che escludono l'utilizzabilità in via assoluta senza tale valutazione sono errate.
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